<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715</id><updated>2012-02-16T15:54:02.220-08:00</updated><category term='Giraldi editore'/><category term='Michelangelo Antonioni'/><category term='Pomodoro'/><category term='Giuseppe Maestri'/><category term='anarchici romagnoli'/><category term='Moreni'/><category term='Rimini'/><category term='goliardia'/><category term='Sassu'/><category term='Riolo Terme'/><category term='Massalombarda'/><category term='attualità'/><category term='la Romagna è finita'/><category term='Maurizio Ferrini'/><category term='Nildo Breviglieri'/><category term='Omsa'/><category term='Trebbo Poetico'/><category term='Nello Agusani'/><category term='Elio Quarneti'/><category term='Patrizia Diamante'/><category term='tedeschi'/><category term='Antonio Galli Bibiena'/><category term='Ubu Re'/><category term='happy hour'/><category term='Giangrandi'/><category term='dialetto romagnolo'/><category term='amarcord'/><category term='Piero Focaccia'/><category term='sparagnì'/><category term='Aldo Succi'/><category term='Claudio Marabini'/><category term='Modigliana'/><category term='Zadina'/><category term='Le Albe'/><category term='Eugenio Vitali'/><category term='tahar lamri'/><category term='Sironi'/><category term='Andrea Costa'/><category term='Fellini'/><category term='Alfred Jarry'/><category term='Benito La Mantia'/><category term='La Compagine di Lugo'/><category term='Bologna'/><category term='oddo biasini'/><category term='Frogstock'/><category term='Olympe Pelissier'/><category term='ballo'/><category term='Lugo'/><category term='La corte del capofreddo'/><category term='Emma Montanari Casali'/><category term='Casa Rossini'/><category term='Ermanna Montanari'/><category term='vecchia romagna'/><category term='nevica in Romagna'/><category term='Claudio Alessandri'/><category term='Maria Rossini'/><category term='teatro dialettale'/><category term='Ravenna la durata di un trapasso'/><category term='Teatro Rossini'/><category term='Faenza'/><category term='Paolo Cevoli'/><category term='newsrimini'/><category term='festival delle culture'/><category term='Giuseppe Giacobazzi'/><category term='Baldassarri'/><category term='Wanda la carrellista'/><category term='Alberti'/><category term='Piano Grande'/><category term='Treccani'/><category term='Vitelloni'/><category term='savuar feeer'/><category term='Radio Ravenna Uno'/><category term='Santi'/><category term='globalizzazione'/><category term='Faustino Fori'/><category term='Calabria'/><category term='balere romagnole'/><category term='Ravennanotizie'/><category term='Manuela Fabbri'/><category term='Matteo Cavezzali'/><category term='Luzi'/><category term='Luigi Lepri'/><category term='Cesenatico'/><category term='Alberta Tedioli'/><category term='Ravenna Oggi'/><category term='Gioacchino Rossini'/><category term='Metallurgica Viganò'/><category term='manlio cortellazzo'/><category term='teatro'/><category term='fratelli Parmiani'/><category term='xenos'/><category term='ravenna'/><category term='Cervia'/><category term='Alois Gradnik'/><category term='Danilo Casali'/><category term='Pierluigi Celli'/><category term='faentine doc'/><category term='poesia d&apos;affissione'/><title type='text'>Le impronte dei ROMagnoli</title><subtitle type='html'>Avremmo potuto chiamarci anche "Celti contro la Lega Nord" ma non vogliamo fare un blog soltanto politico. Politica in ogni caso è la volontà di rompere il "pensiero unico" e da fieramente diversi sostenere il diritto alla diversità di tutte e tutti. Un blog che parlerà di letteratura, poesia, arte, musica, teatro, cinema e tanto altro della nostra terra, la Romagna.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>43</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-723027107812563612</id><published>2012-02-06T10:16:00.000-08:00</published><updated>2012-02-06T13:02:43.531-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='anarchici romagnoli'/><title type='text'>Una settimana di libertà</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Nel giugno del 1914 i cittadini di Alfonsine, cittadina a 16 km. da Ravenna, avevano preso il controllo totale del Paese. Furono sequestrare derrate alimentari e armi ai latifondisti. Interrotte le comunicazioni, furono date alle fiamme il Circolo Monarchico e la Chiesa, che fu prima saccheggiata e devastata. La scritta "W MASETTI" e "ABBASSO L'ESERCITO" erano un pò ovunque. Masetti, com'è noto, era un giovane anarchico imolese che nel 1911 sparò al proprio ufficiale di plotone, mentre prestava servizio militare a Bologna, diventando così un simbolo per tutti i refrattari alla guerra e all'ordine costituto. Ma cos'era successo? Dall'8 al 14 giugno tutta l'Italia fu attraversata da un forte vento rivoluzionario. Casus belli fu l'uccisione di tre proletari, due repubblicani e un anarchico, avvenuto ad Ancona per mano di un manipolo di carabinieri durante un comizio del giovane socialista faentino Pietro Nenni. Socialisti, repubblicani e anarchici, dopo anni di infauste divisioni intestine, furono uniti stavolta negli intenti. Scoppiarono tumulti in ogni parte d'Italia con decine e decine di morti, anche fra le forze dell'ordine. E proprio in Romagna si raggiunse l'acme della rivolta. Gli alfonsinesi, in particolare, furono i più radicali, come abbiamo già detto. Dopo aver di fatto isolato la cittadina, che all'epoca contava circa 5000 anime, gli abitanti festeggiarono per una settimana intera, improvvisando una specie di "Carnevale" fuori stagione. Nonostante questo, comunque, non ci fu neppure un morto e, anzi, anche a&amp;nbsp;chi fu sequestrata la proprietà o i propri oggetti, fu garantita la piena libertà di movimento. Naturalmente, come nella migliore tradizione di "sinistra" in Italia, i massimi dirigenti socialisti dell'epoca (fra i quali Mussolini!) dopo una settimana fecero marcia indietro,&amp;nbsp;argomentando che ancora per la rivoluzione non si era pronti, insomma, che si era fatta solo un pò di ricreazione e che per il momento bastava così. Il 14 un reparto di Cavalleria entrò in paese, e molti, sopratutto anarchici, furono processati e condannati. Alcuni fuggirono in Svizzera o a San Marino, altri furono reclusi, anche se durò poco, dato che sei mesi dopo ci fu un'amnistia per la nascita di una bambina in Casa Savoja. Il 26 luglio di quell'anno si tennero le elezioni per il Comune, e la vittoria della lista socialista fu quasi plebiscitaria, anche se la nuova amministrazione, condotta da Camillo Garavini, fu presto commissariata. Con lo scoppio di lì a poco della Grande Guerra, quasi tutti i militi alfonsinesi vennero vigliaccamente mandati in prima linea davanti agli austroungarici come "vendetta", e pochi, infatti,&amp;nbsp;furono quelli che fecero ritorno alle loro case. Alfonsine, poi, subirà un pesantissimo bombardamento alleato durante la Seconda Guerra, in occasione della famigerata "Battaglia del Senio", il fiume che l'attraversa, subendo la distruzione del 95 per cento del centro abitato, Chiesa compresa.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-723027107812563612?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/723027107812563612/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2012/02/alfonsine-liberata.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/723027107812563612'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/723027107812563612'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2012/02/alfonsine-liberata.html' title='Una settimana di libertà'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-559304089707976827</id><published>2012-02-02T17:21:00.000-08:00</published><updated>2012-02-02T17:24:19.671-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ravennanotizie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ravenna'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nevica in Romagna'/><title type='text'>La neve anche nel suo aspetto giocoso...</title><content type='html'>...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/ravennanotizie/6806248377/"&gt;http://www.flickr.com/photos/ravennanotizie/6806248377/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per gentile concessione di Ravennanotizie, invitando a visitare il loro magnifico album foto della nevicata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://farm8.staticflickr.com/7005/6806248377_365f79a0e2_z.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-559304089707976827?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/559304089707976827/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2012/02/la-neve-anche-nel-suo-aspetto-giocoso.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/559304089707976827'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/559304089707976827'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2012/02/la-neve-anche-nel-suo-aspetto-giocoso.html' title='La neve anche nel suo aspetto giocoso...'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-3200872195266713936</id><published>2012-02-02T08:10:00.000-08:00</published><updated>2012-02-02T08:13:10.618-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='newsrimini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Rimini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Manuela Fabbri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='attualità'/><title type='text'>Dal blog NEWSRIMINI una testimonianza sui fatti drammatici di ieri, il treno bloccato come metafora dell'Italia che non funziona</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;C'era anche la riminese Manuela Fabbri, responsabile della comunicazione per il consorzio Down Town di Rimini, ieri sul treno intercity Bologna-Taranto, fermo per sette ore nelle campagne di Forlimpopoli. "Un treno - scrive oggi Manuela - metafora dell'Italia". RIMINI &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-jG9aanN0E5o/Tyq0sbiRHTI/AAAAAAAAAII/KLgkq-DbUHY/s1600/treno_bloccato.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="224" sda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-jG9aanN0E5o/Tyq0sbiRHTI/AAAAAAAAAII/KLgkq-DbUHY/s400/treno_bloccato.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;02 febbraio 2012 &lt;br /&gt;13:46 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di seguito il suo racconto: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Ieri ero sull'intercity per Taranto: una metafora dell'Italia, la conferma che i cittadini italiani (tranne qualche raro esempio) sono migliori di chi dovrebbe sapersene assumere le responsabilità, perché delegato (e pagato) a farlo. L'assenza totale dell'azienda Trenitalia e dello Stato (il Prefetto) e la protezione civile, lo scaricabarile tra "decisori": 1000 persone (e forse più) con bambini, donne incinte e anziani, mollate come fossero nelle lande sperdute siberiane, a 1km, forse 2 da Forlimpopoli, l'evoluta Romagna. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Senza nessuna assistenza, allarme, avvertimento, annuncio in tempo reale su siti e altro... dopo ore di attesa il mattino alla stazione di Bologna di treni che non partivano sebene di lì avrebbero docuto nascere (come il Bologna-Rimini delle 12.06), finalmente eravamo partiti da Bologna. Ci aspettavano 7 ore e passa, senz'acqua, riscaldamento, bagni utilizzabili, alimenti, etc. Con l'ultima sceneggiata all'arrivo a Forlì, alle 22 circa: dopo ore di tempo per la preparazione dell'evento - "l'accoglienza dei profughi", un continuo rimbalzo tra Rimini, Bologna e Forlì abbiamo poi capito (a seconda se la locomotiva riusciva ad arrivare e da dove, alla fine dell'ennesimo tentativo)... Tutto senza alcun coordinamento e il Sindaco Balzani, che comunque c'era, che avrebbe voluto portare persone esauste fuori dal mattino, partite da Bologna per Taranto ma anche da Bologna per Rimini, o anche solamente da Forlì a Cesena (15km!) e/o da Bologna a Rimini (come me)... tutti alla FIERA!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se non fosse tragico per l'Italia (seppure senza morti e feriti) vi assicuro sembrerebbe una farsa. Più di 7 ore chiusi ermeticamente lì dentro accatastanti, pur con tutte le nuove tecnologie a disposizione e messaggi di ogni genere partiti per tutta l'Italia: 112, 118, 113, prefetture, protezione civile etc., potete rendervi conto quanti parenti, amici, conoscenti ci fossero e che a loro volta se ne occupassero... es. la mia amica Cenni, giornalista di Oggi che avevo appena lasciato a Bologna, ha scatenato facebook già dopo un'ora che eravamo fermi e sono cominciate a piovere telefonate dei giornalisti, ma abbiamo continuato per ore e ore a non vedere una coperta o un bicchiere d'acqua (anche fredda)... mai nulla fino all'arrivo (tra fotografi e telecamere) alla stazione di Forlì!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il campionario di cittadini italiani e non che erano sul quel treno - difronte a me una signora romena che non era riuscita a decollare dall'aeroporto di Forlì e tornava a Civitanova era esterrefatta: "Signora è fortunata, salga subito sull'intercity per Taranto, uno dei pochi che circola!", le avevano detto i ferrovieri - hanno dimostrato un grande self control e capacità di affrontare le crisi. Nessuno era infuriato (nonostante il colore che qualche giornalista ha fatto). Molti rassegnati, altri casomai increduli, e (ancora di più) preoccupati per l'Italia. Della ulteriore ragione per deprimere il morale delle persone sugli esiti della nostra comune "baracca".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Manuela Fabbri &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-3200872195266713936?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/3200872195266713936/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2012/02/dal-blog-newsrimini-una-testimonianza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/3200872195266713936'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/3200872195266713936'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2012/02/dal-blog-newsrimini-una-testimonianza.html' title='Dal blog NEWSRIMINI una testimonianza sui fatti drammatici di ieri, il treno bloccato come metafora dell&apos;Italia che non funziona'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-jG9aanN0E5o/Tyq0sbiRHTI/AAAAAAAAAII/KLgkq-DbUHY/s72-c/treno_bloccato.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-4241980096092332551</id><published>2012-02-01T04:11:00.000-08:00</published><updated>2012-02-02T07:37:44.232-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Casa Rossini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Maria Rossini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gioacchino Rossini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Olympe Pelissier'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lugo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antonio Galli Bibiena'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Teatro Rossini'/><title type='text'>Gioacchino Rossini a Lugo di Romagna</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dopo il trasloco dalla piattaforma di Splinder che è in chiusura in questi giorni, abbiamo recuperato questo post che parla di una interessante mostra documentaria su Gioacchino Rossini. Recensione ovviamente&amp;nbsp;non più attuale ma valeva pena salvarla per l'importanza di questa figura storica e culturale che parla degli stretti legami con Lugo la cittadina di origine della famiglia del grande compositore, fra l'altro Rossini deriva da "usignolo" (cit. Maria Rossini,&amp;nbsp;insegnante faentina di tecniche della ceramica&amp;nbsp;e lontana parente del grande musicista) come dicevano i latini &lt;em&gt;nomen omen&lt;/em&gt;, nel nome è racchiuso il destino e mai come in questo caso fu più azzeccato.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;venerdì, 10 aprile 2009 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gioacchino Rossini, musicista, da Lugo di Romagna &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Apre domani presso il Palazzo Trisi, sede odierna della Biblioteca Comunale di Lugo di Romagna, la mostra documentaria sul grande compositore Gioacchino Rossini. Rossini nacque a Pesaro il 29 febbraio 1792 da Anna Guidarini, cantante pesarese di cui vediamo un ritratto a olio sotto a sinistra, e Giuseppe Antonio Rossini, musicista lughese, che si erano sposati l'anno prima. Rossini, in realtà, passò solo due anni a Lugo, dal 1802 al 1804. E proprio a Lugo vi è ancora, restaurata dal Lion's Club e restituita al pubblico come luogo di eventi e mostre, la casa paterna di Via Rocca, che passò definitivamente in possesso del compositore soltanto nel 1839. Il giovanissimo Rossini frequentò la scuola dei canonici Giuseppe e Luigi Malerbi, allora ritenuta una delle più reputate a livello regionale, e già all'età di dodici anni fece il suo esordio con le celebri SONATE A QUATTRO e con il GLORIA A TRE VOCI. Da Lugo passò infine al Conservatorio di Bologna e da lì iniziò la sua incredibile parabola che lo ha consegnato alla leggenda ed alla gloria immortale. Rossini abbandonò relativamente molto presto la carriera musicale e si stabilì definitivamente a Parigi, dove sposò in seconde nozze Olympe Pelissier, che in seguito donò al Municipio di Lugo i ritratti ad olio dei genitori del marito. Rossini, infatti, conservò sempre uno stretto legame con la città paterna. Per esempio, è possibile ammirare nell'itinerario della mostra una sua lettera datata 1 febbraio 1844, in cui ringrazia il gonfaloniere di Lugo per la nomina a consigliere comunale, e il "Diploma di Patrizio Lughese", rilasciato dalla Magistratura di Lugo il 20 dicembre del 1858. In queste due foto potete ammirare l'esterno di Casa Rossini e la stanza al piano terra, che ospita il camino, presenza classica nelle case di quei tempi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-h5lzc60EcOQ/Tyqsq1tRsSI/AAAAAAAAAH4/SbZ2p0gBjnc/s1600/gal_25_gal_56_casa%2520rossini.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" sda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-h5lzc60EcOQ/Tyqsq1tRsSI/AAAAAAAAAH4/SbZ2p0gBjnc/s1600/gal_25_gal_56_casa%2520rossini.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-DoMNf3s5o7o/TyqtCk76gbI/AAAAAAAAAIA/6lFd0e2N724/s1600/b_800_600_0_00___images_artImages_pesaro_casa_rossini.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="217" sda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-DoMNf3s5o7o/TyqtCk76gbI/AAAAAAAAAIA/6lFd0e2N724/s320/b_800_600_0_00___images_artImages_pesaro_casa_rossini.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non distante da Casa Rossini sorge infine il Teatro, che in seguito è stato intestato a Lui. Costruito fra il 1757 e il 1761, è un classico teatro all'italiana con rifiniture, ornati, disposizione dei palchi e scenografie a cura del famoso architetto e pittore bolognese Antonio Galli Bibiena. L'opera che lo inaugurò fu il "Catone in Ustica", di Pietro Metastasio, ma già dal 1814 cominciò a ospitare le più celebri opere rossiniane. Dopo il definitivo restauro di venticinque anni fa, è oggi protagonista assoluto a livello internazionale sia nel campo della lirica che in quello della prosa, sostenuto e animato da un numeroso pubblico proveniente da ogni parte del Nord e del Centro Italia. La mostra terminerà il 30 maggio prossimo e per i fanatici del grande Rossini, tra cui il sottoscritto da quasi quattro decenni, è una tappa imprescindibile di questo 2009. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-cg4w_wHFPDU/TykwDxXerPI/AAAAAAAAAHo/5H1JW76Owqg/s1600/untitled.bmp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" sda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-cg4w_wHFPDU/TykwDxXerPI/AAAAAAAAAHo/5H1JW76Owqg/s1600/untitled.bmp" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-4241980096092332551?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/4241980096092332551/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2012/02/gioacchino-rossini-lugo-di-romagna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/4241980096092332551'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/4241980096092332551'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2012/02/gioacchino-rossini-lugo-di-romagna.html' title='Gioacchino Rossini a Lugo di Romagna'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-h5lzc60EcOQ/Tyqsq1tRsSI/AAAAAAAAAH4/SbZ2p0gBjnc/s72-c/gal_25_gal_56_casa%2520rossini.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-542773384572753876</id><published>2012-01-31T06:51:00.000-08:00</published><updated>2012-02-02T08:01:03.139-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vecchia romagna'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Aldo Succi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Piano Grande'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='anarchici romagnoli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Radio Ravenna Uno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Emma Montanari Casali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Danilo Casali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ravenna'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Elio Quarneti'/><title type='text'>Storie di ravennati, Aldo Succi detto "Garibaldi", il mitico Danilo Casali di Radio Ravenna Uno, Elio Quarneti lo chef anarchico</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dopo il trasloco dalla piattaforma di Splinder che è in chiusura in questi giorni, abbiamo recuperato la storia di Aldo Succi, un altro di quei personaggi tipici romagnoli con tanto di soprannome celebre e quella di Danilo Casali. A seguire il ricordo di&amp;nbsp;Elio Quarneti dalle pagine di Rivista Anarchica.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;martedì, 01 luglio 2008 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aldo Succi, detto "Garibaldi" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Personaggi curiosi, tipici della provincia romagnola, ma non solo. Il 27 giugno di cento anni fa nasceva a Ravenna un certo Aldo Succi, che popolarmente verrà chiamato "Garibaldi", perchè si fermava sovente a dialogare con la statua dell'Eroe dei Due Mondi in pieno centro. Dire che fosse bizzarro è poco: intanto circolava sempre in bicicletta portando con sè un lungo palo di legno a mò di alabarda, cantava ad alta voce pedalando e ripeteva sempre l'ultima frase che aveva sentito. Una volta un turista lo fermò per chiedergli quanto distasse la famosa basilica di Sant'Apollinare in Classe, e lui gli rispose che "una volta distava cinque chilometri". Il turista, sorpreso, gli ribattè: "Come sarebbe a dire -una volta-?", e lui serafico gli rispose (in dialetto): "Cosa vuole, oggi aumenta tutto!". Sempre un altro turista una volta gli chiese dove fosse Galla Placidia (intendendo il famoso mausoleo nell'area della Basilica di San Vitale), e lui, guardandosi attorno gli fece: "Galla Placidia? Era qui poco fa!" (sempre in dialetto). Arrivò la guerra, e con essa il coprifuoco. Una sera d'agosto del 1943 una sentinella, di guardia in una via del centro, intimò "l'alt" varie volte e infine sparò ferendo di striscio una povera donna che aveva ignorato l'ordine. Un'ora dopo la stessa sentinella intimò di nuovo: "Alto là! Chi va là?", sentendosi replicare nello stesso modo. La cosa andò avanti per sei o sette volte, dopodichè ci fu un accorrere di militari, solo per scoprire che il "sovversivo" era "Garibaldi" che ripeteva sempre l'ultima frase sentita. L'indomani il parroco Don Molesi, testimone oculare della scenetta, gli chiese: "Da dove venivate ieri notte, che erano le undici?", e Succi: "Ero stato in Pineta!". "In Pineta? Alle undici di notte? E non sapevate che c'era il coprifuoco?", ribattè il prete. Succi continuò a ripetergli meccanicamente: "Sono stato in Pineta!". E altro non fu possibile cavargli di bocca. Succi dialogava non solo con la statua di Garibaldi, ma anche con la statua bronzea di Augusto, che all'epoca era nella centralissima Piazza del Popolo. Una volta fu sentito dirle: "Come sei nera! Ma perchè non vai in Comune, che ti assumono subito?", con evidente riferimento alle assunzioni che in Comune assegnavano a chi aveva fatto la guerra in Africa Orientale nel 1936. In quei tempi di fame e miseria, il pane, spesso, era duro e quasi immangiabile. E così un bel giorno il buon "Garibaldi" ne depositò alcuni pezzi davanti alla statua, dicendole: "Mangialo tu, che hai lo stomaco di ferro!". Naturalmente tutto questo sempre in dialetto ravennate. "Garibaldi" morì in una giornata di fitta nebbia, il 12 dicembre del 1951, mentre camminava in mezzo ad una via molto trafficata. Finì sotto le ruote di una "Fiat Topolino", condotta da un noto medico locale. Il "Resto del Carlino", nell'edizione locale, ne parlò con grande enfasi quasi fosse scomparso un grande scienziato o un noto letterato. Erano decisamente altri tempi. Sicuramente con lui scompariva un pezzo della vecchia Ravenna, che oggi suscita infinita nostalgìa nelle vecchie cartoline in bianco e nero in vendita nei mercatini dell'antiquariato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;lunedì, 12 maggio 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"L'amicizia" (poesia per Danilo)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nemmeno il tempo di rifiatare, appena tornato dalle Langhe, ed ecco l'ennesima brutta notizia. Che sia vera la storia dell'anno bisesto, che risulta funesto? Insomma, qui ormai è tutt'uno. Danilo Casali ci ha lasciato, a 75 anni, dopo breve malattìa. Chi era Danilo? Nella nostra città, Ravenna, era un'istituzione. Grafico pubblicitario geniale e fantasioso, pioniere delle radio libere, e grande appassionato di teatro in vernacolo romagnolo e compagno di mille simposi e convivi, in cui elargiva la sua enorme cultura e simpatìa, ma senza mai uscire dalle righe e con una sobrietà d'altri tempi. La sua figlia prediletta, lui che non ha avuto figli veri, era Radio Ravenna Uno, in attività ormai da quasi trent'anni, in cui conduceva programmi di grande qualità e spessore culturale. Interviste a grandi personaggi di passaggio e locali, letture di poesìe (anche le mie primissime, inizi anni 80), cronache di vita cittadina, attento studio dell'evoluzione dei tempi, divertissement in dialetto... migliaia e migliaia di ore di trasmissione che ora costituiscono un patrimonio inestimabile per la conoscenza del nostro dialetto, delle usanze popolari della nostra terra... e poi ancora, lui che era anche un grande cinefilo e un grande appassionato di football, una rivista settimanale (una delle prime in Italia) che parlava delle trame dei film in uscita nelle sale cittadine, la bacheca in Piazza del Popolo aggiornata da lui stesso coi trasferibili (!), la domenica pomeriggio sui risultati del Ravenna Calcio, negli anni in cui vegetava fra serie D e serie C. Negli ultimi anni aveva comprato un capanno da pesca alla foce del fiume Lamone, a Casalborsetti, e così si era inventato una rubrica radio dal titolo "Nutezzi da e nostar padlon", cioè "Notizie dal nostro padellone", ove per padellone s'intende il termine popolar-vernacolare che indica appunto un capanno da pesca, ciò perchè la superficie della rete da pesca dà l'idea di un'enorme padella, una volta tesa ai quattro angoli dagli argani che la calano in acqua. Al suo ricordo, al suo volto gentile e sorridente, dedico questi pochi e miseri versi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;L'anno ha preso la sua spinta, e precipita &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;dentro il gorgo, ancora un altro. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Fiori e campi di foglie morte illustrano &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;i sentieri spogli di nobiltà, e il silenzio &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;vira la sua barca verso terra. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Il maggio ora mi sorvola, coi suoi &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;cieli luminosi, densi di bellezza &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;piumata, e colmi di risate. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Ma dietro al cipresso la luna guata, &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;in terribile ascesa, sulla pianura &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;trapunta di lucciolanti fosfori. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Eppur di nuovo mi giunge &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;in gola la tua voce di amico &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;caldo e generoso, come il miele &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;che da bimbo scoprivo dalle &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;mani di mia madre. Come &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;il vento che da sempre sferza &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;il prato delle aurore inesorabili, &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;delle sentenze pronunciate, &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;del buio mare che s'ingolfa &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;nei giorni dei nostri desideri. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;"scillicet occidimus, nec spes &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;est ulla salutis, dunque loquor &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;voltus obruit unda meos"&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andrea Trerè&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;*&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Resto del Carlino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2008-05-04&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CON la morte di Danilo Casali, avvenuta ieri all’ospedale di Ravenna dopo breve malattia, si stacca un altro foglio dalla rubrica delle persone buone. Nato nel 1933, dopo aver frequentato il liceo classico si iscrisse a giurisprudenza a Milano non certo con l’intenzione di indossare la toga, ma per venire in contatto con un ambiente che sicuramente lo avrebbe aiutato a formarsi come pubblicitario. Casali, infatti, nasce innanzitutto grafico e la pubblicità fu il suo principale campo di azione tant’è che fin dagli anni della goliardia si era fatto un nome come organizzatore di eventi. &lt;br /&gt;Molte insegne di negozi in città restano ancora oggi come testimonianza del suo estro. Fu Casali uno dei primi a introdurre la pubblicità nelle sale cinematografiche Era Casali a introdurre nel Caffè Nazionale la bacheca coi risultati delle partite del Ravenna e che lui stesso aggiornava ogni domenica pomeriggio a beneficio di quanti passeggiavano per la piazza. E fu un’idea di Casali la bacheca in piazza con le indicazioni dei film proiettati nelle sale della città unitamente al giornalino ‘Flash’ che pubblicizzava i film. &lt;br /&gt;Ma la sua creatura più importante fu ‘Radio Ravenna Uno’, prima emittente radiofonica privata di Ravenna e sicuramente una delle prime a livello nazionale. E Danilo era l’uomo tuttofare, dal regista al conduttore. Il suo seguitissimo programma ‘Valzer, polka, mazurca e taiadell’ fu diffuso per oltre 30 mila ore con grandissimi livelli d’ascolto. Sempre attento alle cose di Romagna, seguiva con interesse gli appuntamenti romagnoli e dovunque si parlasse di Romagna e delle sue tradizioni Danilo non mancava mai.&lt;br /&gt;Ultimamente andava orgoglioso della sua ultima creatura di carta, ‘Nutizi da e’ nostra padlon’, il mitico capanno da pesca n. 35 sul Lamone, dove Danilo riusciva a radunare amici per cenacoli e per mangiate di pesce. Casali ha lavorato fino alla fine. Anche sul letto dell’ospedale pensava a progetti futuri e disegnava bozzetti con quell’estro che aveva ereditato da sua madre, la pittrice Emma Montanari Casali. Danilo Casali fu un vero vulcano di idee e un entusiasta della sua professione, che interpretò sempre con l’animo pulito del bambino. E questa sua onestà è sempre stato il suo inconfondibile biglietto da visita col quale si è guadagnato la stima e l’affetto di molti amici che gli hanno sempre voluto bene. I funerali avranno luogo lunedì 5, alle ore 10.45, nella chiesa di San Rocco. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Franco Gàbici&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;* &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;Ricordando Elio Quarneti (1959 - 1996)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' per me penoso e difficile scrivere queste poche righe. Penoso per l'affetto che nutrivo per Elio (eravamo amici da 18 anni), difficile perché la sua personalità era veramente complessa, intricata ed intrigante, profonda, mutevole ed impossibile a riassumersi con una, anche se nobile, "etichetta".&lt;br /&gt;Comunque sia, Elio era anche un anarchico e ci teneva a dirlo. Era veramente anarchico, per le sue scelte di vita, non per i vezzi o le parole. Cioè, era coraggioso, e generoso, in tutto. Non amava i compromessi e le mezze misure, e aveva davvero un pessimo carattere. Diceva sempre in faccia quello che pensava, senza badare alla convenienza o alla reputazione. Però, come tutti i "cattivi", era capace di amare tanto e di dare tutto per poco o nulla!&lt;br /&gt;Di cose ce ne sarebbero da dire, a migliaia, ma debbo essere per forza concisa. E allora dirò che era un cuoco straordinario, uno degli "chef" più bravi e più creativi in Romagna (con tanto di articoli sui giornali); che era stato "chef" indiano di Lotta Continua, poi molto vicino agli anarchici di Ravenna (quando avevano la libreria "A come inchiostro"); che non era mai andato a votare, nemmeno per gioco; che sradicava i cartelloni della Lega per buttarli nell'immondizia; che cancellava le scritte razziste dai muri; che inseguiva i Testimoni di Geova per spaventarli ("Sono il figlio di Satana"); che buttava fuori i fascisti dal suo locale; che spegneva gli incendi nella pineta e li accendeva nei cuori...che era omosessuale, e fiero di esserlo, anche quando gli costava caro...che era una persona al di fuori di tutti gli schemi, di tutte le parrocchie, di tutti i conformismi...che fumava l'erba senza essere uno "sballato", che beveva senza andar di fuori, che era rispettoso degli altrui spazi, parole, silenzi.&lt;br /&gt;Rispettoso fino alla fine, perché la morte non è una cosa da mettere in piazza e chi sa vivere cos', sa morire anche dignitosamente.&lt;br /&gt;Non so se lui avrebbe gradito questo mio scritto, tanto, diceva polemicamente, le parole sulla carta sono alberi sprecati, ma io mi sento di ricordarlo con rabbia e tenerezza a tutti quelli che l'hanno conosciuto (e a Ravenna sono tanti) e anche a quelli che avrebbero potuto incontrarlo, magari notando soltanto il taglio di capelli strafigo con la "A" cerchiata e gli anfibi d'importazione.&lt;br /&gt;Elio amava tantissimo gli alberi, un albero verrà piantato dalle sue amiche e amici a Pian Grande di Castelluccio (Norcia), in sua memoria.&lt;br /&gt;Per me un fratello, un maestro di vita, che lascia un vuoto incolmabile (la misura della sua grande esistenza).&lt;br /&gt;L'11 marzo, alle 3 del pomeriggio, se n'è andato per sempre il mio più caro amico e un compagno impagabile...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pralina (Firenze) da Rivista Anarchia maggio 1996&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-g4QFtHU5v0I/TygDrnEe9CI/AAAAAAAAAHQ/1n9ysPlSNOo/s1600/piano-grande_1382377c.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" sda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-g4QFtHU5v0I/TygDrnEe9CI/AAAAAAAAAHQ/1n9ysPlSNOo/s1600/piano-grande_1382377c.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;il Piano Grande, località umbra dove Elio si recava molto spesso&lt;br /&gt;&amp;nbsp;e dove si trova un albero in sua memoria&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-542773384572753876?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/542773384572753876/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2012/01/storie-di-romagnoli-aldo-succi-detto.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/542773384572753876'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/542773384572753876'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2012/01/storie-di-romagnoli-aldo-succi-detto.html' title='Storie di ravennati, Aldo Succi detto &quot;Garibaldi&quot;, il mitico Danilo Casali di Radio Ravenna Uno, Elio Quarneti lo chef anarchico'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-g4QFtHU5v0I/TygDrnEe9CI/AAAAAAAAAHQ/1n9ysPlSNOo/s72-c/piano-grande_1382377c.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-2024751723288108493</id><published>2012-01-31T06:34:00.001-08:00</published><updated>2012-01-31T06:39:45.597-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giuseppe Maestri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ravenna'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alois Gradnik'/><title type='text'>La dimora della morte</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-aaitNETldYM/Tyf8WdXjodI/AAAAAAAAAHI/b7dc-XvcP7s/s1600/f6068fe0cd47ceec784119813714d985_medium.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" sda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-aaitNETldYM/Tyf8WdXjodI/AAAAAAAAAHI/b7dc-XvcP7s/s1600/f6068fe0cd47ceec784119813714d985_medium.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;E' questa la dimora della Morte?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Son mura di un sepolcro o sono sogni?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O le volte del cielo qui congiunsero&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;le arcate d'oro delle loro stelle?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' qui l'alba, e il bagliore vespertino,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la notte quieta, calma, luminosa:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mentre ancor si ottenebra la terra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e luce dopo luce in cuor s'estingue...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa tua tomba fulgida di stelle,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;questo tetto splendente su di te, dice:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"se anche le stelle mute saranno,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e su di noi ognuna morrà alla fine,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;anche se il cielo vestirà a gramaglie,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;qui su di te ancora risplenderanno,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;qui ancora raggerà il tuo cuor beato"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;oh, potesse anche il mio riposare qui!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Testo di ALOIS GRADNIK (1882-1967), uno dei massimi poeti sloveni. &lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nell'immagine il Mausoleo di Teodorico di Ravenna in un'incisione "felliniana" di Giuseppe Maestri (1929-2009), gallerista e incisore romagnolo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-2024751723288108493?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/2024751723288108493/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2012/01/la-dimora-della-morte.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/2024751723288108493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/2024751723288108493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2012/01/la-dimora-della-morte.html' title='La dimora della morte'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-aaitNETldYM/Tyf8WdXjodI/AAAAAAAAAHI/b7dc-XvcP7s/s72-c/f6068fe0cd47ceec784119813714d985_medium.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-4530626604173576465</id><published>2012-01-31T06:11:00.000-08:00</published><updated>2012-02-02T07:28:15.900-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Benito La Mantia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pierluigi Celli'/><title type='text'>Benito La Mantia e Pierluigi Celli, voci fuori dal coro.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dopo il trasloco dalla piattaforma di Splinder che è in chiusura in questi giorni, abbiamo recuperato due recensioni molto interessanti.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;martedì, 29 aprile 2008 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Benito La Mantia e Gabriella Cucca, "La voce di Pasquino", giallo storico nella Roma del 1600 &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-5JRpxcxeR9Y/Tyf2w6zNq1I/AAAAAAAAAGo/yerwxEzHPZk/s1600/370a06e0af57a27a5df9c3e4f0554d6f.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" sda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-5JRpxcxeR9Y/Tyf2w6zNq1I/AAAAAAAAAGo/yerwxEzHPZk/s1600/370a06e0af57a27a5df9c3e4f0554d6f.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Interessantissimo il nuovo romanzo di Benito La Mantia, palermitano classe 1940 ma romagnolo d'adozione da oltre quarant'anni, e Gabriella Cucca, cagliaritana, e da qualche anno sua compagna nella vita. Un tuffo nella Roma del '600, al tempo del Papa Alessandro VII, un Papa senese che di cognome faceva Chigi (il famoso Palazzo Chigi, appunto). Il protagonista assoluto, però, è Salvator Rosa, pittore che nacque a Napoli nel 1615 e morì a Roma nel 1673 (a destra, autoritratto). Dopo aver abbandonato Napoli poco dopo i vent'anni, si stabilì a Firenze per una decina d'anni circa, ove conobbe Lucrezia, una donna separata, che non lo abbandonò più e divenne la madre dei suoi figli. Con lei si traferì a Roma convivendo more uxorio in un secolo in cui non era facile adottare un simile costume di vita. Salvator Rosa fu uno dei più grandi pittori del suo secolo, un secolo importante per la presenza di illustri personaggi quali Galileo Galilei, i filosofi Cartesio e Spinoza, Evangelista Torricelli, di cui Rosa fu grande amico, e molti altri. Rosa fu un pittore anomalo, nel senso che non lavorava su commissione, come tutti gli altri, ma vendendo le sue opere mediante le varie mostre pubbliche che si tenevano periodicamente in occasione delle varie feste comandate, costituendo così un nutrito seguito di ricchi ammiratori e amatori della sua arte. Oltre che pittore fu però anche musicista ma sopratutto poeta in versi satirici. Già da un secolo circa, infatti, a Roma vi era l'abitudine di scrivere versi satirici che venivano poi affissi su un'antica statua greca di cui nessuno, neppure Michelangelo, seppe mai ricostruire l'arcano. Questi foglietti, che satireggiavano su fatti realmente accaduti e di cui non era molto igienico parlare liberamente, venivano popolarmente chiamati "Pasquinate". Le "Pasquinate" erano opera di vari autori, rimasti per lo più ignoti, e andarono avanti per vari secoli, fino quasi ai giorni nostri. Una moda tutta romana, insomma, che il regista Luigi Magni ritrasse magistralmente nel famoso "In nome del Papa Re", del 1977, con Nino Manfredi. La Roma di quegli anni era una città povera, che viveva oppressa dalla cappa del potere temporale del Papa Chigi, che nei posti di comando aveva inserito quasi tutti i suoi parenti senesi. Corruzione, immoralità, licenziosità e violenza erano gli ingredienti con cui il potere dell'epoca (ma potremmo dire di QUALSIASI epoca), tiranneggiava ed opprimeva il popolino. In questo edificante quadretto un amico di Rosa, professore presso l'Università La Sapienza, viene ingiustamente accusato dell'omicidio della giovane moglie, ritrovata nel Tevere. Il pittore, che gode dell'amicizia di alcuni influenti cardinali, ammiratori della sua opera (tra cui un ravennate, della nobile famiglia Rasponi), si mette ad indagare partendo da una "Pasquinata", che un suo conoscente gli affida, e che risulterà essere la chiave rivelatrice della vicenda. Riuscirà, alla fine, a salvare il suo amico, che, nel frattempo viene torturato secondo i metodi tipici dell'Inquisizione (vi risparmio i dettagli). Un racconto di pura invenzione che però si collega a vicende del tutto comuni per la città e per l'epoca, e che, inoltre, s'intreccia con un episodio assolutamente autentico della vita del pittore: l'esposizione del suo capolavoro "La Fortuna", il 29 agosto 1659, presso il chiostro di S. Giovanni Decollato (sotto in copertina). Un quadro che suscitò scandalo in quanto, mediante un'efficace allegorìa, Salvator Rosa denunciò e ridicolizzò il potere secolare del Papa Alessandro VII. Un potere, come si diceva prima, dai connotati fortemente corrotti e nepotistici. In questo caso, realmente, fu risparmiato da conseguenze molto gravi proprio grazie ai buoni uffici di cui godeva presso i suoi amici Cardinali. Un libro dalle atmosfere molto suggestive e molto evocativo, specie per chi, come me, è appassionato di storia e di cinema. Ricco di dialoghi e di luoghi tipici da "location" cinematografica, è praticamente una sceneggiatura già pronta, ed io, se fossi un produttore cinematografico, non mi lascerei sfuggire assolutamente una chicca del genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-gBxVyBXSwoY/Tyf4K2g4-kI/AAAAAAAAAG4/17RyosX3kbA/s1600/be102990947ea1d6985df7c5599cf0bc.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" sda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-gBxVyBXSwoY/Tyf4K2g4-kI/AAAAAAAAAG4/17RyosX3kbA/s1600/be102990947ea1d6985df7c5599cf0bc.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Il libro in parte riprende le tematiche del precedente libro della coppia, uscito circa un anno fa, "Libri proibiti", sempre per i tipi di Stampa Alternativa. Un volume che ha avuto un successo a livello internazionale, essendo stato acquistato anche da prestigiose Università francesi e spagnole. Il volume ripercorre quattro secoli di censura cattolica, in quanto l'indice fu inaugurato da Paolo IV a metà del 1500 e ufficialmente abolito solo nel 1966 da Paolo VI. Praticamente tutti vi furono inclusi: scrittori, poeti, scienziati, filosofi, ed anche il nostro Salvator Rosa, le cui satire, pubblicate postume, furono proibite per oltre cent'anni, fino alla fine del XIII secolo. Questo era il grande Salvator Rosa, pittore e poeta d'immenso talento, ma anche spirito libero e uomo tutto d'un pezzo, a cui proprio in questi giorni la sua città, Napoli, gli sta dedicando la prima grande mostra monografica, dopo oltre tre secoli dalla morte. Meglio tardi che mai. Per chiudere un altro dei suoi magnifici dipinti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-e02Qv5a5DPA/Tyf3H2WGixI/AAAAAAAAAGw/FppB9TKW9xQ/s1600/c15b7120876857bb7838eb598c9978be.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" sda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-e02Qv5a5DPA/Tyf3H2WGixI/AAAAAAAAAGw/FppB9TKW9xQ/s1600/c15b7120876857bb7838eb598c9978be.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;*&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;venerdì, 16 maggio 2008&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le confessioni di un italiano manager pentito&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho preso a prestito il titolo di un grande romanzo ottocentesco di Ippolito Nievo per parlarvi di questo libro di Pierluigi Celli, romagnolo di Verucchio, classe 1942, ed ex dirigente di moltissime grandi aziende nel recente passato. "Altri esercizi di pentimento", edito da Aliberti, è una raccolta di racconti dal sapore spesso autobiografico, dove l'autore ha voluto a suo modo esorcizzare l'universo dei sentimenti che accompagna da sempre il fattore pentimento. "Oggi pentirsi non è più di moda" racconta Celli "Anche perchè uno non può semplicemente pentirsi davanti a sè stesso. Pentirsi da soli davanti alla propria coscienza è paragonabile ad un suicidio compiuto per il rimorso di aver ucciso qualcun'altro, ecco perchè non si può fare". L'idea che traspare nei racconti di Celli è che di pentimento vi sarebbe un gran bisogno nella nostra società, sopratutto ai massimi livelli. "Nei sistemi sociali chiusi - commenta l'autore - come quelli industriali o quelli delle grandi aziende che io conosco bene, i manager compiono spesso delle vere e proprie uccisioni di massa, attraverso le riorganizzazioni e i licenziamenti. Le ristrutturazioni sono uno dei modi più sottili per uccidere le persone, sia a livello psicologico che intellettuale". Già, e questo porta a volte anche a suicidi veri e propri e alla distruzione di interi nuclei familiari, aggiungo io. Celli ad un certo punto dice: "Però anch'io mi sono pentito di aver licenziato duemila persone dalla RAI, perchè ho cacciato quelli che la televisione la sapevano fare, e adesso si vede". Meglio tardi che mai, mister Celli, vero? Di questo libro colpisce il racconto "Distacchi n. 2", dove il protagonista, un manager, decide di morire in solitudine, afflitto da complessi sensi di colpa nei confronti dei suoi più stretti collaboratori. "Perchè la vita, vista dal punto di vista della fine, non ha alcun senso, sopratutto nei casi di quelle vite che si pretendono eccezionali". Giusto, mister Celli, anche se è una conclusione vecchia di millenni: il Qoeleth, libro del Vecchio Testamento, è pieno zeppo di riflessioni di questo calibro. Pare però che il nostro Celli voglia concedere il bis. Sta preparando, infatti, un "Manuale politicamente scorretto per aspiranti carrieristi di successo", in cui si prefigge di svelare gustosi siparietti vissuti ai tavoli dei consigli di amministrazione delle più grandi aziende del nostro Paese. Non che mi aspetti chissà quali rivelazioni, visto che il sistema delle grandi aziende (come il sistema più in generale) è marcio fino al midollo, e non fa altro che replicare, con conseguenze ben più gravi, ahimè, le liti e le meschinerie che si possono vedere in una riunione di condominio o ad una discussione in un bar durante una partita di calcio. In fondo, anche se indossa una bel doppio petto regimental e una cravatta firmata, l'essere umano resta un mammifero, alla resa dei conti, neppure dei più ragionevoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-WvozfE7CT0g/TyqrdjuQjdI/AAAAAAAAAHw/tJ40sq-L9M8/s1600/Pier_Luigi_Celli.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" sda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-WvozfE7CT0g/TyqrdjuQjdI/AAAAAAAAAHw/tJ40sq-L9M8/s400/Pier_Luigi_Celli.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-4530626604173576465?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/4530626604173576465/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2012/01/benito-la-mantia-romagnolo-di-adozione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/4530626604173576465'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/4530626604173576465'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2012/01/benito-la-mantia-romagnolo-di-adozione.html' title='Benito La Mantia e Pierluigi Celli, voci fuori dal coro.'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-5JRpxcxeR9Y/Tyf2w6zNq1I/AAAAAAAAAGo/yerwxEzHPZk/s72-c/370a06e0af57a27a5df9c3e4f0554d6f.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-1695844630766174571</id><published>2012-01-31T05:57:00.000-08:00</published><updated>2012-01-31T06:25:17.968-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Claudio Marabini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nildo Breviglieri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riolo Terme'/><title type='text'>Nildo Breviglieri e Claudio Marabini</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dopo il trasloco dalla piattaforma di Splinder che è in chiusura in questi giorni, abbiamo recuperato due ricordi&amp;nbsp;scritti&amp;nbsp;da&amp;nbsp;Andrea Trerè, di un pittore e di un giornalista romagnoli entrambi scomparsi nel 2010. Un altro pezzo della Romagna che scompare.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;venerdì, 05 febbraio 2010 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un saluto a Nildo Breviglieri &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non dovrei più fare caso ai manifesti mortuari, ma purtroppo è inevitabile. Ieri non ho potuto fare a meno di notare quello dell'ennesimo artista che conosco da molti anni e che ora se ne va. Nildo Breviglieri aveva ottantadue anni ed era un apprezzatissimo pittore e acquerellista romagnolo, noto in Italia e all'estero. Questo ritratto su acquerello me lo fece in pochi minuti nel 1990 a Riolo Terme, in occasione dell'inaugurazione del Premio Letterario Vallesenio, che vide al sesto posto fra i premiati nella sezione poesia un certo Licio Gelli, poeta, da Arezzo. L'eco fu enorme (Licio Gelli era ancora sotto processo) e per il Vallesenio fu una pubblicità incredibile. Il Premio decollò al punto che negli anni successivi si permise il lusso di invitare come ospiti personaggi come Alda Merini, Franco Loi, o il figlio di Quasimodo, attore presso la RadioTV Svizzera. Nildo era stato invitato per ritrarre poeti e ospiti, e in quell'occasione il sottoscritto era presente sia come poeta che come collaboratore di un quotidiano locale. E così ci ritrovammo nella stessa tavolata a poca distanza dal Maestro "Venerabile" che era in compagnia di sua moglie e di una innumerevole scorta poliziesca (ah, i nostri soldi!). Nildo non si scompose e, tra una chiacchiera e l'altra, eseguì questo mio ritratto su cartoncino e me lo regalò. Era un uomo di poche parole, schivo, sempre un pò al di sotto dalle righe. Gli proposi un'intervista, che però non fu mai realizzata. Anche qui non si scompose: le rare volte che ci incrociavamo per strada o a qualche sua mostra era sempre tranquillo, affabile, con quel suo sguardo buono che sa di antico. Un pò amaro, negli ultimi anni, dopo essere rimasto vedovo, anche se ha continuato ad esporre fino a tre anni fa. Una persona squisita, d'altri tempi, e un grande artista che ricorderò a lungo. Ciao Nildo, fai buon viaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-NskpVNP5bfg/Tyfz6KP5H0I/AAAAAAAAAGg/hw6lTKfV5uU/s1600/60a26bb8d85f35054ef83eb16311ca04_medium.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" sda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-NskpVNP5bfg/Tyfz6KP5H0I/AAAAAAAAAGg/hw6lTKfV5uU/s1600/60a26bb8d85f35054ef83eb16311ca04_medium.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;venerdì, 18 giugno 2010 &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Addio al grande Claudio Marabini &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giornalismo e cultura in lutto per la morte, a ottant’anni, di Claudio Marabini. Giornalista, scrittore, critico, appassionato e infaticabile esploratore dei sentieri della letteratura, Marabini era una firma ben nota ai lettori delle pagine culturali del "Resto del Carlino" prima, poi anche della "Nazione" e del "Quotidiano Nazionale". Con lui se ne va uno degli ultimi interpreti di un genere che ha fatto la storia della mitica "Terza Pagina": la recensione. Pochi giorni fa, scrivendo per Nuova Antologia il testo del suo «Diario di lettura», la rubrica di critica letteraria che teneva puntualmente nelle pagine della rivista dal 1986, Claudio Marabini richiamava l'attenzione sull’ultimo brano (e tale resterà) intitolato "L'articolo". Rileggendolo alla notizia della sua scomparsa ci si accorge che più che un testamento spirituale è l’estremo omaggio, autentico atto di amore, di chi ha coniugato per l’intera esistenza cultura e giornalismo, un binomio assolutamente inscindibile. Un sentimento di gratitudine per il compagno fedele di ogni giorno, che ti consente di vincere la solitudine che è in noi comunicando agli altri pensieri, sentimenti, emozioni. "Il pensiero dell’articolo... - sono le parole iniziali di Marabini - La sua presenza nella mente e nella giornata: nella vita, dunque, di chi affida all’articolo almeno una parte della sua giornata. Solo la giornata o almeno una parte della vita... o tutta, forse? Difficile poterlo dire. Ma l’articolo è una cosa misteriosa: nascosto in parte, o del tutto... L’articolo è tutto o quasi. Forse è veramente tutto...".&lt;br /&gt;Di articoli Claudio Marabini ne ha scritti migliaia, specie sul "Resto del Carlino" e nei più autorevoli periodici letterari. Ma ognuno scaturiva dalla mente e dall’anima come fosse il primo: frutto, sempre, di letture attente e mature riflessioni, di genuino entusiasmo e di desiderio di confrontarsi. Una straordinaria capacità di comprensione critica degli autori, la sua, dall’Ottocento all’età contemporanea. Scrittore egli stesso e autore di romanzi di successo quali La notte vede più del giorno, Il passo dell’ultima dea, Malù, Carossa, L’Acropoli, I sogni tornano. Narrativa ma anche saggistica, fin dai primi lavori di tal genere: Gli anni Sessanta, narrativa e storia e I bei giorni. L’efficacia del ritrattista e talora del bozzettista emerge dai penetranti elzeviri della terza pagina del "Carlino" o dagli agili capitoli de La Chiave e il cerchio e del già ricordato I bei giorni. Fra i protagonisti degli '"ncontri" gli sono particolarmente cari Eugenio Montale e Dino Buzzati. Nel cuore, sempre, la Romagna di Giovanni Pascoli e Manara Valgimigli, e quel "suo" dialetto romagnolo (era nato a Faenza nel 1930) che custodiva e coltivava con lo stesso amore riservato alla purezza della lingua italiana, nella quale era autentico maestro. Saggistica non solo letteraria la sua, ma anche civile e di costume, osservatore sensibile della realtà del nostro tempo, attento al cambiamento, che accettava pur non giudicandolo talora in modo positivo. Dall’alto del suo osservatorio di buon senso, conservava intatta la fiducia, che gli trasmetteva ottimismo, fondata sulla solidità dei valori dell’uomo. Qualcosa resta, è il titolo di un fortunato libro del 1975: "Restano gli umili passi, la quotidiana fatica e l’occhio cercante di chi non si risolve a credere che i passi dell’uomo non abbiano una direzione". Uno degli ultimi grandi di Romagna, davvero.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-1695844630766174571?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/1695844630766174571/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2012/01/nildo-breviglieri.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/1695844630766174571'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/1695844630766174571'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2012/01/nildo-breviglieri.html' title='Nildo Breviglieri e Claudio Marabini'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-NskpVNP5bfg/Tyfz6KP5H0I/AAAAAAAAAGg/hw6lTKfV5uU/s72-c/60a26bb8d85f35054ef83eb16311ca04_medium.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-4896750684308058895</id><published>2012-01-13T08:38:00.000-08:00</published><updated>2012-01-14T08:21:08.190-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alfred Jarry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='savuar feeer'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Patrizia Diamante'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='anarchici romagnoli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Omsa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='faentine doc'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Faenza'/><title type='text'>"E' di rigore l'abito da pera e boicotta Omsa" al CPA Firenze sud</title><content type='html'>30 gennaio 2011 - ore 22.30 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Centro Popolare Autogestito (CPA) – Firenze Sud Via Villamagna 27/a – Quartiere Gavinana&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo il successo delle scorse edizioni, non poteva non succedere. E così si ragionava con lo zio Giò delle Officine Cinematografiche di un terzo evento. Ancora più bello e più incazzato, con torte patafisiche, musica con diggiei dal vivo, expo di abbigliamento autoprodotto e scambio regalo di vestiti e accessori.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cerchiamo modelli e modelle di tutte le taglie, sessi, colori e misure per la terza sfavillante e scintillante (e anche esplosiva) sfilata di bassa moda che si terrà al Centro Popolare Autogestito di Firenze sud. Faremo satira e ci divertiremo a detournare con zero spese e tanta fantasia i modelli dominanti, imposti da stilisti misogini, prelati (da qui pret a porter), palazzinari, cementificatori, normalizzatori, visi pallidi, massoni e missoni, eredi del berlusconismo machista arrivista, rampanti fichetti renziani e tutta la Firenze (e non solo) di Pitti Potta. L'evento è itinerabile, situato durante una proiezione di un film dei Fratelli Marx e organizzato dal PARTITO GROUCHO MARXISTA D'ITALIA e OFFICINE CINEMATOGRAFICHE, con la partecipazione esagerata delle BRIGATE GROSSE. La moda siamo noi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'è ancora molto tempo ma non troppo, stanno già arrivando tante adesioni, in particolare cerchiamo i Calvi Klein, ma ogni contributo (anche sotto forma di pubblicità e recensioni) sarà benvenuto.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;LA PRESENTE EDIZIONE SARA’ DEDICATA ALLE LAVORATRICI DELL’OMSA CHE SONO STATE LICENZIATE DA QUESTA MULTINAZIONALE CHE PREFERISCE SPOSTARE LA DITTA IN SERBIA E TOGLIERE LAVORO ALLE FAENTINE. LO SLOGAN E’ “MA PIUTTOSTO MI METTO AI PIEDI UN PAR DI BUSTE DELLA NETTEZZA!”&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“La miglior sovversione non consiste forse nel distorcere i codici anziché nel distruggerli?" Roland Barthes&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-zY60xQYBV20/TxBghHVfMlI/AAAAAAAAAGY/Iu4xfhC99iw/s1600/mappa.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" kba="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-zY60xQYBV20/TxBghHVfMlI/AAAAAAAAAGY/Iu4xfhC99iw/s400/mappa.jpg" width="378" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come arrivare:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In treno:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla Stazione Santa Maria Novella prendere l'autobus n. 23 (direzione Sorgane o Nave a Rovezzano) e scendere in P.zza Gualfredotto da Milano. Prendere via Lapo da Castiglionchio e, una volta arrivati su via Villamagna, girare a destra.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oppure, sempre dalla Stazione Santa Maria Novella, prendere il bus 31 (direzione Grassina) o 32 (direzione Antella) e scendere alla prima fermata di Viale Giannotti. Facendo poche decine di metri, sulla sinistra, si arriva in P.zza Gualfredotto da Milano. Prendere poi via Lapo da Castiglionchio e, una volta arrivati su via Villamagna, girare a destra.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;In auto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dall'autostrada A1 (sia venendo da Roma che da Bologna) uscire al casello di Firenze sud. Dopo il casello procedere sullo svincolo fino all'uscita "Viale Europa". Percorrere Viale Europa, al secondo semaforo girare a destra ed andare sempre dritti fino in fondo. Quando si sbuca su via Villamagna girare a sinistra.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per info sul CPA: &lt;a href="http://www.cpafisud.org/"&gt;http://www.cpafisud.org/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-4896750684308058895?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/4896750684308058895/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2012/01/e-di-rigore-labito-da-pera-e-boicotta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/4896750684308058895'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/4896750684308058895'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2012/01/e-di-rigore-labito-da-pera-e-boicotta.html' title='&quot;E&apos; di rigore l&apos;abito da pera e boicotta Omsa&quot; al CPA Firenze sud'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-zY60xQYBV20/TxBghHVfMlI/AAAAAAAAAGY/Iu4xfhC99iw/s72-c/mappa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-4860119503604713938</id><published>2012-01-09T09:42:00.000-08:00</published><updated>2012-01-13T09:08:51.498-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ravenna Oggi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Omsa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Matteo Cavezzali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Faenza'/><title type='text'>Dal sito di Rai Televideo, La protesta corre sul web</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Aderiamo a questa iniziativa segnalando che in una sola pagina di Facebook e in pochi giorni stanno raccogliendo &lt;strong&gt;100 mila adesioni&lt;/strong&gt;, in gran parte di donne italiane&amp;nbsp;(in solidarietà con le lavoratrici licenziate) che non compreranno mai più prodotti del marchio Omsa, Sisi, ecc. almeno fino a un ripensamento dell'azienda.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-QSDIQnyIZ2E/Twsnr-V2bPI/AAAAAAAAAGQ/V8QgPWkcoUc/s1600/bomsa.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rea="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-QSDIQnyIZ2E/Twsnr-V2bPI/AAAAAAAAAGQ/V8QgPWkcoUc/s1600/bomsa.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ArchivioStampa &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Omsa, boicottaggio in reteLicenziate 239 lavoratrici, si moltiplicano in Rete le pagine di solidarietà&lt;br /&gt;di Paola Cortese&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si moltiplicano su Facebook le pagine di solidarietà alle 239 lavoratrici licenziate da Omsa per portare la produzione in Serbia, dove il costo del lavoro è stracciato. Delocalizzare, si dice. E non per problemi di crisi del marchio mantovano. Pare che la decisione del patron Nerino del Grassi sia dovuta alla genuina volontà di aumentare il profitto. E così sul potentissimo tazebao del secondo millennio, Facebook, ma anche su Twitter, l’invito a boicottare il marchio, “Mai più Omsa”, assieme a tutti quelli collegati, come Sisi e Golden Lady, assume la forma di una crociata in cui si sono imbarcati già decine di migliaia di utenti. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La storia ormai è nota: le 239 operaie dell’azienda di Faenza ricevono la notizia del licenziamento il 31 dicembre, dopo mesi di trattative senza esito. A spasso a partire dalla metà di marzo 2012, alla fine di un periodo di cassa integrazione straordinaria in corso. Ora la leader della Cgil Susanna Camusso dice: "Il vero dramma che abbiamo oggi è che sono stati presi impegni dall'azienda che non si stanno traducendo nella realtà". Come dire che non c’è più molto da fare. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eppure la mobilitazione via web, oltre a scatenare il boicottaggio delle calze e dei collant, ha anche lo scopo di indurre l’azienda a un ripensamento. Perché in un’epoca in cui le scelte dei consumatori sono più consapevoli, il fatto di voler guadagnare a spese dei lavoratori può diventare un boomerang per l’imprenditore. Bisogna chiedersi se la decisione di delocalizzare non finisca per essere vanificata in poco tempo dalla perdita di acquirenti. E se, da ora in poi, il marketing tradizionale non debba tenere conto anche di decisioni dei consumatori basate non solo sul prezzo e sulla qualità dei prodotti ma anche sulla qualità “politica” e “morale” delle strategie aziendali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In Omsa tirava una brutta aria da anni, da quando si è cominciato a parlare di un trasferimento in Serbia, a causa degli incentivi offerti da Belgrado, che ci va giù duro: sgravi fiscali dai 5mila ai 10mila euro annui per ogni posto di lavoro creato sul luogo, oltre alle esenzioni doganali e altre agevolazioni fiscali. Nel luglio del 2010 la decisione è presa: cominciano i periodi di cassa integrazione, fino ad arrivare al licenziamento collettivo, comunicato per fax alle dipendenti di Faenza. Un mezzo obsoleto, cui ha risposto l’artiglieria pesante dei social network. E ora la parola ai consumatori.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Intanto, il 12 gennaio le parti si incontreranno al ministero delle Attività produttive per cercare una soluzione: magari qualcuno disposto a comprare lo stabilimento mantenendolo a Faenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="315" width="420"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HZjhTU7XBw0?version=3&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/HZjhTU7XBw0?version=3&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dal sito &lt;strong&gt;RAVENNA OGGI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il caso &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Omsa: Coop non esclude il boicottaggio e la Regione combatte la delocalizzazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Allo studio una legge. L'assessore: «Chi se ne va, risarcisca» &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di &lt;strong&gt;Matteo Cavezzali&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È partito come noto un progetto popolare di boicottaggio dei prodotti Omsa/Golden Lady. Dentro i supermercati di Coop Adriatica tali prodotti abbondano. Un boicottaggio che avesse l’appoggio di una simile rete di vendita avrebbe un peso economico e mediatico non indifferente. Una cosa impossibile? Non secondo il vicepresidente di coop Adriatica Giovanni Monti. Il codice etico della cooperativa infatti prevede la tutela dei prodotti provenienti dal territorio. «Il 53% dei prodotti venduti da coop Adriatica viene dalle regioni in cui la cooperativa si trova e l’85% dei prodotti sono italiani. C’è un controllo di qualità e di provenienza e criteri per la tutela dei clienti (che sono i soci della cooperativa), i dipendenti e anche dei fornitori. Ad esempio acquistiamo i prodotti di Libera Terra, che lavora i terreni confiscati alla mafia, e abbiamo i prodotti equo solidali che garantiscono una giusta retribuzione ai lavoratori del terzo mondo». Ma una grande catena come Coop Adriatica potrebbe addirittura decidere di non accettare più come fornitore chi decide di delocalizzare a discapito del territorio? «Sì – spiega il vicepresidente – a livello formale è possibile. Per i prodotti non alimentari gli accordi con i fornitori sono presi da coop Italia. Certo è una decisione politica che richiede di essere ponderata con cautela e mediata dalle Istituzioni locali, anche perché coinvolgerebbe non solo un supermercato, ma tutto il sistema coop».&lt;br /&gt;(04 Gennaio 2012) Per capire se un boicottaggio può essere sponsorizzato da un’istituzione abbiamo chiesto all’assessore Regionale alle attività produttive Gian Carlo Muzzarelli, che sta seguendo da vicino la vicenda delle operaie. Pur avendo in più occasioni cichiarato che «noi come Regione Emila-Romagna abbiamo bisogno di mandare un messaggio inequivocabile e cioè che stiamo con le lavoratrici», l’assessore sul boicottaggio preferisce andare cauto ritenendola un’opzione molto difficile da praticare per una regione.&lt;br /&gt;«Ogni consumatore, ogni cittadino – dice Muzzarelli –, è libero di comprare o meno i prodotti di una determinata azienda, ovviamente. Il compito delle istituzioni è però ben altro: non quello di dare consigli per gli acquisti in un senso o nell’altro, ma quello di rilanciare le imprese, il lavoro e l’industrializzazione. Ricordo tra l’altro che oggi in Italia il gruppo Golden Lady ha oltre 2000 lavoratori. Noi crediamo fortemente nel Made in Emilia-Romagna, che è una parte fondamentale del Made in Italy. Un conto è progettare, sviluppare e produrre in Italia, un altro conto é farlo in Serbia. Ne va della qualità e della affidabilità del prodotto. Quando questo avviene con un marchio storico come Omsa, non posso non rilevare che la proprietà mette a repentaglio la stessa credibilità verso i consumatori ed i clienti, e penso anche le prospettive per la stessa impresa, quindi è un errore».&lt;br /&gt;Che provvedimenti sta pianificando la Regione per penalizzare le aziende che chiudono le sedi sul territorio? È possibile agire a livello generale o serve agire su qualche caso esemplare da cui partire per lanciare un messaggio? L'Omsa potrebbe essere questo esempio da cui iniziare?&lt;br /&gt;«I provvedimenti legislativi sono necessariamente generali, e non possono riguardare un caso piuttosto che un altro (del resto, non abbiamo certo il potere di applicare sanzioni). Stiamo lavorando a un progetto di legge per valorizzare le imprese che sono e restano in Emilia-Romagna, offrendo lavoro sicuro, stabile e di qualità. Per noi appetibilità e attrattività di un territorio sono fondamentali, e il nostro lavoro, con tutti i mezzi e le risorse a disposizione, vuole rendere più facile fare impresa da noi. Quindi già oggi, sotto tanti aspetti, “premiamo i migliori”. Come ho avuto modo di dire anche di recente, ritengo che ci debbano essere nuovi accordi e patti di lealtà tra imprese e lavoro, anche con un periodo di necessaria permanenza in Emilia-Romagna (di durata da valutare, ipotizziamo circa 5 anni) per imprese che hanno ricevuto finanziamenti, sostegno, incentivi dalla Regione Emilia-Romagna. E’ ragionevole ipotizzare un progetto di legge in base al quale chi se ne va prima di quella scadenza, impoverendo il territorio e sottraendo posti di lavoro, debba restituire quanto percepito».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;13 - 01 - 2012 &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-4860119503604713938?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/4860119503604713938/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2012/01/dal-sito-di-rai-televideo.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/4860119503604713938'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/4860119503604713938'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2012/01/dal-sito-di-rai-televideo.html' title='Dal sito di Rai Televideo, La protesta corre sul web'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-QSDIQnyIZ2E/Twsnr-V2bPI/AAAAAAAAAGQ/V8QgPWkcoUc/s72-c/bomsa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-2628765100061690873</id><published>2012-01-06T12:39:00.000-08:00</published><updated>2012-01-06T12:43:43.678-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='globalizzazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Omsa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la Romagna è finita'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Faenza'/><title type='text'>Aggiornamento sulla OMSA. Dal sito Il Popolo Viola</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-MZ9JMKpZUiI/TwdcNYcxyGI/AAAAAAAAAGI/cMa6ONI4KVk/s1600/bomsa.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rea="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-MZ9JMKpZUiI/TwdcNYcxyGI/AAAAAAAAAGI/cMa6ONI4KVk/s1600/bomsa.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;ULTIM’ORA, LA OMSA MINACCIA: “Il boicottaggio sicuramente avrà un peso importante, ma andrà anche a discapito di tutti coloro che lavorano ancora in Italia. La crisi del 2008 ci ha spinto a dover prendere delle decisioni.”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Omsa costretta a rompere il silenzio e a rispondere al furioso tam tam mediatico che da giorni imperversa sul web con numeri da capogiro: oltre 60.000 adesioni e 560.000 invitati all’avento “Mai più Omsa” promosso dal nostro blog e migliaia di commenti sulla fanpage del gruppo. La risposta è arrivata poche ore fa, su Facebook; un comunicato che riassume, dal punto di vista dell’azienda, i passaggi salienti che avrebbero portato alla decisione di chiudere lo stabilimento di Faenza e traslocare in Serbia: “La sorte delle lavoratrici e dei lavoratori OMSA -recita la nota- oltre che quella di tutti gli altri dipendenti è tra le priorità del gruppo, che è all’opera con tutti i soggetti preposti per trovare la soluzione più soddisfacente, insieme”. Ma sul web non sembra crederci nessuno. Ecco il testo integrale del comunicato:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“In risposta alle vostre considerazioni, abbiamo deciso di essere trasparenti per darvi il nostro punto di vista sulla vicenda. Per permetterci di prendere in considerazione tutti i vostri commenti abbiamo creato uno spazio dedicato per ascoltarvi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo stabilimento OMSA di Faenza ha una lunga storia, che inizia nel 1941 e che incrocia la storia della Gruppo Golden Lady Company nel 1992, quando ne viene acquisito il marchio. Da allora la direzione del gruppo ha sempre garantito ai propri dipendenti un posto di lavoro dignitoso ed un livello di retribuzione sopra la media. Anche dopo il 2001, anno a cui risale la decisione di realizzare in Serbia gli stabilimenti di Valievo prima e di Loznica poi, con l’obiettivo di attivare nuove produzioni nel settore dell’intimo e di dare una risposta competitiva allo sviluppo dei mercati dell’Est.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Allargare la propria organizzazione produttiva verso i paesi dell’Est significava, e significa tuttora, da una parte portare all’interno della propria organizzazione produttiva lavorazioni prima effettuate da aziende terze, dall’altra aumentare le esportazioni verso i Balcani grazie agli accordi di libero scambio tra la Serbia e la Russia, che consentono l’abbattimento dei dazi doganali. L’apertura degli stabilimenti serbi non ha minimamente influito sui livelli di produzione e di occupazione dello stabilimento OMSA di Faenza, anzi ha preservato gli standard di lavoro, senza ripercussioni economiche o sociali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel mese di ottobre 2008 tuttavia si manifestava un’improvvisa crisi finanziaria internazionale, ed il conseguente apprezzamento dell’Euro ha provocato difficoltà nelle esportazioni, con un calo di fatturato complessivo di circa 66.000.000,00 di Euro per l’intero gruppo, i cui effetti si protraggono tuttora. Tale crisi ha indotto la direzione del gruppo italiano ad una riorganizzazione generale del gruppo per non soccombere davanti alla sempre più aggressiva competizione dei paesi a basso costo di produzione. Un riassetto organizzativo che non passa solo attraverso l’ottimizzazione dei costi, ma anche attraverso più razionali sinergie distributive dei prodotti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il bilanciamento della produzione tra Serbia e Italia, ha dunque comportato decisioni drastiche, a volte sofferte, come la riduzione della capacità produttiva in Italia (a fronte dei costi di produzione troppo onerosi) e la dismissione degli impianti in Francia, Germania e Spagna, e a volte coraggiose, come la realizzazione presso uno degli stabilimenti della provincia di Mantova di un unico polo logistico-distributivo di servizio a tutte le aziende del gruppo, che promette al consumatore un miglior rapporto qualità/prezzo del prodotto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il gruppo precisa che la decisione è stata presa in ottemperanza alle leggi italiane ed al principio di libera impresa, nel pieno rispetto del diritto del lavoro, mediante una trattativa che ha visto coinvolti i principali sindacati, enti locali, Regione Emilia Romagna e … oltre alla direzione dell’azienda, tesa a trovare un’alternativa occupazionale ed incentivi al personale in esubero. La sorte delle lavoratrici e dei lavoratori OMSA, oltre che quella di tutti gli altri dipendenti è tra le priorità del gruppo, che è all’opera con tutti i soggetti preposti per trovare la soluzione più soddisfacente, insieme.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Golden Lady Group Spa sa che il prodotto in ultima analisi “lo fa chi lo acquista”, e garantisce il massimo impegno nel mantenimento di un livello di competitività sostenibile sul mercato, consapevole della sfida alla produttività che attende l’intero Sistema Moda italiano.”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un primo risultato, dunque, è stato già raggiunto: fare uscire l’azienda allo scoperto, costringerla a rispondere pubblicamente ai cittadini che protestano da giorni sul web e continueranno a farlo finché non rientreranno i licenziamenti delle 239 lavoratrici dello stabilimento di Faenza. Non fermiamoci adesso.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;MassimoMalerba&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-2628765100061690873?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/2628765100061690873/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2012/01/aggiornamento-sulla-omsa-dal-sito-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/2628765100061690873'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/2628765100061690873'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2012/01/aggiornamento-sulla-omsa-dal-sito-il.html' title='Aggiornamento sulla OMSA. Dal sito Il Popolo Viola'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-MZ9JMKpZUiI/TwdcNYcxyGI/AAAAAAAAAGI/cMa6ONI4KVk/s72-c/bomsa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-6114260507832986460</id><published>2011-12-28T12:20:00.001-08:00</published><updated>2011-12-28T12:21:34.848-08:00</updated><title type='text'>Giuseppe Maestri, visto da Ivano Marescotti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il grande attore bagnacavallese rivela inediti particolari della sua amicizia col grande incisore e gallerista Giuseppe Maestri, morto nel 2009. Un documento raro e particolare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/GIn9GGiQrNw" width="420"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-6114260507832986460?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/6114260507832986460/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2011/12/giuseppe-maestri-visto-da-ivano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/6114260507832986460'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/6114260507832986460'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2011/12/giuseppe-maestri-visto-da-ivano.html' title='Giuseppe Maestri, visto da Ivano Marescotti'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/GIn9GGiQrNw/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-1290658427683008382</id><published>2011-12-24T05:51:00.001-08:00</published><updated>2011-12-24T11:03:12.671-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alberta Tedioli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Claudio Alessandri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Modigliana'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sparagnì'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giraldi editore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La corte del capofreddo'/><title type='text'>La corte del capofreddo, Sparagnì e altre storie di Alberta Tedioli</title><content type='html'>Diamo volentieri&amp;nbsp;la notizia della recente presentazione del libro "Le corte del capofreddo" avvenuta a&amp;nbsp;Faenza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-0moblnGkqo0/TvXiZMKh-TI/AAAAAAAAAEI/ArMtVFX9ZMM/s1600/9788861554610.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rea="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-0moblnGkqo0/TvXiZMKh-TI/AAAAAAAAAEI/ArMtVFX9ZMM/s1600/9788861554610.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Faenza. “Le corte del capofreddo” (Giraldi editore) è il titolo del libro di Alberta Tedioli presentato, con la presenza dell'autrice, sabato 29 ottobre 2011, ore 17.30, alla Bottega Bertaccini (corso Garibaldi 4). Introduzione di Loretta Scarazzati (in collaborazione con l’associazione ParoleCorolle).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non so se esista un Campionato mondiale del Racconto. Sicuramente nel Guinness dei primati è entrata una micro-storia dello scrittore guatemalteco Augusto Monterroso. La sua fama è dovuta al più breve racconto della letteratura universale: “Il dinosauro”. “Quando si svegliò, il dinosauro era ancora lì”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo testo (amato da Italo Calvino tanto da citarlo nelle sue “Lezioni Americane”) ha dato una notorietà internazionale al suo autore. Ciò non lo inorgogliva, semplicemente ne rideva, come di tutte le cose della vita, anche quelle tragiche.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche Alberta Tedioli ride, in queste microstorie che compongono il suo nuovo libro “Le corte del capofreddo”. Ride delle cose contraddittorie, paradossali e tragiche della vita. A volte ci regala un sorriso amaro, o semplicemente ci fa pensare e riflettere. Ne parla, ne scrive, in figure anche brevissime, tre righe, sette righe, a volte anche una sola riga basta per descrivere o tratteggiare le nostre piccolezze o le piccole crudeltà del vivere quotidiano, sempre più assurdo e incomprensibile. Sono racconti di fantasia, certo, ma talmente realistici da sembrare veri.&lt;/div&gt;Se mai ci sarà un Campionato mondiale del Racconto speriamo che Alberta vi voglia partecipare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-bo9Crbw-1BM/TvXnP74SmCI/AAAAAAAAAEU/x335Mzt11iY/s1600/4419812280_ea058721b3.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rea="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-bo9Crbw-1BM/TvXnP74SmCI/AAAAAAAAAEU/x335Mzt11iY/s1600/4419812280_ea058721b3.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro gustoso&amp;nbsp;libro dell'autrice modiglianese, uscito nel 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Comicità e mistero in un romanzo avvincente, dedicato ai contadini di collina "dimenticati dalla storia" - con un glossario di parole tipicamente modiglianesi&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Spendere e comprare? Un delitto, secondo Sparagnì, il modiglianese avaro fino alla comicità che imperversa nelle pagine di questo libro: una sorta di Arpagone romagnolo, che vive con la moglie Clarina al podere Gramigna, senza concedersi (e concederle) nulla di superfluo. Nemmeno la nascita di Cesarino scalfisce il suo stile di vita grottesco e spartano, il suo attaccamento morboso agli oggetti, che va a raccattare anche nei cassonetti per poi riporli ordinatamente in cantina. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non c’è amore in Sparagnì: solo cinismo, avarizia e il lucido progetto di accumulare soldi... per non spenderli. Ma quando il piccolo Cesarino, alla vigilia del primo giorno di scuola, si perde nel bosco, la storia si tinge improvvisamente di mistero...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-kN0aYkBBRvc/TvXZdaAcN-I/AAAAAAAAAD8/xcAxBPiXv84/s1600/sparagni.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" rea="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-kN0aYkBBRvc/TvXZdaAcN-I/AAAAAAAAAD8/xcAxBPiXv84/s320/sparagni.jpg" width="224" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;ven 15 ottobre 2010&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;"SPARAGNI', " L'AVARO DI ROMAGNA" L'OPERA PRIMA DI ALBERTA TEDIOLI - &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Recensione di Claudio Alessandri &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è facile che qualche avvenimento giunga a meravigliarci, avvezzi come siamo a scoprire in ogni luogo ed in ogni individuo la “scintilla” talentuosa di un inaspettato ed insospettabile scrittore. &lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eppure ciò è avvenuto nel corso di una delle nostre soventi visite a Imola dove vive e lavora da qualche anno una mia figlia che mi ha fatto dono di un dolcissimo nipote. Quella cittadina in provincia di Bologna, ma con un disperato desiderio d’appartenere alla Romagna, ospita nei mesi invernali e primaverili uno dei classici mercatini dove si vendono dalle cianfrusaglie a mobili più o meno antichi, dai busti bronzei di malinconici Mussolini a colbacchi (autentici?) della fu armata rossa e non è raro trovare qualche bella ceramica peraltro carissima. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quello che mi ha sempre attirato di questi mercatini è il banco dei libri usati gestito da una signora dall’aspetto mite e dal colloquiare gentile e pacato. Ci conosciamo da qualche anno e, appresa la mia passione per i libri, non dico rari, ma certamente non comuni, in più riprese mi ha scovato qualche “chicca” letteraria, fra le tante un'edizione economica della Storia delle Crociate scritta da Michaud ed illustrata da cento splendide incisioni del Dorè. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La sorpresa ci è giunta proprio da quella gentile ed ancora piacente romagnola. Non si tratta di una rarità antica, ma di una sorpresa nuovissima, un romanzo scritto e pubblicato da Alberta Tedioli, una “venditrice di sogni” del paesino di Modigliana (FO). &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'ho acquistato, vinto da grande curiosità, ed ho iniziato a leggerlo immediatamente. Ho smesso solamente quando sono giunto al termine e per qualche tempo sono rimasto con quel libro in mano fissando il vuoto, riflettendo sul contenuto di quel romanzo che si intitola: “Sparagnì – L’avaro di Romagna” – (il gomito nel cuore), edito dalla casa editrice Tempo al libro Faenza (Ra). &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel leggere questo romanzo dalla narrazione piana, scorrevole, scritto in un italiano piacevolmente corretto, interrotto, alle volte, da alcune espressioni dialettali romagnole ad impreziosire un racconto che “profuma” di campagna, risentiamo la nostalgia dei luoghi rimasti nel nostro ricordo, magari resi ancor più reali nei racconti di nostra madre, romagnola verace. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nonostante Alberta Tedioli narri di una vita legata ancora, pur con l’intervento del progresso, a tradizioni di una civiltà antica che reca in se i germi del “nuovo” reclusi nel “vecchio”, si è portati, se non a giustificare, almeno a comprendere degli atteggiamenti altrimenti deprecabili. Quello che ci viene descritto è un mondo in bilico tra un dominio patriarcale ed il desiderio femminile di affrancarsi da una condizione di schiavitù, che adesso mal sopporta, scorgendo, anche se da lontano, i bagliori delle grandi città piene di negozi eleganti e di una umanità diversa, differente dal loro parlare, vestirsi e addirittura camminare. Se poi consideriamo che la Clarina ha sposato Cencino, come lo chiama affettuosamente la moglie, un contadino tanto tirchio da essere chiamato “Sparagnì”, il quadro è bello che dipinto. Sparagnì non è solamente tirchio in modo feroce nello spendere i suoi soldi, ma financo a far dire al suo prossimo: “va nel cuore con il gomito”. Non si tratta più di vil denaro, ma di sentimenti. Quell’uomo non è avaro solo nel “mettere la mano in tasca”, ma lo è anche nel cuore, cioè è privo di sentimenti, per meglio dire, rifiuta persino di concedere il suo affetto anche alle persone a lui più vicine: la moglie e il figlio, Cesarino. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un figlio concepito da Sparagnì quasi inconsapevolmente e mal sopportato, perché “crescere un figlio costa”. Figurarsi, dunque, quando Clarina gli annuncia di attendere un altro figlio. Sparagnì accoglie quella notizia alla stregua di una spaventosa disgrazia, al punto da suggerire alla consorte l’aborto, che Clarina respinge con sdegno. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da quel momento Sparagnì, contadino abilissimo, ma privo della più elementare umanità, dà il via ad una guerra personale contro sua moglie, un'ostilità crudele che non conosce ragionevolezza. Per Clarina la tragedia si trasforma in buia disperazione, non trovando comprensione, né da sua madre (“vedrai passerà”), né dal prete della sua parrocchia, che minimizza, teorizza, fa minuta filosofia, digiuno com'è delle più elementari conoscenze di vita coniugale, ma, in compenso, ferratissimo sugli intangibili principi religiosi. Per Clarina si apre un baratro incolmabile di dolorosa tristezza, nel constatare di non essere compresa. Da nessuno le giungerà soccorso. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Probabilmente, Alberta Tedioli, ad un certo punto del racconto, cede alla tentazione della “lotta di classe”, inserendo un personaggio femminile: una “gran signora” che abita a Milano, ma che è nata a Modigliana. Questa, prima insidia il marito, poi, subdolamente, lo coinvolge in un'avventura commerciale che, per l’ignaro ed illuso Sparagnì, segnerà la fine dei suoi sogni di amorosa conquista. Quello che significherà per lui la “disperazione”, però, sarà la perdita di tutti i soldi ragranellati con estrema avarizia, unica ragione ed amore della sua vita. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La fine di tutto sarà segnata dalla catarsi, una conclusione nella quale la tragedia avrà il sopravvento su ogni ragionevole speranza di riscatto. Raggiunto il limite oltre il quale il dolore non può giungere, compresa la morte, all’inizio misteriosa, dell’adorato Cesarino, per assurdo, nella vita di Clarina ritorna la pace, una tranquillità che segna la nascita a nuova vita, straordinaria, inconscia filosofia contadina, nella quale anche il dolore più atroce fa parte del naturale alternarsi delle stagioni. Non ottusa indifferenza, ma sublimazione del vero valore della vita, nell’alternarsi altalenante che conduce, alla fine, ad un equilibrio perfetto: il dolore e la felicità si pareggiano, si compensano. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Intendiamoci, forse il racconto si prolunga un po’ troppo, ma, in quanto “opera prima”, merita tutta l’attenzione in attesa di conferme che verranno, speriamo, in un prossimo futuro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-ZI8WDtEvIh8/TvXrZrSGp5I/AAAAAAAAAEg/pVd6pCi6jpE/s1600/207512_1091146650155_1571174785_30204535_4982072_n.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" rea="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-ZI8WDtEvIh8/TvXrZrSGp5I/AAAAAAAAAEg/pVd6pCi6jpE/s400/207512_1091146650155_1571174785_30204535_4982072_n.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alberta Tedioli è nata&amp;nbsp;il 12&amp;nbsp;dicembre del 1950 a Modigliana, dove vive tuttora. Ha fatto l’operaia, l’impiegata statale, la mamma di tre figli e tante altre cose. Si è diplomata mentre faceva anche l’operaia, nei lontani anni Settanta. Il suo lavoro preferito, quello che avrebbe voluto fare per tutta la vita, l’ha scoperto dopo i 50 anni: vendere libri usati o antichi ai mercatini. Ha pubblicato vari articoli su periodici locali e ogni anno scrive per l’almanacco di Modigliana il ritratto di un personaggio originale scomparso. Ha curato il libro di detti romagnoli intitolato Amo ció; ha inoltre pubblicato un articolo di satira su M, l’allegato all’Unità diretto da Staino. Questo è il suo primo romanzo, che ha come protagonisti i contadini di collina, gli ultimi, i dimenticati dalla storia.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-1290658427683008382?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/1290658427683008382/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2011/12/sparagni-lavaro-di-romagna-di-alberta.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/1290658427683008382'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/1290658427683008382'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2011/12/sparagni-lavaro-di-romagna-di-alberta.html' title='La corte del capofreddo, Sparagnì e altre storie di Alberta Tedioli'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-0moblnGkqo0/TvXiZMKh-TI/AAAAAAAAAEI/ArMtVFX9ZMM/s72-c/9788861554610.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-5470346738499303028</id><published>2011-12-24T05:21:00.000-08:00</published><updated>2011-12-24T11:06:32.966-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='teatro dialettale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La Compagine di Lugo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fratelli Parmiani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Faenza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='teatro'/><title type='text'>Teatro dialettale: "La compagine" di Lugo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La mitica compagnia dialettale "La Compagine" di Lugo, capitanata dai fratelli Parmiani, in un brano tratto dal musical "La nott che Garibaldi vulè ins la lòna", in scena dal 1996. Questa è una replica data a Faenza il 7 gennaio scorso.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/r6RnoiyxU60" width="420"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-5470346738499303028?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/5470346738499303028/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2011/12/la-mitica-compagnia-dialettale-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/5470346738499303028'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/5470346738499303028'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2011/12/la-mitica-compagnia-dialettale-la.html' title='Teatro dialettale: &quot;La compagine&quot; di Lugo'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/r6RnoiyxU60/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-6976937605422066747</id><published>2011-12-24T04:44:00.000-08:00</published><updated>2011-12-24T04:49:32.539-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Michelangelo Antonioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ravenna la durata di un trapasso'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Faustino Fori'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vecchia romagna'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Andrea Costa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giraldi editore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='happy hour'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Eugenio Vitali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nello Agusani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ravenna'/><title type='text'>Happy hour, patàca e vu cumprà</title><content type='html'>dal nostro archivio, un'altra interessante recensione scritta nel 2008 sui cambiamenti della Romagna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Happy Hour, Patàca &amp;amp; Vu Cumprà &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che cos'è oggi la Romagna? Esiste ancora? E dove sta andando? Una possibile risposta viene tentata da questa prima prova narrativa di Nello Agusani, ravennate, insegnante con all'attivo vari testi scolastici con la Mondadori. Nella sua scheda biografica leggiamo che coltiva vari interessi culturali e ha partecipato ad alcuni concorsi letterari. L'editore Giraldi di Bologna, editore giovane ma già molto attivo e presente alle Fiere del Libro in Italia ed all'estero, ha quindi raccolto questi dodici racconti in un libro a cui ha "preteso" vi fosse incluso nel titolo la parola "patàca", che in romagnolo definisce uno sbruffone inconcludente e vanesìo. In effetti questi racconti solo casualmente sono ambientati a Ravenna e dintorni, perchè le situazioni ivi narrate, come il fatto vero di cronaca di un rapinatore bosniaco inseguito e ferito dai carabinieri che preferisce suicidarsi pur di non farsi catturare, potevano essere accadute in qualsiasi altro posto. Il libro descrive un'angolo di terra finora troppo idealizzato, elevato ad un rango di emblema ormai scolorito, uno stereotipo che fatica moltissimo il fatto di non essere più capitale di un'impero, e non più luogo di transito e di soggiorno di personaggi quali Dante Alighieri, Niccolò Machiavelli, Leonardo Da Vinci, George Byron, Giuseppe Garibaldi, Oscar Wilde, Giacomo Leopardi, e così via. La terra degli "uomini rossi" di beltramelliana memoria era stata in grado di produrre grandi passioni politiche e parimenti grandi personalità. Qui sono nate le prime cooperative bracciantili ed edili d'Italia, ad opera di operai socialisti, repubblicani e anarchici. Il primo deputato socialista del Regno d'Italia fu un'imolese, Andrea Costa nel 1882, di provenienza anarchica. Grandi anche le personalità espresse dal mondo libertario: Leo Longanesi, Amilcare Borghi, Pio Turroni; dal sindacalismo, che oltre ad un gigante come il già nominato Borghi espresse anche un socialista come Nullo Baldini; dal mondo repubblicano, con Saffi e Valzanìa; dal mondo cattolico, con Benigno Zaccagnini. Un capitolo a parte è Benito Mussolini, che da socialista rivoluzionario fondò poi il fascismo, copiando anche il colore "sociale", il nero, dagli anarchici, di cui fu sempre un segreto estimatore. E mi scuso per i tanti nomi che per ragioni di memoria e di spazio non riesco a citare. Insomma per vari decenni la Romagna è stato uno dei laboratori più fecondi a livello internazionale di idee politiche, di esperimenti a vari livelli, di confronti, di scontri e di incontri. Sì, ma oggi? Purtroppo il popolo che fa capolino da questi racconti appare stranito, abbacinato dalle luci del divertimentificio che hanno sostituito del tutto le lampade votive dei vari ideali. Ora i bar o i pub si chiamano "Hemingway", "Bukowski", "Progresso", "Doveri e Diritti", "Scintilla", senza che nessuno si ponga la minima domanda da dove scaturiscano questi nomi. Le passioni si sono spente ormai del tutto. E' un quadro desolante quello che ci propone Agusani, ma molto più efficace e immediato di quello che ci possono fornire miriadi di dotte quanto noiose conferenze. I valori che vi troviamo sono omogeneizzati all'intero Occidente. Lo scenario è quello di famiglie che si disgregano, di piaceri effimeri ricercati ossessivamente, di amori confusi col sesso, di schiere di giovani annoiati senza progetti. Un quadro che già il grande Michelangelo Antonioni, ferrarese, delineò in uno dei suoi film più emblematici: "Deserto Rosso", del 1964, girato proprio a Ravenna città e nella sua zona industriale. E che anche un grande poeta ravennate, Eugenio Vitali, descrisse in modo lirico in una raccolta del 1981: "Ravenna, la durata di un trapasso", che però raccoglieva poesie a partire dai primi anni sessanta. L'autore, comunque, usa una scrittura scevra dalla retorica e dalla nostalgìa: descrive e basta. Molto belle e luminose le descrizioni dei panorami marini e delle valli di Comacchio, un pò didascalici invece alcuni dialoghi che ho trovato quà e là nei vari racconti, difetto peraltro comprensibile visto il mestiere con cui l'autore deve fare i conti giorno dopo giorno. Complessivamente una "prima" molto più che dignitosa, impreziosita anche dai disegni di Faustino Fori (la copertina è opera sua), con un passato trentennale come poeta ed ora approdato felicemente alla pittura.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;em&gt;phederpher&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-bmHEwTFd0eQ/TvXJkDc_rYI/AAAAAAAAADk/oTWD7t-UtZc/s1600/9ade240ca5644575e000c059c5c4c5ac.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rea="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-bmHEwTFd0eQ/TvXJkDc_rYI/AAAAAAAAADk/oTWD7t-UtZc/s1600/9ade240ca5644575e000c059c5c4c5ac.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-6976937605422066747?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/6976937605422066747/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2011/12/happy-hour-pataca-e-vu-cumpra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/6976937605422066747'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/6976937605422066747'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2011/12/happy-hour-pataca-e-vu-cumpra.html' title='Happy hour, patàca e vu cumprà'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-bmHEwTFd0eQ/TvXJkDc_rYI/AAAAAAAAADk/oTWD7t-UtZc/s72-c/9ade240ca5644575e000c059c5c4c5ac.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-4015431562682095646</id><published>2011-12-19T08:03:00.000-08:00</published><updated>2011-12-24T10:58:57.037-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='anarchici romagnoli'/><title type='text'>Attilio Sassi detto il bestione</title><content type='html'>Nel 2009 per Zero in Condotta usciva una interessante biografia di un anarchico romagnolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Esce per i tipi di Zero in Condotta l’autobiografia di &lt;strong&gt;Attilio Sassi&lt;/strong&gt;, militante anarchico e sindacalista dell'USI (Unione Sindacale Italiana), il sindacato anarchico italiano. Interessantissima questa biografia, vuoi per il personaggio, vuoi per il contesto storico e sociale in cui agì. Segue una parte della prefazione di uno dei tre curatori, Giorgio Sacchetti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Era il novembre 2005 quando ebbi modo di compulsare, per la prima volta, il testo di questa autobiografia, voce inaspettata dal “nostro” Novecento, testimonianza a futura memoria affidata in gelosa custodia perché fosse poi lasciata “nelle mani di compagni sicuri”. La copia fotostatica del documento, ora a disposizione del pubblico presso il Centro Studi Libertari / Archivio G. Pinelli di Milano, mi era stata consegnata direttamente dalla detentrice originaria Giovanna Gervasio Carbonaro, figlia dell’indimenticato organizzatore Gaetano Gervasio (sodale di Sassi). In tutto questo c’era stata la complicità di Paolo Finzi, compagno e amico, che mi aveva individuato come il destinatario “naturale” di quelle carte. Ed è stata per me una vera emozione leggere quelle pagine scritte in una grafia che ormai avevo imparato a riconoscere.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È una narrazione autobiografica dai toni fieri, ma anche leggeri ed ironici, che si dipana fra Emilia Romagna, Brasile e Valdarno. Nel racconto di quelle vicende sociali collettive davvero “epiche”, intrecciate con altre a dimensione “microstorica”, hanno in un certo qual modo cortocircuitato le mie identità. È certamente un fatto in sé risibile, ma fra i cinquemila minatori valdarnesi che con Sassi avevano conquistato temporaneamente, nel 1919, la giornata di sei ore e mezza “a bocca di galleria”, c’erano degli appartenenti alla mia comunità familiare, e molti loro amici che, ovviamente, non ho mai conosciuto, ma di cui sentivo parlare da bambino. Ho potuto così ritrovare un’altra traccia importante di quelle storie che, ossessivamente, non ho mai cessato di inseguire, anche nella mia attività di ricercatore. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inoltre, incontrando Giovanna, ho potuto finalmente conoscere di persona, non solo la redattrice di quel foglio battagliero, “Gioventù Anarchica”, che fu la voce bella ed effimera di una generazione di coraggiosi negli anni del dopoguerra, ma anche la pedagogista libertaria attiva e oggi stimata nella “sua” Firenze. Nella casa in collina di Bagno a Ripoli i ricordi risalgono a prima dell’alluvione del ’66. Un pacchettino con alcuni volumi mi viene offerto in dono prima di congedarci. Sono “libri di Antonio”, il suo compagno di vita scomparso da alcuni anni, docente universitario e sociologo dalla vasta produzione scientifica, anche lui con un background anarchico. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Attilio Sassi &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-1sHJ-t2jWPo/Tu9hgmmy6CI/AAAAAAAAADQ/Z1W05jhNrsY/s1600/pag69.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" oda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-1sHJ-t2jWPo/Tu9hgmmy6CI/AAAAAAAAADQ/Z1W05jhNrsY/s1600/pag69.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che film la vita! E quante strade e quante storie, distanti, sconosciute oppure solo immaginate, finiscono poi per incontrarsi ed alimentare il presente! &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il volume che qui abbiamo messo insieme è frutto di un intenso lavoro collettivo, dove Bob (Zani) e Tom (Marabini) hanno avuto un ruolo centrale, sotto tutti i punti di vista. Ma è anche la risultante di una intensa attività di ricerca in progress che viene da molto lontano. Credo che queste pagine (cui si aggiunge un ricco CD), per la loro articolazione complessiva plurale e per la connessione dei generi, possano validamente costituire sul piano metodologico – modestia a parte – anche un possibile modello euristico, utile magari per la didattica. Lo so, i manuali di storiografia ci invitano ad un uso prudente e integrato di questo tipo di fonti. Ed è quello che abbiamo fatto, affiancando all’autobiografia i saggi storici in forma tradizionale e le fonti di letteratura insieme ad altri strumenti di conoscenza: fonti orali, interviste, verbali di riunione, carte di famiglia e documenti da varie tipologie di archivi pubblici e privati.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come tutte le visioni autobiografiche neppure questa è solo rivolta al passato. Scritta a Roma, presumibilmente alla fine degli anni Quaranta, essa, manifestando in modo intrinseco una dimensione progettuale dell’avvenire, pare piuttosto evocare il cambiamento. Così la narrazione della propria vita è essa stessa laboratorio di creazione per l’attribuzione di senso e di significati. La memoria soggettiva intrecciata con quella collettiva funziona da vaglio degli eventi selezionati, producendo, da una parte oblio, dall’altra trasformazione dei ricordi, influenzati questi anche dalle storie di vita altrui. La sfera emozionale, dove i ricordi possono essere, inconsciamente, anche “riadattati” all’economia del racconto, assume sempre una valenza primaria. La rivisitazione eventualmente “creativa” dell’agito individuale niente potrebbe però togliere a quella attendibilità che la forma autobiografica possiede in sé quale strumento cognitivo della psicologia del narrante. Già in sé l’atto del raccontare crea e ricerca legami, insieme alle connessioni perdute. Il soggetto si trova immerso in un flusso diacronico, con il continuo scorrere tra passato, presente e futuro, dimensioni che caratterizzano le fasi esistenziali di ogni individuo. È una sorta di gioco dialettico / conflittuale che ogni soggetto sperimenta con l’attraversamento sincronico di tempi eterogenei e molteplici. L’oralità vive di suggestioni, suscita emozioni. La memoria si dipana attraverso una trama che si racconta fin nelle intenzioni recondite delle azioni dei protagonisti, nei significati sequenziali delle storie. Il modello narrativo presenta valenze metaforiche, mitiche e simboliche. Il metodo autobiografico promuove desideri di conoscenza e trame di storie capaci di educare e stupire al tempo stesso. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’uso in storiografia, sempre meno occasionale, di questo tipo di fonti, un tempo aborrite e successivamente ammesse con riserva, ci induce a ritenere forse superata la lunga fase di “paura della storia contemporanea” che ha caratterizzato gli ultimi decenni. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;“È l'interpretazione – scriveva Marcello Flores – cioè la scelta selettiva del passato e delle domande da porgli, il necessario intreccio tra la loro selezione e spiegazione, a essere resa difficile nella storia del Novecento”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-RnroaKR7H7s/Tu9iAfkxKiI/AAAAAAAAADY/NySzPg7Mo7o/s1600/pag70.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" oda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-RnroaKR7H7s/Tu9iAfkxKiI/AAAAAAAAADY/NySzPg7Mo7o/s1600/pag70.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attilio Sassi (a sinistra) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A margine di questa bella presentazione, aggiungo che dopo la visione della fiction "Pane e libertà", andata in onda recentemente e basata sulla vita del grande sindacalista comunista Giuseppe Di Vittorio, occorre dire appunto che Attlio Sassi era un suo grande amico, e che Di Vittorio pianse a lungo sulla sua bara nel 1957, a Roma. Sassi era nato nel 1876, lo stesso anno del mio nonno paterno, a Castelguelfo, presso Imola. Romagnolo purosangue, amava il ballo, il vino e le belle donne. Era anche un discreto poeta in dialetto romagnolo di Imola. Nel bel volume, curato oltre che da Sacchetti anche dai cari amici e compagni libertari Bob e Marabbo, ne sono riportate alcune, fra le quali ho scelto questa dal titolo "Bèla, t'la durum" (Bella, che dormi).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Bèla, t'la durum in te tu nanè&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;at mand i mi sturnel a basa vos&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;chi vè ad arpusè in te tu cusè&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E dop il dirà tanti bèli cuos&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;cal vè fura de cuor un può cunfusi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;fra mez ad un mocc ed fiur e un mazz ad ruos&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ansò putrà mai dì, me sulament&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tot quent e bèn ch'at voj e cum l'è fatt&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;parchè tra tanta gioia uj'è un turmènt...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bella, che dormi nel tuo letto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ti mando i miei stornelli a bassa voce&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;che vengono a posarsi sul tuo cuscino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E dopo ti diranno tante belle cose&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;che vengono fuor dal cuore, un pò confuse&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;in mezzo ad un mucchio di fiori e un mazzo di rose&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessun potrà dir, io soltanto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tutto il bene che ti voglio, e com'è fatto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;perchè tra tanta gioia c'è un tormento...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-4015431562682095646?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/4015431562682095646/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2011/12/attilio-sassi-detto-il-bestione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/4015431562682095646'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/4015431562682095646'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2011/12/attilio-sassi-detto-il-bestione.html' title='Attilio Sassi detto il bestione'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-1sHJ-t2jWPo/Tu9hgmmy6CI/AAAAAAAAADQ/Z1W05jhNrsY/s72-c/pag69.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-1300802777881905420</id><published>2011-12-15T01:34:00.000-08:00</published><updated>2011-12-15T01:48:35.143-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la Romagna è finita'/><title type='text'>Tette vere o tette finte?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non c'è più la Romagna di una volta, e si vede da come i romagnoli forse in crisi con il loro ruolo di galletti (ora soltanto OGM) sono sempre più attratti dal modello plastificato e non dalla donna ruspante, la bella arzdora felliniana che un tempo li faceva impazzire. I tempi cambiano e anche gli uomini romagnoli, storditi da tanta tv commerciale del modello unico,&amp;nbsp;si adeguano senza capire bene perché, alle nuove mode... anziché i passatelli preferiscono&amp;nbsp;il menù vegano, il sushi giapponese, le pappe macrobiotiche, le diete naturopate, le donne liposucchiate&amp;nbsp;e le tette di silicone. Che dire... non ci sono più le mezze stagioni, e nemmeno le donne intere!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* &lt;em&gt;nella gif sotto: due magnifiche tette VERE di una romagnola DOC.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-FnRauayKQmU/TunB72fxKDI/AAAAAAAAADI/UvPCBcq6HGA/s1600/46E8E230-0616-4BD9-83DE-62196E90B8B2.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" oda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-FnRauayKQmU/TunB72fxKDI/AAAAAAAAADI/UvPCBcq6HGA/s1600/46E8E230-0616-4BD9-83DE-62196E90B8B2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;﻿&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-1300802777881905420?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/1300802777881905420/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2011/12/tette-vere-o-tette-finte.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/1300802777881905420'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/1300802777881905420'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2011/12/tette-vere-o-tette-finte.html' title='Tette vere o tette finte?'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-FnRauayKQmU/TunB72fxKDI/AAAAAAAAADI/UvPCBcq6HGA/s72-c/46E8E230-0616-4BD9-83DE-62196E90B8B2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-8862847524505182189</id><published>2011-12-13T23:53:00.000-08:00</published><updated>2011-12-24T12:28:10.789-08:00</updated><title type='text'>Leggete e "indignatevi" (da "Repubblica")</title><content type='html'>&lt;h3&gt;&lt;br /&gt;&lt;/h3&gt;&lt;h3&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La Lauretana sta a Cusercoli, venti chilometri in collina sopra Forlì. E' nel ramo dal dopoguerra, quando erano le donne di qui ad arrotondare facendo rosari in casa. Ma oggi, con la crisi e la delocalizzazione, produce anche in Cina, Albania, Ecuador, Romania. E non sempre è facile controllare gli intermediari...&lt;/span&gt; &lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;/h3&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il signor Beccucci è un mecenate, senza di lui questo paese sarebbe finito in miseria nel dopoguerra, come tutti i nostri vicini. Dovrebbero fargli un monumento, invece non lo hanno nemmeno sepolto nel nostro cimitero". Cusercoli, piccolissimo borgo dell'Appennino emiliano, settanta chilometri da Rimini. Un minuscolo fiume, caratteristiche case in pietra, il classico bar di paese, e una fabbrica, la Lauretana, orgoglio del posto in quanto leader nazionale del suo settore: produzione e vendita di rosari. Siamo arrivati qui guidati dai negozianti riminesi che hanno indicato la Lauretana come la maggior rifornitrice di articoli per i loro negozi. In effetti questa piccola fabbrica, che oggi conta quattordici operai, ha una storia degna di tutti gli onori: "Molte donne del paese facevano rosari in casa per arrotondare i pochi soldi che entravano ogni mese - raccontano i paesani -. Quando dopo la guerra c'era poco lavoro o nulla, il signor Beccucci ci affidava questo compito e così molti di noi hanno rinunciato ad andarsene e il paese è rimasto vivo". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa però è una storia di decenni fa, adesso c'è la crisi e l'arrotondamento non c'è più. Piuttosto, c'è la delocalizzazione che stiamo cercando. "Sì, la Cina è la più economica, poi viene l'Albania. Siamo su un costo di 35-40 centesimi a rosario. Ma produciamo anche in Ecuador, Romania, Cecoslovacchia...". A parlare è il responsabile del commercio della Lauretana con Roma e il Vaticano ("dove portiamo sempre camionate di roba e addirittura riforniamo il magazzino personale del Papa"), che racconta come "con la globalizzazione e la concorrenza, soprattutto cinese, devi cambiare marcia e fare i tuoi affari all'estero. Noi arriviamo a vendere anche in Nuova Zelanda, per quanto riguarda la produzione invece è direttamente il titolare a tenere le fila di tutto perché devi stare attento a non infrangere le leggi nostre e dei paesi dove andiamo a produrre. A volte si serve di intermediari, ma comunque è lui a sorvegliare tutto". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto sarebbe utile sapere se fra questi intermediari c'è anche il "nostro" Frizz, per capire se la Lauretana sa che questi rosari vengono realizzati sfruttando per un pezzo di pane delle donne che hanno già una vita devastata dal Kanun. A darci questa risposta può essere solo Sergio Beccucci, titolare della Lauretana e figlio del defunto fondatore. Ma ancora una volta l'entrata in scena di un attore protagonista non corrisponde a un'accoglienza amichevole e così veniamo sbattuti fuori con tanto di invito a vergognarci e minacce di chiamare i carabinieri. Beccucci non è contento di vedere taccuini e macchina fotografica davanti a sè, né ha intenzione di fornire dettagli sul modus operandi della Lauretana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non possiamo quindi sapere con certezza se Frizz, che alla fine rimarrà un personaggio misterioso, sia o meno in contatto con la Lauretana. Quello che abbiamo capito è che anche il mercato dei rosari fa leva sulla deregulation della globalizzazione e che le condizioni di povertà e difficoltà sociale sono sempre un terreno fertile per sfruttare persone e guadagnare più denaro. Anche se il prodotto in questione è un rosario, uno dei "messaggeri" di cui l'uomo si è dotato per parlare con Dio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-8862847524505182189?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/8862847524505182189/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2011/12/leggete-e-indignatevi-povera-romagna.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/8862847524505182189'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/8862847524505182189'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2011/12/leggete-e-indignatevi-povera-romagna.html' title='Leggete e &quot;indignatevi&quot; (da &quot;Repubblica&quot;)'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-536988966168579415</id><published>2011-12-13T15:07:00.000-08:00</published><updated>2011-12-13T15:18:14.068-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tedeschi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cervia'/><title type='text'>Imparate il tedesk</title><content type='html'>con l'Associazione Albergatori di Cervia. Prima e secondo me anche ultima lessione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Ich bin Sabine. Wie heiss du?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Ich... sunt... Cabine... la via... haiss... oss-cia, quanto tempo mi das?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Sprechen Sie Deutch?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- No, la doccia non la spreco. Un bagno caldo, oppure un doccino veloce, ma senza esagerare con l'acqua, perché costa!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Wo wonst du?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Vo... vooooooo... voooooooooo... cos'è, l'autodromo di Misano?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Wieviel Uhr ist es?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Quanti fili = vi fil, urca, ist es è come ite messa est... quanti fili, circa, da qui alla messa è finita?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Wie alt bist Du?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Ah, io mi fermo sempre all'ALT!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Wo ist die Apotheke?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- E' messa male, glielo dico in confidenza, quando ci sono le ipoteche è un guaio, poi vengono i pignoramenti e via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Wo ist den Bahnof?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Ah, questa è facile. Il banof è sempre dritto e poi a destra in fondo, la destra è dove scrive... non si può sbagliare!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Gerade aus?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- No, il Ghetoreid non l'abbiamo. Mi dispiace. Posso darle un Bitte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- ...und rechts?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- il cane Rex, sì l'ho visto. Lo vedo sempre. E' un pastore tedesco, come Ratzinger.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Keine gegende aus den Fenster werfen.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- I werfen sono quei fantastici biscotti ricoperti di una glassa al cioccolato, ma non si possono dare ai cani... ai keine, insomma... cani, keinen. Questo è l'assiòmoro tedesco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Nicht hinauslehnen.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Conoscevo un proverbio, chi va piano, va leenen va lonténen.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Ich bin, du bist, er ist, wir sind, ihr seid, sie sind.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Sind come Sinderlist, Bin come Bin Laden, e del resto in Krukkilandia o iè na masa ed marucchèn.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Restaurant. Bitte, Rotwein.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- No, i rottwein non li abbiamo. Posso darle un pittbull fresco fresco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Kartoffeln, bitte!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Le scartoffie, no! Prenda del salame, è di mio cugino che fa il porco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Bitte?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- No, si chiama Werther. Werther Zaccherini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Brot...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Prima di fare i rutti, si guardi prima allo specchio!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Mit Speck?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Sì, allo specchio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Oder mit Kase?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- I casi sono due, o lo mangia così, o lo mangia col formaggio!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Fur meine Kinder...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Con la sorpresina!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Guten Appetit!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Gutemberg, oss-cia, ie queli c'la inventé i zùrnel. Comunque, appetito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Gute Nacht!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Non scaracchi, le do uno sciroppo contro il rozghìno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo trasmesso Sind come Sinderlist. Imparate il tedesk con l'Associazione Albergatori di Cervia. Prima e secondo me anche ultima lessione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-INjLzub2yUE/TufcrXycSnI/AAAAAAAAACY/J_C71rAD4SM/s1600/25.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" oda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-INjLzub2yUE/TufcrXycSnI/AAAAAAAAACY/J_C71rAD4SM/s1600/25.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-536988966168579415?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/536988966168579415/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2011/12/imparate-il-tedesk.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/536988966168579415'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/536988966168579415'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2011/12/imparate-il-tedesk.html' title='Imparate il tedesk'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-INjLzub2yUE/TufcrXycSnI/AAAAAAAAACY/J_C71rAD4SM/s72-c/25.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-6501694058401379806</id><published>2011-12-11T13:01:00.000-08:00</published><updated>2011-12-11T13:13:41.710-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Massalombarda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cesenatico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vecchia romagna'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='balere romagnole'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lugo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='amarcord'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riolo Terme'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Zadina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Frogstock'/><title type='text'>Il mistero dei versetti satanici di Roberto Piantala</title><content type='html'>&lt;strong&gt;e i suoi mitici Dirigibily di PioNbo&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Pralina Tuttifrutti e Phederpher (Rehpredehp)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-XwBHyk-Nmfo/TuUavIADiUI/AAAAAAAAACA/2i4zwLEaavk/s1600/robert-plant-nc.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" mda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-XwBHyk-Nmfo/TuUavIADiUI/AAAAAAAAACA/2i4zwLEaavk/s320/robert-plant-nc.jpg" width="220" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Era il lontano 1978 e Roberto Piantala, allora studente ripetente all'Istituto Confessionale Nautico&amp;nbsp;di&amp;nbsp;Cesenatico, mise insieme una rock band con Gimmi Pagina, Geremia Becchi e Giovanni Buono, i "Dirigibily di PioNbo", in omaggio ad un gruppo d'Oltremanica di quei tempi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I quattro, a dispetto del prete proprietario del locale, si trovavano nella sua cantina di Forlimpopoli per provare i loro pezzi, ma erano talmente ignoranti che non riuscivano veramente ad accordarsi fra di loro. C'era da dire che tuttavia facevano faville con le ragazze, anche se l'alito alcoolico di Geremia Becchi non lasciava scampo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Roberta Piantala era allora un fetido capellone, detto “la fonte del pus”. Si narra che si cambiasse le mutande soltanto per rimetterle all'arrovescio; in quanto a Giovanni era veramente un poco di Buono (mi scuso per il gioco di parole, veramente infimo). Pare che riuscisse a suonare soltanto dopo essersi scolato due litri di sangiovese di quello fatto con le bustine (fornito dalla Cantina Sociale Zanzi di Faenza).&lt;/div&gt;Narra sempre la leggenda, che Gimmi Pagina fosse in realtà completamente sordo per un cotton fioc infilato nell'orecchio e mai più ritrovato, e quindi incapace di accordare la chitarra, ma nel gran bordello generale, con Buono alla grancassa e Becchi ai campanacci, era praticamente impossibile accorgersene.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non si sa come, i quattro riuscirono a farsi fare un contratto dalla Casa Discografica “Il dioscoride di Piazza Saffi” di Forlì, dove incisero “Un disco nel culo” che divenne prestissimo un disco di cul(t)o in tutte le radio libere, che stavano nascendo proprio in quegli anni. Da allora furono contesi da tutti, tranne che dalla Circonferenza dei Vescovi Romagnoli per i quali il rock era un “fenomeno satanico” e in particolare quello dei “Dirigibily di PioNbo”. La diceria fu anche alimentata dalle presunte correlazioni tra il pizzetto di Becchi e quello di Belzebù. In seguito vi fu la storia di una strana “Stella a cinque punte” (in realtà un volantino delle Brigate Rozze che i nostri non avevano neanche letto), la quale, inserita nella locandina di un loro concerto all'arrovescio, venne interpretata per un simbolo satanico. La cosa finì in pasto ai media: il giornalino parrocchiale “La crosta di Cristo”, della Parrocchia di San Crispino, affermò che “esiste un profondo turbamento nell'ascoltare questo tipo di musica, per noi che eravamo ormai assuefatti all'Orchestra Ruspa di Massalombarda”. Nonostante ciò, furono chiamati a suonare alla Festa della Birra di Cotignola, alla Convention delle Sessatrici di Castelbolognese, e infine alla Sagra del Cinghiale tartufato di Zattaglia. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo questi importanti appuntamenti, che li consacrarono al grande pubblico della bassa romagnola, furono chiamati anche a Frogstock, tuttora raduno agostano di rock-metal a Riolo Terme, e fu a quel punto che Roberto Piantala capì l'enorme potenziale della sua band. Infatti, sul palco di Riolo, messo in risalto il suo bel fisico con una mise di simil-pelle nera, una giacchetta aperta sull'ampio petto villoso, e una parrucca viola da metallaro, esordì grattandosi il pacco e gridando come un ossesso “Muovete quel culoooo, stronziii!!!”, e da quel momento diventò per tutti il Re del Rock e del Galateo. Le donne svenivano ai suoi piedi, specialmente quando si toglieva le scarpe, e ogni sera occupavano un albergo diverso. Si narra per esempio, che a Zadina avevano prenotato ben tre piani della Pensione “Stella Maris” con le loro ragazze, due baldraccone di terz'ordine pagate con gli spiccioli rubati da un cassettino delle elemosine, e per tre giorni e tre notti fecero una grande festa, interrotta solo per qualche tenera telefonata alla mamma.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Racconta Gimmi Pagina che scrivevano le loro canzoni buttando lì delle parole a caso ritagliate da “Famiglia Crostiana”, e questa sarebbe stata la ricetta del loro grande successo e anche della loro “maledizione”! Pare che veramente, se lette all'arrovescio, tutte quelle boiate dicessero cose quasi intelligenti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La band si sciolse alla fine degli anni '80 per esaurimento della vena creatin... pardon, artistica. Ormai avevano venduto 467 copie dei loro dischi, quasi tutte curiosamente a Boncellino e dintorni, e si ritenevano quindi soddisfatti. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ora, però, i "fab four" della Bassa Romagna sono uomini maturi e in carriera. Pagina fa il correttore di bozze al “Resto del Cretino”, Piantala ha un vivajo di ranuncoli a Valverde di Cesenatico, Becchi ha una catena di macellerie equine e Buono dirige un'agenzia di gorilla che proteggono alcuni dei più bei nomi della politica internazionale. E per concludere in "bellezza", mentre sopra avete potuto ammirare una delle photo più recenti del vero Robert Plant, sotto, nel filmato, potrete ascoltare una delle creazioni più originali di Roberto Piantala, dal titolo "Salita in Appennino" (a seguire un frontalino, di quelli pesanti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://3.gvt0.com/vi/fd8rQfD1iFs/0.jpg"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/fd8rQfD1iFs&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/fd8rQfD1iFs&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;﻿&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-6501694058401379806?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/6501694058401379806/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2011/12/il-mistero-dei-versetti-satanici-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/6501694058401379806'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/6501694058401379806'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2011/12/il-mistero-dei-versetti-satanici-di.html' title='Il mistero dei versetti satanici di Roberto Piantala'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-XwBHyk-Nmfo/TuUavIADiUI/AAAAAAAAACA/2i4zwLEaavk/s72-c/robert-plant-nc.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-7925150151808569010</id><published>2011-12-11T11:29:00.000-08:00</published><updated>2012-02-02T07:16:48.298-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Luigi Lepri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Metallurgica Viganò'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Wanda la carrellista'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Paolo Cevoli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giuseppe Giacobazzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Maurizio Ferrini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='goliardia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bologna'/><title type='text'>Un anno fa a Bologna</title><content type='html'>lunedì, 06 dicembre 2010 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ridi, Bologna! &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-7uJjn0ns71E/TuUEyW1aE5I/AAAAAAAAAB4/Wj2MFqRMfvA/s1600/f499d116efeffe585b57e2bbbe3ea705_small.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" mda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-7uJjn0ns71E/TuUEyW1aE5I/AAAAAAAAAB4/Wj2MFqRMfvA/s1600/f499d116efeffe585b57e2bbbe3ea705_small.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una due giorni piuttosto intensa quella appena archiviata, e molto soddisfacente sul piano artistico. E con in più la ciliegina di questo libro, presentato ieri sera da Eraldo Turra (il meno magro del famoso duo Gemelli Ruggeri), che ha fatto da intrattenitore durante la serata dedicata alla gara di poesia orale svoltasi al Circolo Bertold Brecht, promossa dall'Associazione Culturale Via de' Poeti. Bologna, benchè non rappresenti nè per me nè per la mia attuale compagna una felice tappa della nostra vita, sia pure in tempi diversi, è comunque una delle capitali riconosciute della comicità italiana. Bene, questo libro, firmato anche da Eraldo Turra, ripercorre gli ultimi decenni di storia del cabaret e della comicità all'ombra delle Due Torri. Si parte con la mitica Carla Astolfi, attrice in dialetto bolognese, e giunta quest'anno al 75esimo anno di palcoscenico (con in più comparsate in film e spot pubblicitari) per proseguire con Lucio Dalla e Gianni Cavina (famoso per essere l'Ispettore Sarti). Lucio Dalla iniziò come cabarettista, alzi la mano chi lo sapeva! Bè, l'elenco è veramente sconfinato, se contiamo anche chi è solo passato professionalmente da Bologna, come Walter Chiari (che ci risiedette due anni, e finì poi per comprarsi una casa a Cervia, dove tutte le estati fanno, nella piazza centrale, una rassegna in suo onore, il "Sarchiapone"). A Bologna nacque appunto il gruppo del Gran Pavese: Susy Blady, Lupo Solitario, i Gemelli Ruggeri, Vito (che attualmente fa coppia artistica con una mia carissima amica di Faenza, Maria Pia Timo, in arte Wanda la carrellista). A Bologna è nato il rock demenziale degli Skiantos, guidati da Roberto "Freak" Antoni, sono nate rassegne che hanno lanciato artisti tuttora in auge, come la Zanzara d'Oro. Qui sono emersi personaggi come Ennio Marchetto, Paolo Hendel, Antonio Albanese, Paolo Cevoli, Giorgio Comaschi, Enzo Robutti, Fabio De Luigi, Veronica e Malandrino (in arte Marcolino e Padre Buozzi), Maurizio Ferrini, Alessandro Bergonzoni, Natalino Balasso, Eros Drusiani, Daniele Fabbri (in arte Luttazzi, in omaggio a Lelio), Maurizio Pagliari (in arte Duilio Pizzocchi), Gigi e Andrea, i fratelli Mario e Pippo Santonastaso, il Trio Reno, Bruno Nataloni, la Metallurgica Viganò, Gene Gnocchi, e poi il mitico "poeta sborone" Andrea Sasdelli (in arte Giuseppe Giacobazzi), e prima ancora Dino Sarti, Francesco Guccini e Andrea Mingardi, anche loro partiti come intrattenitori. Non tutti, come sapete, sono bolognesi doc, anzi, ma è un fatto che proprio a Bologna hanno trovato l'humus adatto per la loro crescita. E sicuramente sto dimenticando qualcuno! A Bologna per vari anni c'è stata la redazione del mitico settimanale satirico "Cuore", a cui ha contribuito anche la mia Pralina con due sue fantastiche vignette. E senza trascurare che proprio a Bologna, dopo Firenze e Milano, ha attecchito la Lega Italiana per l'Improvvisazione Teatrale, diffusasi poi nella vicina Romagna al punto che il Campionato d'Improvvisazione di quest'anno lo ha vinto la squadra di Ravenna. Qui cito due nomi sconosciuti ai più: Paolo Busi e Federico Palombarini, due autentiche macchine da risate. Poi ci sono anche grandi artisti non professionisti. Le compagnie dialettali di Bologna sono da sempre sinonimo di qualità, oltre che di divertimento: famosi anche in tutta la Regione erano i gruppi di Bruno Lanzarini, Arrigo Lucchini e Bruno Dellos. Purtroppo, con l'attuale crisi, le compagnie dialettali fanno ormai molta fatica a sostenere trasferte anche di poche decine di chilometri! Mi permetto a questo punto di citare un amico scomparso: Franco Frabboni, che aveva costituito una compagnia chiamata "Bulagna in dialett". Lo vidi recitare a Molinella due anni prima della morte, e ne aveva quasi ottanta. Bè, in palcoscenico sembrava al massimo un sessantenne, con un fisico asciutto e una vitalità incredibile. E con una verve comica ancora freschissima. E ancora un'ultima menzione per il gruppo "Ponte della Bionda", capitanati dal grande Fausto Carpani, coetaneo di Mingardi, comico, attore, cantautore e riesumatore del passato rinascimentale della città con spettacoli indimenticabili. E, ripeto, sto dimenticando ancora tanta gente. Qual'è il segreto, direte voi? Indubbiamente un'animaccia anarchica e dissacrante. E poi anche il fatto di trovarsi in posizione strategica, in modo da catalizzare anche tutti gli artisti nel raggio di almeno cento chilometri. E, last but not least, la messe enorme di locali e localini, cresciuti sopratutto come "indotto" dell'Alma Mater, la più vecchia università d'Europa. Giovani = voglia di divertirsi, anche se adesso, con l'invecchiamento della popolazione e lo spopolamento del centro storico, i problemi non mancano. Ora, per esempio, manca il sindaco, e la situazione economica è pesante. E anche lo sport sta soffrendo. Il Bologna lotta per non retrocedere, e le due squadre di pallacanestro (sport che a Bologna è più di una fede) sono da tempo relegate in campionati minori, causa fallimenti economici vari. Insomma... chi vivrà vedrà.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Sempre restando a Bologna e in tema di comicità e riso, riproponiamo un vecchio divertente post di Alcide Brunazzi dal blog Versi e Versetti (ormai ex dato che hanno chiuso la piattaforma di Splinder)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;venerdì, 29 agosto 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scherzi d'altri tempi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un personaggio a tutto tondo, di quelli di una volta tipicamente bolognesi, è un signore che si chiama Luigi Lepri (Gigèn d'Livra, in dialetto felsineo). Studioso del dialetto e attore in vernacolo, tiene da molti anni una piccola rubrica sulla pagina locale del RESTO DEL CARLINO dal titolo "Di ban sò, fantèsma!" (Raccontaci un pò, fantasma!), in cui racconta aneddoti, scherzi, frizzi e lazzi dei tempi che furono. Questo in particolare è davvero gustoso, e risale a una cinquantina d'anni fa. Uno studente dell'Alma Mater, particolarmente adepto del Dio Bacco, ad ogni sbronza veniva assalito dal rimorso e, per purificarsi, pregava gli amici di portarlo dove c'era molta acqua. Un bel mattino, dopo l'ennesima notte di eccessi alcoolici, si svegliò sulle rive di un fiume larghissimo, e concluse che gli amici lo avevano portato in macchina fino al Po, in pratica poco più di un'ora di viaggio da Bologna. Risalì barcollando l'argine e al primo passante che trovò gli si rivolse in dialetto bolognese, chiedendogli dove fosse il paese più vicino. L'uomo lo guardò sorpreso e, in perfetto francese, gli rispose che era a pochi chilometri da Parigi! In pratica quella volta lo scherzo fu pesante (e costoso!), visto che viaggiarono tutta la notte e oltre per scaricare l'amico lungo la Senna. Il nostro eroe, senza documenti e senza soldi, dovette faticare non poco per rientrare a Bologna. Finì poi per ritrovarsi coi soliti amici e, decidendo di stare al gioco, gli disse questo: "Ragàz, cal vèn al fà di miràcuel, a fòrza ad bevvar am sa truvè al Mulèn Rouge" (Ragazzi, quel vino fà miracoli, a forza di bere mi sono ritrovato al Moulin Rouge). Il tutto quindi si concluse in una solenne risata ed in una ancor più solenne bevuta, che il beone festeggiò col detto: "L'è mej al vèn fèss che l'acua cèra" (E' meglio il vino schietto che l'acqua pura). E Alcide questo lo sa molto bene e lo mette in pratica quasi ogni giorno...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-7925150151808569010?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/7925150151808569010/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2011/12/un-anno-fa-bologna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/7925150151808569010'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/7925150151808569010'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2011/12/un-anno-fa-bologna.html' title='Un anno fa a Bologna'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-7uJjn0ns71E/TuUEyW1aE5I/AAAAAAAAAB4/Wj2MFqRMfvA/s72-c/f499d116efeffe585b57e2bbbe3ea705_small.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-7710432356099145426</id><published>2011-12-11T08:36:00.000-08:00</published><updated>2011-12-24T12:38:11.989-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alfred Jarry'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Le Albe'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ermanna Montanari'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ubu Re'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='teatro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ravenna'/><title type='text'>Nel 2009 usciva questo bel volume delle Albe</title><content type='html'>martedì, 20 gennaio 2009 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Novità editoriale - Teatro delle Albe &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-seURo1db-BQ/TvY3YfC6hDI/AAAAAAAAAFE/wGwOV5jf-Pg/s1600/ermannona.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rea="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-seURo1db-BQ/TvY3YfC6hDI/AAAAAAAAAFE/wGwOV5jf-Pg/s1600/ermannona.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Finalmente è in libreria il volume "Teatro delle Albe. Suburbia. Molti Ubu in giro per il pianeta 1998-2008", a cura di Marco Martinelli e la moglie Ermanna Montanari, edito da UBULIBRI. Si tratta di un libro che raccoglie dieci anni di lavoro del Teatro delle Albe, compagnia nata in Romagna nel 1977, e che nel dicembre 1998 metteva in scena al Teatro Rasi di Ravenna "I Polacchi", una liberissima interpretazione del celeberrimo UBU RE di Alfred Jarry. Andai a vedere la prima di quella che mi sembrava una delle tante reinterpretazioni dell'UBU, e mi trovai invece immerso in un caleidoscopio di musiche e luci del tutto impensate, e sopratutto, accanto agli attori professionisti del Teatro delle Albe, una schiera di giovani reclutati nei licei di Ravenna, con un nome che era tutto un programma: "I PALOTINI". Erano già diversi anni, infatti, che il buon Martinelli andava a tenere nelle scuole Superiori della città corsi di teatro, mettendo alla berlina i testi più classici di ogni tempo con un saggio finale che egli stesso chiamava "La Non Scuola delle Albe". L'idea in fondo era semplice: riscrivere i testi teatrali più famosi (come l'Ubu Re, appunto), destrutturandoli alla radice e adattandoli alle energie fresche dei giovani interpreti che, in quanto non essendo attori professionisti, potevano mettere in campo idee e soluzioni non preconfezionate. Non avrei mai immaginato che "I POLACCHI" avrebbe percorso buona parte d'Europa, e che, nel corso degli anni, sarebbe stato proposto anche in America e in Senegal, utilizzando giovani del luogo. Nel 2005, infatti, Martinelli sbarca a Chicago e mette in scena la versione locale: "MIGHTY, MIGHTY, UBU", con un successo di pubblico e di critica davvero inusuali. Due anni dopo Martinelli approda nel villaggio senegalese Diol Kadd, dove già da qualche anno le "Albe" tenevano laboratori teatrali, grazie alla propaggine senegalese della compagnia, già in essere dalla fine degli anni 80. Infine lo scorso anno l'esperienza del quartiere napoletano di Scampìa, dove il coro si è moltiplicato fino ad un centinaio di ragazzi in scena con "ARREVUOTO - UBU SOTTO TIRO". Si tratta di spettacoli che hanno permesso a ragazzi che diversamente non sarebbero nemmeno andati a teatro come spettatori, di rendersi autori e attori allo stesso tempo, lavorando spalla a spalla con attori professionisti e firmando una delle pagine più belle e vitali del teatro italiano di fine millennio. Il libro è impreziosito da splendide foto tutte superbamente incorniciate da incisioni riprese dallo stesso Jarry. Ancora, il tutto viene arricchito da un dvd allegato che riprende brani memorabili di queste quattro esperienze diluite in questi dieci anni di viaggio. Riporto alcune frasi dello stesso Martinelli: "La cifra inconfondibile di queste esperienze è stata l'unicità. Ogni incontro è stato irripetibile. Ci siamo sentiti veramente cittadini del mondo. Ogni condizione sociale con cui abbiamo fatto i conti ha creato un suo spettacolo unico e irripetibile. Porto nel cuore ognuna di queste esperienze, non potendo veramente sceglierne alcuna a discapito delle altre. E' chiaro anche che ogni due anni si rendeva necessario rinnovare il gruppo dei ragazzi, perchè con l'andare avanti con le repliche il gruppo originale perdeva spontaneità, e bisognava andare a pescare nel mare magnum della "non-scuola", nei licei di Ravenna. Ed è stato così che ci è venuta l'idea che avremmo potuto arricchire lo spettacolo andando a pescare proprio dalle nazioni dove lo stavamo portando, rendendolo unico a causa delle caratteristiche locali che vi sarebbero confluite. E un paio di queste esperienze, il Senegal e Scampia, stanno tuttora andando avanti". Conobbi Marco Martinelli nel 1985 quando all'epoca stava completando un trittico ispirato alle opere di fantascienza di Phillip Dick, quello di "Blade Runner", e posso dire che la cosa che rende unico questo straordinario autore è la sua linea poetica che è rimasta fedele nel corso di quasi tre decenni, e che lo ha reso famoso e popolare presso gli addetti ai lavori di mezzo Pianeta. Il tutto partendo da una cittadina di provincia famosa solo per i mosaici e per l'inquinamento causato dal suo polo chimico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-QGlVTmAcbT8/TvY4Jkn4RbI/AAAAAAAAAFQ/mN12m2BY9Ek/s1600/suburbia_cover.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rea="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-QGlVTmAcbT8/TvY4Jkn4RbI/AAAAAAAAAFQ/mN12m2BY9Ek/s1600/suburbia_cover.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-7710432356099145426?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/7710432356099145426/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2011/12/nel-2009-usciva-questo-bel-volume-delle.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/7710432356099145426'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/7710432356099145426'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2011/12/nel-2009-usciva-questo-bel-volume-delle.html' title='Nel 2009 usciva questo bel volume delle Albe'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-seURo1db-BQ/TvY3YfC6hDI/AAAAAAAAAFE/wGwOV5jf-Pg/s72-c/ermannona.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-8016006222307401644</id><published>2011-12-11T02:17:00.000-08:00</published><updated>2011-12-11T09:27:41.887-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trebbo Poetico'/><title type='text'>L'attore in bicicletta  - da un post del 2007 -</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Mogliano Veneto - 9 novembre 1926&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Firenze – 5 dicembre 2007&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Toni Comello è morto a 81 anni dopo averne spesi cinquanta a divulgare cultura come studioso, autore, traduttore, formatore, attore e regista. La somma sintesi della sua vita artistica rimane nelle sue Esplorazioni Dantesche.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;A trent’anni diede vita, insieme al ravennate Walter Della Monica, al TREBBO POETICO (dal latino TRIVIUM,&amp;nbsp;il punto d’incontro tra le vie del poeta, dell’attore e dello spettatore): incontri popolari di piazza in Italia e all’estero, spesso in presenza dei più grandi poeti italiani, Ungaretti in prima fila, dal ‘57 Presidente del Trebbo. Per ascoltare la Poesia spiegata e recitata da Comello con rigore e passione ma senza accademismi, confluiscono folle, composte da persone di ogni ceto e livello culturale, dai contadini agli intellettuali, dal Presidente della Repubblica ai minatori emigrati in Olanda.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;A partire dal 1960 propone anche spettacoli-documentario su tematiche civili: Risorgimento, Resistenza, l’enciclica "Pacem in terris" di Roncalli, l’opera di Gramsci.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Nel 1965 si stabilisce a Milano, in via De Amicis 17, dove fonda il Centro di Lavoro Teatrale "Il Trebbo", instaurando un rapporto privilegiato con la Scuola e l’Università: inventa e diventa sè stesso il teatro del ’68, e prosegue nell’opera di avvicinamento ai grandi testi della letteratura italiana: Dante, Alfieri, Foscolo, Leopardi, Ungaretti, Montale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Sono di questi anni i suoi spettacoli più memorabili: "Serva Italia", "Antigone", "Con atto e con parola".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Dal 1977 inizia a lavorare per la Scuola dell’obbligo, inventando "Le Favole della Realtà", spettacoli-lezioni-gioco su argomenti scolastici: imparare divertendosi, una scuola in movimento. Con un seguito tuttora enorme: in trent’anni di repliche hanno partecipato oltre un milione di scolari.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Il primo lavoro è un omaggio a Montale, che presenzia commosso a un incontro con centinaia di bambini che esponevano i propri disegni ispirati dallo spettacolo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Nel corso degli anni crea una dozzina di lezioni-gioco (storia, matematica, scienze, musica), seguiti da 50.000 alunni ogni stagione, provenienti da ogni angolo della Lombardia. Negli ultimi anni arrivano al Trebbo maestre già venute da piccole. E da diverse stagioni altri gruppi teatrali mettono in scena "Le Favole della Realtà" a Torino, Bergamo, Firenze, Roma.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Toni Comello continua inoltre a girare l’Italia per far conoscere la Poesia ai giovani. Lo fa in bicicletta, fino a 75 anni, dal Salento alla Carnia e fino alla Sardegna.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Quando smette di pedalare continua comunque a lavorare: licei e associazioni di tutta Italia continuano a richiedergli le sue Esplorazioni Dantesche. E, sentendosi ormai "pronto", dopo una vita passata a studiare la Divina Commedia, inizia a tradurre Omero e Virgilio. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Negli ultimi anni corona un suo sogno: stabilirsi a Firenze, lasciando parzialmente Milano, dalla cui Amministrazione non ha mai ricevuto la giusta considerazione. Si pensi che nel 1994 ricevette perfino lo sfratto dal Comune, che fu subito revocato a causa del fiume di lettere di indignata protesta, (capofila il poeta Andrea Zanzotto, recentemente scomparso), provenienti da personalità dello spettacolo, della cultura, della società civile e dell’università, oltre a migliaia di firme di presidi, professori, maestre, studenti e alunni di tutta Italia.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Supportato da studiosi europei e americani, mette in piedi a Firenze a ottant’anni, un centro di studi danteschi per proseguire la divulgazione della Divina Commedia agli studenti stranieri e italiani in gita scolastica, con il vigore e la precisione di sempre.&amp;nbsp;Fino all’ultimo in salute, muore a causa di un’improvvisa malattia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho postato questo copiaincolla per celebrare uno dei più grandi attori e interpreti della Divina Commedia, ma non solo. Proprio in Romagna, il 6 gennaio 1956 a Cervia, partì l'avventura del TREBBO POETICO. L'esperienza durò fino al 1965 e toccò vari paesi d'Europa. Della Monica, che nel 1974 fondò il Centro Relazioni Culturali a Ravenna, ora lo celebra con un CD di letture che partono da quel fatidico 1956, ma tutto questo dopo anni di silenzio e disinteresse nei suoi confronti. Ravenna e la Romagna lo avevano dimenticato: in una sola occasione tornò a trovare Della Monica, sollecitato dal poeta Fausto Fori, e non fu un incontro memorabile. Su Youtube si trovano ancora spezzoni del grande Toni, assolutamente fantastici. Nella disgrazia occorre dire che la morte gli ha risparmiato di vedere gli ulteriori orrori di questi anni, con la cultura relegata sempre più in basso e con il Dio Denaro a farla sempre più da padrone. Magra consolazione, però.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre a proposito di Tony Comello...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;lunedì, 23 novembre 2009 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;la Sbonfiata del lunedì &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando nel 1971 il buon vecchio Walter Della Monica da Ravenna, animatore insieme allo scomparso Tony Comello di quell'esperienza entusiasmante che fu il "Trebbo Poetico" che infiammò dal 1956 al 1965 le piazze di ogni parte d'Italia, ideò il Premio Giornalistico "Guidarello" per dare un giusto riconoscimento ai giornalisti che valorizzavano l'arte e la cultura emilio-romagnole, non poteva immaginare nemmeno lontanamente gli sviluppi che avrebbe preso. Per circa trent'anni il Premio fu gestito da personaggi locali comunque di altissimo spessore (uno per tutti, Sergio Zavoli), premiando giornalisti locali ma anche nazionali sia per il loro contributo alla conoscenza delle nostre zone e delle loro peculiarità, sia per la loro caratura e autorità indiscussa. Ad esempio nel 1990 ebbi la fortuna di incontrare uno dei miei idoli assoluti, Gianni Brera, un anno prima che morisse in un incidente d'auto. Ma i tempi cambiano, si sa, e una città come Ravenna non può vivere solo di basiliche bizantine, di mosaici e simili quisquilie. E così da qualche anno anche il "Guidarello" si è "modernizzato". Via l'ottuagenario Della Monica, e con lui anche tutti quelli che hanno reso questo premio da provinciale a nazionale, e di grande lustro, e dentro un nuovo comitato presieduto da uno che di giornalismo se ne intende, eccome: il mitico Bruno Vespa. Sì, proprio quello che nel dicembre 1969 informò l'Italia tutta che era stato preso il vile attentatore di Piazza Fontana, l'anarchico Pietro Valpreda, scagionato dopo anni di processi e dopo avergli rovinato l'esistenza. Insomma, largo ai giovani e al "nuovo" che avanza. E cosa t'inventa il Vespabruno per "rialzare" le sorti del Guidarello? Idea da cento milioni: premiare ogni anno un personaggio televisivo, notissimo, ma che col giornalismo non c'entra un'emerita cippa di cazzo. E così, dopo Mike Bongiorno, Paolo Bonolis e Fiorello, quest'anno è toccato a Gerry Scotti, che, almeno lui, ha fatto l'unica domanda intelligente possibile da fare: "Ma perchè mi avete premiato?". Dopo questo picco isolato, il buon Gerry è subito ritornato nella media, o meglio, nella Mediaset, lamentandosi della lontananza dagli studi di Silvio Berlusconi: "Sapete, per via del conflitto d'interessi". Vero, Gerry, e magari perchè non dorme la notte per evitare processi o per studiare nuove barzellette da usare durante "vertici" come quello della FAO. Ma Vespa non si è fermato qui. Ai ragazzini delle tante scuole locali presenti nell'ottocentesco Teatro Alighieri ha raccomandato di non fare i giornalisti (giusto, se devono seguire il suo esempio...), e magari di costruire macchine movimento terra (serviranno molto, dato che stanno affossando l'agricoltura). Ovviamente non c'era solo il Riso Scotti fra i premiati, ma anche giornalisti veri come Oscar Giannino che ha demolito i giornalisti economici dipingendoli come i "più stupidi di tutti" (io mi sarei limitato a prezzolati), Massimo Mucchetti e Mario Deaglio. Mucchetti in particolare ha gelato la borghesissima e tronfia platea dicendo che se fosse in Berlusconi "comincerei a tassare il capitale morto", ossia le seconde, triple e quarte case, rintuzzato però dal VespaB. che ha rassicurato gli indigenti presenti dicendo: "Ma Berlusconi tanto non lo farà mai". Tra i premiati col Guidarello ad honorem un altro famoso "giornalista", Guido Bertolaso, che ha confermato il proposito di mollare la Protezione Civile a fine anno, rintuzzato dallo straziato VespaBrrrr che lo ha implorato di rimanere, perchè lui è colui "che insieme a Berlusconi ha risolto il problema dei rifiuti a Napoli". E anche qui giù applausi. Più tiepidi invece gli applausi al sindaco Matteucci (PD ma non lo dimostra) a cui il solito insetto ha chiesto come si sente nelle vesti del sindaco "giustiziere", dato che a Ravenna ormai ti proibiscono persino di respirare emettendo suoni di frequenze troppo acute pena multe salatissime. Insomma, questo è quanto. Termino dicendo che ai tempi di quando conobbi il mitico Giuanun collaboravo con sei testate giornalistiche locali e nazionali, e al Guidarello un pensierino ce l'avevo fatto, magari in età matura. Se lo tengano per loro, adesso, il loro premio di merda. Io adesso ho l'amore e i baci di Pralina, e questo è il mio premio più bello. E comunque non perdetevi le prossime edizioni. Potrete vedere dal vivo Pippo Baudo, Antonella Clerici, lo stesso Berlusconi... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dal blog "Versi e Versacci" Splinder&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-8016006222307401644?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/8016006222307401644/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2011/12/ricordo-di-un-grande-da-un-post-del.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/8016006222307401644'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/8016006222307401644'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2011/12/ricordo-di-un-grande-da-un-post-del.html' title='L&apos;attore in bicicletta  - da un post del 2007 -'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-960699560582377271</id><published>2011-12-03T13:22:00.000-08:00</published><updated>2011-12-11T08:50:43.759-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Santi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pomodoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giangrandi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Treccani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Luzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia d&apos;affissione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Eugenio Vitali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Calabria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alberti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sironi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Baldassarri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sassu'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Moreni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giuseppe Maestri'/><title type='text'>Ravenna la durata di un trapasso</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;object class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://3.gvt0.com/vi/ZKMPzr4gJ4M/0.jpg" height="266" width="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ZKMPzr4gJ4M&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/ZKMPzr4gJ4M&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;In concomitanza con l'inaugurazione presso l'antica e prestigiosa Biblioteca Classense di Ravenna della mostra che riguarda l'affascinante opera come incisore del grande gallerista Giuseppe Maestri, ecco pubblicato il film realizzato l'anno scorso e contenente le interviste a lui e al poeta Eugenio Vitali, ideatore nel 1971 della "poesia da affissione", idea poi ripresa persino in Inghilterra. Due persone a cui sono legato da oltre trent'anni e che recano preziose testimonianze dei cambiamenti intervenuti in una piccola realtà di provincia, che sono però lo specchio fedele di un cambiamento globale che è purtroppo in peggioramento sotto tutti i punti di vista. Un cambiamento comunque pagato caro, dato che dal 1956, anno dell'arrivo dell'industria petrolchimica, il tasso di tumori è cresciuto in modo esponenziale, e tuttora miete copiosamente, purtroppo. Troverete un paio di poesie del grande poeta Vitali, all'inizio immagini autunnali della zona della pineta che confina col porto canale e le industrie e, in coda, alcune incisioni di Giuseppe, forse l'ultimo grande artista che possiamo definire "erede" della poetica "lunare" felliniana. E d'altro canto Tonino Guerra era, ed è tuttora, di casa nella sua vecchia galleria, che recentemente un suo amico pittore ha riportato a nuova vita dopo tre anni di triste abbandono. Anche se, però, i tempi gloriosi sono terminati da un pezzo. Riguardo a questo, infatti, troverete rare e preziose immagini tratte dal suo archivio fotografico a partire dal 1965, col passaggio dei più grandi pittori del secolo scorso: Treccani, Sassu, Migneco, Sironi, Calabria, eccetera, e anche di vari poeti: Rafael Alberti, Mario Luzi, Piero Santi, e tanti altri. Colpisce di Giuseppe la grande semplicità, la grande umanità, il raccontarsi in modo schietto e simpatico, il "bucare" lo schermo. Era sempre sorridente, Giuseppe, pronto alla battuta in dialetto e allo sfornare aneddoti. Ha lasciato davvero un vuoto irrecuperabile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;*&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;dal blog "Versi e Versacci" Splinder:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;martedì, 27 ottobre 2009 &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;strong&gt;Giuseppe Maestri ci ha lasciato &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-ULki8jTpMdc/TuTfIigsABI/AAAAAAAAABo/uZQ8YeZZnuM/s1600/e4f4533c00be7255d6e723f5c5526e90_small.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" mda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-ULki8jTpMdc/TuTfIigsABI/AAAAAAAAABo/uZQ8YeZZnuM/s1600/e4f4533c00be7255d6e723f5c5526e90_small.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Uno dei post più tristi che potessi fare. Mentre mi trovavo nello storico Borgo San Rocco di Ravenna ho appreso da un manifesto mortuario la triste notizia. Giuseppe Maestri era un'icona, un simbolo, una leggenda vivente dell'arte romagnola, che conobbi nel fatidico anno 1977, quando iniziai a scrivere poesie, a fare teatro, a dipingere e fare incisioni. In quell'anno ero anche tipografo e uno dei nostri clienti era appunto la Galleria "La Bottega", che Maestri aveva creato nel 1965 insieme alla moglie Angelina Tienghi, sorella di Ugo, pittore e mio professore di disegno nonchè grande amico del mitico Osvaldo Cavandoli (ideatore della "Linea" che spopolò su "Carosello" per molti anni), e ad Alberto Martini. Era nato nel 1929 a Sant'Alberto, grosso centro a ridosso della foce del Reno e che il grande Cesare Zavattini ebbe a definire come il "tipico villaggio della Pianura Padana". Questo paese dette i natali, nell'800, al grande Olindo Guerrini (detto Stecchetti), grandissimo poeta e umorista stimatissimo da Carducci, Pascoli e D'Annunzio, e a Francesco Talanti, traduttore di varie parti della Divina Commedia in dialetto romagnolo santalbertese, nonchè poliglotta, giramondo, matematico e scienziato illustre. Di "Gepi" ho ricordi stupendi e tenerissimi. Da buon romagnolo era uno spirito libero, anarcoide, di buon cuore e sempre attento e curioso a tutto. Non l'ho mai visto arrabbiato una sola volta, aveva sempre il sorriso stampato in volto e un tono di voce suadente e rassicurante. Da buon anarcoide non amava questo mondo (Ste mundazz brott, questo mondaccio brutto, soleva dire), e non pretese nulla, anche se diede tantissimo. Per decenni la sua galleria è stato IL crocevia romagnolo di alcuni dei più grandi artisti del 900 europeo. Ne cito solo alcuni: Mario Luzi, Rafael Alberti, Piero Santi, Aligi Sassu, Andrea Zanzotto, Tonino Guerra (che grazie alla moglie georgiana lo ha fatto conoscere anche in Russia), Renato Guttuso. Perchè Maestri oltre che organizzatore di eventi era anche un grandissimo incisore. Negli anni 90 pubblicò una mirabolante produzione di pregevoli incisioni a colori per "una Ravenna sognata", in cui gli elementi onirici (e qui l'influenza di Federico Fellini mutuata da Tonino Guerra era evidentissima), si sposavano in modo mirabile agli elementi architettonici delle basiliche bizantine e dei palazzi degli antichi Imperatori barbarici che ivi risiedettero. Negli ultimi anni veniva chiamato spesso a serate nei circoli e nei teatri in cui dava voce al suo conterraneo Stecchetti, leggendo le licenziose "Rime di Argia Sbolenfi" e gli arguti "Sonetti Romagnoli", che hanno reso immortale Guerrini. Qualche anno fa passando davanti alla sua Bottega dove era intento a stampare alcune delle sue creazioni, ebbi l'intuizione di entrare con la mia piccola Canon digitale e lo intervistai, filmando anche le tante foto degli anni 60 in bianco e nero in cui veniva ritratto insieme ai tanti artisti da lui ospitati in Galleria. Un documento ora preziosissimo, che proprio in questo periodo stavo pensando di integrare ad un'altra intervista fatta al grande poeta ravennate EUGENIO VITALI (ora 75enne), per ricavarne un lungometraggio che potesse salvare la memoria di questi due grandi artisti che hanno dato lustro a Ravenna. Difficile ora pensare che non lo rivedrò più, che il suo sorriso dolce e bonario si è spento per sempre, che non valicherò più quel locale, vedendolo intento al torchio, con lui che mi saluta dicendomi "Uei, tabacazz, coma steet? Cuss'et faat?" (Ciao, ragazzaccio, come stai? Cos'hai combinato?). Data l'età potrei dire che ho perso un padre, ma preferisco dire che ho perso un fratello. Dopo la morte di Edgardo Siroli, Stecchetti ha perso il suo più autentico cantore, e la Romagna un pezzo consistente della sua anima più vera e segreta. Pubblico una breve intervista non per allungare il brodo, ma perchè rivedere le sue parole un pò mi fa bene. Inutile dire che sono straziato. Anche perchè in un qualsiasi Paese europeo di uno come lui si sarebbero occupati TV e giornali nazionali, mentre qui è stato già difficile trovare qualcosa sui quotidiani locali e sul web. Che schifo.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;La Bottega, nata con entusiasmo nella Ravenna di oltre 40 anni fa da un’idea di Alberto Martini, condirettore della mitica collana Fabbri I maestri del colore, non fu solo una galleria importante per la città aprendola al panorama artistico nazionale di allora, cosa di cui beneficiarono anche gli artisti locali, ma insieme divenne luogo di incontro e scontro del fare arte, tra artisti diversi e valenti, talvolta con discussioni accese, polemiche, talaltra con condivisione di ideali, ma sempre con circolo e scambio continuo di idee. Era un luogo fresco per la mente e le mani di tante creatività. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Si cominciò con l’esposizione di Aligi Sassu. A seguire e con coraggio nella Ravenna rossa dell’epoca, ma pensando solo al dato artistico, le retrospettive su Carrà e soprattutto Sironi, in cui intervennero i figli degli artisti scomparsi da poco tempo. Poi, tra gli altri, Treccani, Guttuso, Calabria, Moreni, Giò Pomodoro, oltre ai locali Ruffini, Guberti, Folli, Giangrandi, nonché alle visite prolifiche dei maestri del Gruppo mosaicisti di scuola ravennate, che allora aveva sede nello stesso quartiere. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;La scomparsa o la mutazione in tempi recenti di questi luoghi frequentati dagli artisti (non so, penso a ciò che doveva essere nei medesimi anni ’50/’60 il Bar Giamaica di Milano, anche dal racconto che me ne fece l’artista bergamasco Rino Carrara), ovvero spazi condivisi, che non siano solo vernici in gallerie asettiche e griffate, è una delle cose più tristi degli ultimi anni: anche l’ambito artistico ha ceduto all’isolamento forzato che sembra aver conquistato la società, frammentando tante identità, insterilendole talvolta in soliloqui privi del beneficio della discussione. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Preoccupazioni queste, comuni ad artisti differenti anche per età, come ho potuto constatare in conversazioni recenti con Claudio Olivieri e Francesco Bocchini. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Olivieri fa ancora parte di quella generazione che si impegnava con pamphlet e scritti salati se necessario, proprio come Mattia Moreni, uno dei protagonisti della Bottega, come racconta Maestri, che ne curò tutte le 5 o 6 serie di incisioni, come spesso faceva con molti degli artisti ospitati. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Moreni, si sa, non aveva carattere facile, ma a differenza di numerosi dibattiti feroci con tanti artisti, nutriva un rispetto sincero e profondo per Giuseppe Maestri, a cominciare dal suo mestiere antico, oltre alla sua abilità innegabile, come del resto, da sempre testimoniano la stima e l’affetto di Raffaele De Grada per la sua opera. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Persino all’ultima antologica di Maestri lo scorso Maggio (L’onirica navigazione, Chiesa del Pio Suffragio, Bagnacavallo -Ra-), il grande critico, ormai novantenne, ha voluto essere presente e omaggiare l’amico mai dimenticato. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;E con ragione, dato che Giuseppe Maestri, anche se non lo ammetterà mai, oltre che maestro d’arte lo è anche di vita, per la sua generosità, l’affabilità e la non comune perizia tecnica, caratteristiche inscindibili, come, senza volere, mi ha dimostrato: fluiva il discorso su tante vicende della Bottega e oltre, sui segreti delle tecniche incisorie che Maestri conosce come pochi per averle frequentate tutte, su Marco Dente incisore ravennate nella Roma del primo ‘500, sulle finezze nelle pitture e soprattutto nelle incisioni di Dürer, apprese a sua volta grazie al bulino e all’arte orafa del padre, mentre con estrema naturalezza e semplicità, col suo inconfondibile sorriso, Maestri continuava a lavorare al torchio. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;D: In queste pitture ed incisioni, hai saputo inventare un mondo di sogno, una Ravenna che non c’è, eppure potrebbe essere, dietro alle stesse case e monumenti che sono quotidianamente sotto i nostri occhi forse un po’distratti o abituati. E’ come se ne avessi colto, con poesia, il fantasma buono, niente a che fare con gli incubi, anzi: penso ai tuoi blu notte, alle porte, muri, finestre coloratissimi, al Mausoleo di Teoderico che lascia l’imponenza della pietra e viene da te trasformato, magia vera, nella tenda d’assedio del re mossa dal vento. E ancora file di case, non c’è direzione unica in questo mondo, sopra e sotto eventuali orizzonti, tutto resta sospeso, incantato…&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;R: E’ una Ravenna fantastica, è vero, che sta sulle dune...sono racconti per immagini, perché talvolta attraverso le immagini le cose si spiegano meglio. Ma è un mondo interno che viene fuori, poi, certo, può ricordare qualcosa di quello esterno, ma non la storia ufficiale, troppo difficile, a parte giusto un riferimento all’assedio di Ravenna, che in effetti ci fu e per ben tre anni ad opera del re Teodorico: solo che ho immaginato la tenda che terminava con la cupola del Mausoleo… I colori illuminano i miei lavori, come quelli dei bambini, si potrebbe dire che non sono mai maturato...pensa che un artista giovane con cui ho collaborato di recente, Nicola Samorì, guardando le mie cose, ha detto che davvero gli sono sembrato più giovane di lui! Ma i colori sono anche una forma di protesta personale: perché arrendersi al grigiore del mondo? &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;D: Ho notato che da queste visioni di città sono pressoché assenti le figure umane: sono le architetture le protagoniste animate, fluttuanti, a galleggiare sospese su “acquecielo”, come le isole della Ravenna antica, dove però coesistono più lune insieme, mezze o piene, anch’esse appese a fili invisibili, galleggianti in “cielimare” con pesci a posto delle stelle e vele, vele di barche e case come vele...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;R: Già, sarà perché sono nato vicino ad un fiume, a Sant’Alberto e vedevo sempre le barche: in fondo le navi sono un simbolo, di arrivo e partenze. Ravenna e Bisanzio poi erano due importanti porti antichi, collegati tra loro e i bordi di certe incisioni, come vedi, sono decorati un po’ all’orientale, con figure varie, galleggianti… Poi sarà che nella Bottega in tanti anni ho conosciuto tanti “matti”, che forse un po’ di quella follia l’ho ereditata anch’io...&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;D: E tecnicamente? &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;R: Per me l’incisione è un linguaggio legato sia alla pittura che alla scultura. Le mie incisioni non sono proprio ortodosse, alla Morandi, per fare un esempio: sono miste, non si tratta solo di preparare la lastra e disegnarla: in queste acquetinte, ceremolli, c’è il colore, per me importante, e la casualità che gioca nel contesto di preparazione del lavoro. Poi il risultato può piacermi e avvicinarsi o meno a ciò che voglio, ma, ed ecco il paradosso, nel momento in cui si accetta il caso a cooperare, non c’è più l’elemento casuale…&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;D: So che La Bottega è stata frequentata anche da poeti importanti come Luzi, Zanzotto, Guerra soprattutto, con cui spesso hai collaborato e tuttora, ritraducendo con approvazione, componimenti dal suo al tuo dialetto, il santalbertese. Del resto, come si diceva una volta, sei anche un fine dicitore di versi, specie in dialetto, cosa che ti ha portato, talvolta collaborando con l’attore Marescotti o in recital solistici, a far conoscere Tonino Guerra appunto, Nino Pedretti, Raffaello Baldini, ultimamente Nevio Spadoni, oltre al classico di sempre, Olindo Guerrini/Lorenzo Stecchetti e molti altri anche in italiano, non escluso Dante. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;R: Sai, il rapporto con la parola e la poesia per me è sempre stato importante, specie con la lingua del dialetto: è la mia lingua madre, quella con cui penso, quella con cui la mia generazione è cresciuta, la lingua di un mondo che voi ragazzi, potete capire ma non sentire fino in fondo. Ecco queste parole hanno un colore, che non può essere capito fino in fondo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-960699560582377271?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/960699560582377271/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2011/12/ravenna-la-durata-di-un-trapasso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/960699560582377271'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/960699560582377271'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2011/12/ravenna-la-durata-di-un-trapasso.html' title='Ravenna la durata di un trapasso'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-ULki8jTpMdc/TuTfIigsABI/AAAAAAAAABo/uZQ8YeZZnuM/s72-c/e4f4533c00be7255d6e723f5c5526e90_small.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-3026434663494253741</id><published>2011-12-03T13:11:00.000-08:00</published><updated>2011-12-11T11:36:51.282-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='savuar feeer'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cesenatico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fellini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='amarcord'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vitelloni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Piero Focaccia'/><title type='text'>Il finto placcato oro</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-DNjGd-TQe5Q/TuT2QFCDeAI/AAAAAAAAABw/UkNzPBPUrQU/s1600/fellini.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" mda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-DNjGd-TQe5Q/TuT2QFCDeAI/AAAAAAAAABw/UkNzPBPUrQU/s640/fellini.jpg" width="478" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Un mio racconto di qualche anno fa,&amp;nbsp;agosto 2007&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;E' vero che in Romagna c'è tutto. In questi giorni me ne sono accorta. Terra del sole si dice, in realtà la luna la fa da padrona. Ha piovuto, è stato nuvolo, ma non importa. Il mare è bellissimo anche quando tira vento e sembra che stia per tornare l'autunno da un momento all'altro. Attraversare la Romagna, dal confine con la provincia di Pesaro con le sue dolci colline e valli attraversate da torrenti, a Faenza la città delle ceramiche, è sempre una sorpresa anche per una romagnola. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Tutto cambia con una velocità incredibile, negli ultimi tempi sono arrivati tantissimi senegalesi, che hanno preso l'abitudine locale di spostarsi in bicicletta. Sono fiorite feste e sagre ovunque, il kiwi è diventato un frutto locale, a Santarcangelo si fa teatro d'avanguardia e fino a notte fonda si può ballare con la musica marocchina, e la birra ha quasi soppiantato il Sangiovese. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Sono spariti dalla spiagge, soppiantati dai venditori di Rolex fasulli... gli immancabili goliardi di ferragosto, i "boni boni lecca lecca" degli spiedini di frutta candita che facevano coppia fissa con i "cocco bbbello" e i fotografi che viaggiavano con la giraffa di pelouche, le collane di fiori hawaiane, i pappagalli veri e le palme di plastica. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Ma ci sono le colonne portanti che continuano a caratterizzare la Romagna. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Una delle colonne portanti è il chiosco di piadine. Il chiosco di piadine è un piccolo tempio dove la 'rzdora o il baffo detta la sua legge... ne sono sorti centinaia, da Cervia a Castrocaro, di chioschi di piadine. La piadina è un cibo del neolitico. Ma i chioschi sono storia più recente. Trent'anni orsono (tanti sono gli anni che mi separano dal mio primo chiosco di piadine della memoria) i pionieri della farina con lo strutto che agitavano i loro manicotti bianchi sui ripiani roventi, facevano solo piadina e prosciutto crudo, oppure un calzone di piadina ripieno di quest'erba comune tanto facile a crescere nelle nebbie e piogge romagnole da beccarsi il titolo di "crescione". &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Poi il menù dei chioschi di piadine ha incluso lo squacquerone (formaggio fresco locale usato per farcire i cappelletti), lo stracchino e la rucola, il pomodoro e la mozzarella, il prosciutto cotto e i funghi, e progressivamente siamo arrivati all'aberrante connubio di nutella e banane (per la gioia dei diabetici). &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Un'altra colonna portante è il liscio. Molti credono che il liscio non abbia radici, in realtà è un'elaborazione del saltarello, della mazurka e di altri balli popolari che si facevano nelle aie. Poi è arrivato Secondo Casadei che ha inventato Romagna mia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;L'abbigliamento dei musicisti di liscio è una cosa degna di nota: ciuffo rockabilly, cravatta papillon, giacca coi brillantini fuxia, scarpe leopardate. Mentre le cantanti dal ricciolo permanentato o liscio melange stile cavia peruviana indossano minigonne mozzafiato simil domopack di alluminio. Ad ogni modo, ai romagnoli piace ballare. A dire la verità, piace mangiare, ballare e fare l'amore. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Entrare in una discoteca romagnola è una full immersion nel kitsch dove può capitare di trovare un baldo settantenne vestito come un adolescente con tanto di jeans fasciatissimi e di parrucchino biondo a caschetto (sembrava il nonno di Benny Hill) che si da da fare con due ragazze, oppure (com'è capitato a me) trovarmi un uomo che si siede accanto e si presenta "Piacere, sono giornalista" "In quale giornale lavori?" "Negli annunci economici".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Terza colonna portante i vitelloni. Esistono ancora, ragazze. Non li ha inventati Fellini. Verso sera, quando il sole tramonta dall'altra parte (non ho mai capito perché si ostinano a fare le cartoline con sopra scritto tramonto sull'Adriatico) se ne stanno seduti al tavolo di un bar sulla spiaggia con la schiena tirata tutta indietro e ci fanno la radiografia. Sguardo obliquo e vagamente interessato. Stakanovisti del sesso, almeno a parole, parlano solo ed esclusivamente di quello. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;L'uomo romagnolo che fisicamente è riassunto nell'immagine di Piero Focaccia assomiglia al meridionale con in più il fatto che di certi argomenti parlano a voce alta, anzi ti urlano quasi nell'orecchio. Tutti i romagnoli e le romagnole parlano (e ridono) con un tono di voce più alta del consueto. Sui pulmann di linea dovrebbero mettere il cartello "vietato parlare al conducente, perché se no il conducente ti fa un comizio di risposta". E così, in poco tempo, apprendi un sacco di particolari della loro vita intima, compresa una corrispondenza con una brasiliana e una ucraina, che sono il "non plus ultrax" e li fanno fare "Ooooooscia" con un risucchio di respiro che pare quello di una cannuccia al termine della bibita. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Il vitellone romagnolo oggi è avvantaggiato dalla chat e dai sms, ma fondamentalmente non è cambiato: è esterofilo, ha la stessa automobile con la prima marcia ingranata e il gomito fuori dal finestrino per seguire le ragazze passo passo, la stessa camicia hawaiana sbottonata, la stessa catenina in finto placcato oro, gli stessi capelli portati un po' lunghi dietro, gli stessi rayban, gli stessi baffi spioventi da Asterix, la stessa abbronzatura che inizia con la lampada in aprile e termina con la crociera di ottobre, le stesse frasi da rimorchio. E siccome il modo di parlare le lingue straniere per un romagnolo è terrificante, sentirli parlare "in straniero" è quanto di più divertente si possa immaginare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Una volta tanto per cavarmi uno sfizio, mi finsi tedesca (cosa facilissima per me) con uno di questi. Non so perché, ma mi venne naturale. Mia madre era abituata a difendersi dagli assalti dei venditori ambulanti al mercato che le proponevano occhiali da sole urlando "Luki luki, fròilen" "Cosa luki, non sono mica tedesca!". &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Il tipo fermò la macchina dove stavo io, e cominciò a dirmi "Fròilen... ensciuldighenzibitter". Alché restai al gioco. Il suo tedesco annaspava, ma tentò lo stesso (il romagnolo è coraggioso, tenta sempre e comunque, ha l'istinto riproduttivo come i salmoni controcorrente) e iniziò a chiamarmi "Cameraden" e poi si scusò "il mio tedesco è quel che è" e subito dopo mi propose di "Vulevù spazziren con me sul lungomaren si bitter, una bella promenade, solo questo" e poi aggiunse "a Cesenatico" e mi ripetè scandendolo "a Ce-se-na-ti-co" perché quel nome profumato di arselle e di vongole mi arrivasse fin sotto le ascelle mongole. Ero piegata in due dal ridere, ma impassibile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, serif;"&gt;Credo che il finto placcato oro entrerà a pieno titolo nei miei neologismi. La prossima volta che entro nell'oreficeria di quel giocatore d'azzardo, che ha delle cose veramente carine a un prezzo contenuto, gli dico "Scusi, vorrei la catenina finto placcato oro, devo fare la patacca".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;&lt;em&gt;Pralina Tuttifrutti&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-3026434663494253741?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/3026434663494253741/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2011/12/il-finto-placcato-oro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/3026434663494253741'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/3026434663494253741'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2011/12/il-finto-placcato-oro.html' title='Il finto placcato oro'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-DNjGd-TQe5Q/TuT2QFCDeAI/AAAAAAAAABw/UkNzPBPUrQU/s72-c/fellini.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-2504469556709896215</id><published>2009-12-07T15:32:00.000-08:00</published><updated>2011-12-11T09:28:49.628-08:00</updated><title type='text'>SPIRITISMO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;Olindo Guerrini, noto anche come Stecchetti (1845-1916)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-size: 100%;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia;"&gt;è stato uno dei più grandi poeti romagnoli. Debuttò con POSTUMA nel 1877, guadagnandosi l'appellativo di "Baudelaire italiano", ma si rivelò anche grande umorista nei SONETTI ROMAGNOLI nonchè coltissimo poeta e polemista. Visse a Bologna dove era Bibliotecario dell'Alma Mater e fu (al pari di un altro grande scrittore romagnolo dell'epoca, Alfredo Oriani), un grande appassionato e cultore della bicicletta. Mazziniano fervente, fu un anticlericale convinto seppure in modo bonario, al punto che persino Papa PIO X si divertiva moltissimo benchè tirato in ballo grazie anche alla traduzione in romagnolo di &lt;em&gt;Decimo, &lt;/em&gt;cioè &lt;em&gt;Disum&lt;/em&gt;, che oltre a &lt;em&gt;Decimo &lt;/em&gt;traduce anche &lt;em&gt;Sciocco, Stupido, &lt;/em&gt;eccetera. Questo sonetto l'ho tradotto in italiano e adattato per il mio spettacolo teatrale &lt;em&gt;Storie e ballate di uomini, animali e belve, &lt;/em&gt;compilation di brani poetici in dialetto romagnolo, milanese, veneto e romano (link operculumtheatre.jimdo.com).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;la vedova inconsolabile&lt;br /&gt;si dà allo spiritismo&lt;br /&gt;e di sera incontra&lt;br /&gt;in casa sua un signore&lt;br /&gt;che di giorno in chiesa&lt;br /&gt;insegna il catechismo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l'altra sera, dopo il&lt;br /&gt;solito preliminare&lt;br /&gt;del tavolino che batte&lt;br /&gt;e che risponde,&lt;br /&gt;la vedova ha voluto&lt;br /&gt;il caro estinto &lt;br /&gt;interrogare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"amore, se ci sei&lt;br /&gt;rispondimi!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"eccomi, tesoro,&lt;br /&gt;sono qua, sono qua!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"oh, finalmente,&lt;br /&gt;e dimmi tesoro,&lt;br /&gt;dove sei?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"ma sono qua, tesoro,&lt;br /&gt;sono qua in eterno"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"sono contenta, e...&lt;br /&gt;dimmi, stai bene?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"sorbole! sto meglio&lt;br /&gt;che con te!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"sei dunque in Paradiso?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"ennò, checcaz, &lt;br /&gt;sono all'inferno!"&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-2504469556709896215?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/2504469556709896215/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/12/spiritismo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/2504469556709896215'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/2504469556709896215'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/12/spiritismo.html' title='SPIRITISMO'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-3093922297172162936</id><published>2009-10-17T03:37:00.000-07:00</published><updated>2009-10-17T03:39:05.641-07:00</updated><title type='text'>Un omicidio eccellente di milleseicento anni fa</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Georgia;"&gt;&lt;strong&gt;Flavio Stilicone &lt;/strong&gt;non era ancora cinquantenne quando il 22 agosto del 408 proprio qui a Ravenna venne fatto uccidere per ordine dell'Imperatore &lt;strong&gt;Onorio.&lt;/strong&gt; Di padre vandalo e madre romana, Stilicone si era sempre considerato cittadino romano ed aveva scalato pian piano tutti i gradi della carriera militare. L'imperatore &lt;strong&gt;Teodosio, &lt;/strong&gt;morto nel 396, gli aveva affidato la tutela dei figli Arcadio e Onorio, preposti alle due parti dell'impero romano unito soltanto di nome. Infatti ci furono subito contrasti riguardo all'Illiria (l'odierna Dalmazia), il cui dominio era rivendicato da Stilicone contro le pretese della corte di Bisanzio. Inoltre Alarico, astuto re dei Visigoti, benchè sconfitto ripetutamente da Stilicone, continuava a minacciare l'Italia. Forse per eccesso di prudenza, o perchè non c'erano più forze sufficienti, Stilicone convocò il Senato, consigliando di venire a patti con Alarico. Il Senato invece rifiutò la proposta, memore del'antica gloria romana, con la frase famosa: "&lt;strong&gt;Non est ista pax, sed pactio servitutis&lt;/strong&gt;" (credo non serva tradurre). Da qui il generale mezzosangue cominciò a perdere credito: fu accusato di mirare al trono e di molto altro ancora. A tali accuse prestò fede anche Onorio, che a Pavia fece trucidare molti ufficiali di Stilicone. Il quale, invece di mettersi alla testa delle truppe rimastegli fedeli, riparò a Ravenna rifugiandosi in una chiesa. Uscito dal tempio dopo che gli era stata promessa incolumità, fu invece circondato a tradimento. Vistosi perduto, offrì egli stesso il collo al carnefice che gli tagliò la testa. Tutto questo fu invano, perchè due anni dopo Alarico scese a Roma e la mise a sacco. Di Stilicone rimane un dittico in bassorilievo conservato a Monza. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-3093922297172162936?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/3093922297172162936/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/10/un-omicidio-eccellente-di-milleseicento.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/3093922297172162936'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/3093922297172162936'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/10/un-omicidio-eccellente-di-milleseicento.html' title='Un omicidio eccellente di milleseicento anni fa'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-5885711861931546882</id><published>2009-09-30T04:41:00.000-07:00</published><updated>2009-09-30T05:02:02.528-07:00</updated><title type='text'>Caro Sindaco di Ravenna...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;E poi dicono della crisi della sinistra! Per capirne di più basta analizzare il comportamento di certi primi cittadini targati PD e che, forti di un consenso che ora sta perdendo appeal, governano per grazia ricevuta grosse città romagnole. E' il caso di Fabrizio Matteucci, 52 anni, sindaco di Ravenna. Traggo da una sua recente intervista che è intenzione del Comune "aprire una discoteca nella zona di Via Faentina" per far sì che i "giovani ravennati non escano più dalla città durante le nebbiose serate d'inverno per andare a divertirsi fuori, rischiando la vita". Intento nobile, per carità. Peccato che: a Ravenna sono esistite negli ultimi 25 anni due discoteche e due night-club, che hanno avuto una vita media stimabile fra i 5 e gli 8 anni. L'ultimo night-club andava così bene che il proprietario gli diede fuoco per incassare i soldi dell'assicurazione, tentativo fallito. Insomma, i giovani ravennati pare preferiscano emigrare a Bologna, Rimini e oltre ancora, ma questo non da oggi. Il Sindaco però questo non lo sa, anzi, insiste e afferma che oggi "Ravenna ha una movida notturna paragonabile a quella di Madrid". I casi sono due a questo punto: o a Madrid da qualche mese fanno il coprifuoco dopo le 23, oppure il Sindaco Matteucci fuma di brutto, perchè salvando la stagione estiva (e ci mancherebbe) dove ti viene proposto davvero di tutto, per i restanti otto-nove mesi la noia e il tedio sono assicurati. Poi non si capisce questa discoteca da chi dovrebbe essere gestita, dato che si parla di iniziativa comunale. Chi farebbe il DJ, per esempio, lui? Naturalmente tutto questo a discapito dei problemi veri. Con i miei stessi occhi ho assistito recentemente a questa scena: ero nell'ufficio dei Vigili Urbani per ottenere un permesso di scarico temporaneo in pieno centro. Dopo di me entra un signore visibilmente alterato, qualificandosi come dipendente della Bartolini Autotrasporti. In pratica gli orari per lo scarico merci in centro terminano alle 19,30 per il mattino e alle 16,30 per il pomeriggio. Peccato che gli autotrasportatori riescano ad avere il carico solo alle 9,45 avendo così a disposizione poco più di mezz'ora al mattino. Il signore lamentava di avere già preso due multe dai solerti addetti al traffico locale e che di queste era responsabile lui stesso (in pratica la propria paga di una settimana gli andava via così), e che avrebbe di ciò informato quotidiani e mass media locali. Il povero vigile addetto allo sportello non ha saputo far altro che dire che di tutto questo lui non era chiaramente responsabile, e che al massimo poteva inviare un esposto al Sindaco per tentare di far modificare l'ordinanza comunale in merito agli orari. Giustificazione condivisibile, se non fosse che il Sindaco pare sia impegnato in altri progetti, come si è già detto. Ed è con questo tipo di politici che la sinistra pensa ad una riscossa alle prossime elezioni?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-5885711861931546882?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/5885711861931546882/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/09/caro-sindaco-di-ravenna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/5885711861931546882'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/5885711861931546882'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/09/caro-sindaco-di-ravenna.html' title='Caro Sindaco di Ravenna...'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-2494811601999673789</id><published>2009-09-18T12:08:00.000-07:00</published><updated>2011-12-24T12:26:22.311-08:00</updated><title type='text'>GEORGE BYRON A RAVENNA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Questo è il titolo della commedia dello scrittore forlivese Giovanni Spagnoli andata in scena recentemente al Teatro Rasi di Ravenna, e che ha finalmente reso giustizia a questa grande figura del romanticismo inglese, vissuto dal 1788 al 1824. Reso giustizia, intendo, in senso localistico, in quanto la figura di Byron è a tutt'oggi ben nota e universalmente ammirata ovunque. Ravenna, però, detiene la "sventura" di essere stata l'ultimo rifugio di Dante Alighieri, e per cui agli "intellettuali" locali pare cosa buona e giusta disfare i corbelli parlando sempre &amp;amp; soltanto del Sommo Poeta, trascurando bellamente tutto quello che a Ravenna è successo dopo il 1321. George Gordon Byron era uno spirito libero e inquieto e, benchè già famoso a soli vent'anni come poeta e drammaturgo, e pur godendo di una grande posizione politica (era un Lord con simpatie laburiste), dovette abbandonare la Gran Bretagna nel 1816 per uno scandalo a sfondo sessuale. Fu infatti accusato di incesto verso una sorellastra e omosessualità, benchè sposato a una intellettuale londinese da cui ebbe una figlia che in seguito diverrà una grande matematica, i cui calcoli hanno portato alla nascita dell'intelligenza artificiale e dei computer nel secolo scorso. Si spostò in Europa per almeno due anni insieme ad un altro grande poeta, Percy Bissey Shelley, dalla cui sorellastra (ancora!) ebbe una figlia nel 1817 a cui fu imposto il nome di Allegra, e che scomparve a soli cinque anni in un convento di suore a Bagnacavallo, venti chilometri a ovest di Ravenna. Finì per stabilirsi a Mira, presso Venezia, e da qui parte la nostra storia. Nella primavera del 1819, presso il salotto della Contessa Benzoni a Venezia, conobbe Teresa Gamba, giovane rampolla di una famiglia patrizia della città romagnola. Teresa aveva 19 anni ed era stata data in moglie a un Conte della sua città, Alessandro Guiccioli, di oltre quarant'anni più vecchio. La nobiltà ravennate non aveva mai fatto mistero delle sue simpatìe giacobine e, durante il Regno Napoleonico, si era arricchita enormemente acquistando a prezzi stracciati le proprietà del clero che Napoleone aveva confiscato. Tra Byron e Teresa nasce una forte attrazione sia fisica che spirituale e, il 9 giugno di quell'anno il Poeta sbarca per la prima volta a Ravenna, prendendo alloggio presso l'albergo "Imperiale", che in realtà era poco più di una stamberga, e che sorgeva dove oggi c'è la moderna Biblioteca "Alfredo Oriani" (grande scrittore romagnolo morto nel 1911, patito della bicicletta). In pratica a cento metri dalla Tomba di Dante. A Ravenna ritorna in pianta stabile nell'inverno successivo e, a un veglione carnevalesco in casa del Conte Cavalli (che qualche anno dopo ospiterà anche Giacomo Leopardi, di cui era grande amico), si presenta come "cavalier servente" della Contessina Teresa, in pratica l'amante ufficiale. La figura del "cavalier servente" era in auge già da secoli e accettata in pratica da tutti, marito compreso (cornuto e contento, come si dice oggi). Difatti è lo stesso Conte Guiccioli ad affittare a Byron il primo piano del suo palazzo nell'odierna centralissima via Cavour. Byron vi entra accompagnato da ben sette domestici e da un vero e proprio zoo ambulante: nove cavalli, un bulldog, un mastino, due gatti, tre pavoni e un'oca che gli era stata regalata per il pranzo di Natale, ma che il poeta aveva risparmiato. Dopo poco lo raggiunge l'amico e sodale Shelley, che riguardo alla città ebbe a scrivere alla moglie, la grande scrittrice Mary Wollstonecraft: "E' una città miserabile... gli abitanti sono barbari e selvaggi, e la loro parlata è il più infernale dialetto che si possa immaginare". Opinione che avrà qualche decennio più tardi un altro grande di passaggio, Oscar Wilde. A Ravenna George Byron impiega il suo tempo scrivendo, cavalcando un pò i suoi nove cavalli e un pò la sua Teresa, ma sopratutto trescando con suo fratello Pietro per un motivo che gli aveva acceso la fantasìa: la nascente setta dei CARBONARI. Byron era un eccellente pistolero e di fatto diventa il maestro d'armi dei "Cacciatori Americani", il gruppo carbonaro fondato da Pietro e che si radunava a far prove di tiro in pineta. Si avvicina infatti il 1821, anno in cui i Carbonari pensavano di sollevare la Penisola e scacciare i vari signori e potenti, con in testa il Papa. Ma i moti saranno un fallimento. Byron aveva fatto della cantina di palazzo Guiccioli un arsenale e questo non piacque al vecchio Conte, che pensò bene di denunciare alle autorità l'ormai ingombrante ospite in cambio di un sostanzioso colpo di spugna sulle gravose tasse che l'erario papalino pretendeva in alternativa alla restituzione delle sue vecchie terre ai tempi di Napoleone. Byron, Teresa e Pietro fuggono nel novembre del 1821, riparando prima a Pisa e poi a Livorno. In due anni di permanenza a Ravenna Byron partorì quattro grandi capolavori drammaturgici: "CAINO", "MARIN FALIERO", "SARDANAPALO" e "I DUE FOSCARI", più alcuni brani del "DON GIOVANNI", la "PROFEZIA DI DANTE" e il "LAMENTO DEL TASSO", scritto quest'ultimo dopo un viaggio presso la cella del Tasso nella vicina Ferrara. George Byron soggiornò presso i coniugi Shelley a LaSpezia, ma la morte della figlia e di lì a poco degli stessi Shelley lo prostrarono profondamente. Riprese quindi a trescare con Pietro Gamba per una nuova eccitante avventura: la guerra dei Greci contro i dominatori Turchi. Dopo un commovente addio all'amata Teresa (che morirà nel 1873), giunse a Patrasso nella primavera del 1824. Ma la fine per lui non fu quella gloriosa che aveva immaginato. Morì infatti per un attacco di meningite causato da febbri reumatiche, a Missolungi. La spedizione militare si rivelò, anche qui, un fallimento. Le sue spoglie furono riportate in Inghilterra dove riposano accanto a quelle della prima figlia, Ada. Di lui scriverà Giuseppe Mazzini molti anni dopo: "L'ETERNO SPIRITO DELL'INTELLETTUALE LIBERO DA CATENE NON EBBE MAI PIU' SPLENDIDA APPARIZIONE FRA DI NOI". Di Byron rimangono dipinti e statue un pò ovunque, come questa che è presso Villa Borghese a Roma. Lode quindi al PICCOLO TEATRO CITTA' DI RAVENNA che ha messo in scena un lavoro così serio e impegnativo, con oltre 40 tra attori e comparse e con un complesso di scenografìe e costumi d'epoca degno di una compagnia professionistica, anche se la recitazione in vari punti è apparsa un pò troppo accademica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Zy50FmmJPZ8/TvY1XAqm_MI/AAAAAAAAAE4/Z8b0QmsfCNE/s1600/byron4.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rea="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-Zy50FmmJPZ8/TvY1XAqm_MI/AAAAAAAAAE4/Z8b0QmsfCNE/s1600/byron4.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-2494811601999673789?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/2494811601999673789/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/09/george-byron-ravenna.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/2494811601999673789'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/2494811601999673789'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/09/george-byron-ravenna.html' title='GEORGE BYRON A RAVENNA'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Zy50FmmJPZ8/TvY1XAqm_MI/AAAAAAAAAE4/Z8b0QmsfCNE/s72-c/byron4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-8082290019657697648</id><published>2009-08-24T01:05:00.000-07:00</published><updated>2009-08-24T01:29:27.118-07:00</updated><title type='text'>C'era una volta Bertinoro</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;Reportage triste da una serata domenicale di fine agosto nel balcone di Romagna. Bertinoro è un paesino medioevale, sito su due collinette, di cui una utilizzata in gran parte da un ripetitore TV già dagli anni 60, alte circa 300 metri e a metà strada fra Cesena e Forlì. Un paesino in gran parte medioevale, con in piazza&lt;/span&gt; l'antica colonna "dell'ospite", munita di anelli a cui i viandanti legavano i finimenti dei cavalli. Un paesino cantato dal grande poeta romagnolo Aldo Spallicci, scomparso da alcuni decenni, e che reca una curiosità simpatica: il Club dei Brutti, che ogni anno promuove la gara per stabilire il più brutto d'Italia. Una località un tempo di gran moda e dove si mangiava molto bene. Ma il degrado e la recessione non hanno risparmiato questo ex angolo felice. Metà paese è in vendita: case private e attività di ogni tipo. Gli affitti sono alti, considerato che poi ti devi spostare in pianura per tutto: dai 500 in su, e le case sono tutte piccole e quasi tutte da ristrutturare. I ristoranti, come la mitica Cà de Bè, che è anche piccolo museo della civiltà vinicola locale, sono sporchi, offrono un servizio appena passabile e risparmiano su tutto. Alla Cà de Bè si mangia all'esterno sulla terrazza con tavoli presi dall'OBI -plastica verde da giardino- con posate leggerissime da discount. L'ordine ti arriva dopo più di mezz'ora e la piadina servita è senza infamia nè lode: Il Ristorante Belvedere che una volta serviva crostini da sogno ha cambiato gestione, e ora propone menù per tasche ben fornite dai 40 in sù per un pasto completo. Quanto buono non si sa. Non che alla Cà de Bè si sia speso poco: in due per una bottiglia d'acqua, un crescione e una piadina al formaggio 12,70 euro. E ti alzi che hai ancora fame. Non è andata meglio in una crostinoteca alla fine del paese verso ovest. Venti euro per "crostini" fatti su pane da pancarrè di evidente provenienza Conad a essere generosi (addirittura pezzi di margherita che non c'entrano nulla) con mini bottiglia d'acqua e bicchiere di vino rosso. Il gestore, se non altro, compensa con un dolce e un caffè offerti alla fine, ma il disagio nostro e suo è palpabile. Addirittura quando gli rievoco i tempi dei crostini del "Belvedere", si allarga: "E i nostri come sono?". Roba da piangere. Non a caso, a parte la Cà de Bè, i locali sono tutti semivuoti e tristi, con luci pubbliche a dir poco spettrali. In piazza c'è un tizio che suona canzoni alla chitarra di un pò tutti gli autori possibili, ma senza nemmeno uno straccio di amplificazione, davanti a quattro gatti tristi come bisce. Pochissime coppie a braccetto in quello che un tempo era il paese degli innamorati per antonomasia. Il castello, vestigia di tempi assai più gloriosi, sembra guardare impotente dalla sommità del colle tutto questo degrado moderno. Un pò la crisi, un pò le mode che passano, ma non è più la Bertinoro dei miei anni verdi. E con lei anche la Romagna, in palese crisi d'identità ormai da un pezzo. Rievocare la "vecchia" Romagna mi sembra quasi di riesumare il vecchio West con Toro Seduto e il generale Custer. Che tristezza, davvero.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: georgia;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-8082290019657697648?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/8082290019657697648/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/08/cera-una-volta-bertinoro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/8082290019657697648'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/8082290019657697648'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/08/cera-una-volta-bertinoro.html' title='C&apos;era una volta Bertinoro'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-1998071599092769545</id><published>2009-07-31T04:12:00.000-07:00</published><updated>2009-07-31T04:25:04.878-07:00</updated><title type='text'>La Romagna si "allarga"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La Romagna si "allarga" a sud-est. La Val Marecchia, zona incantevole che conta località molto suggestive come Pennabilli, dove risiede il poeta e sceneggiatore Tonino Guerra, ormai novantenne, e San Leo, nel cui castello morì nel 1791 il famoso Conte di Cagliostro, si unisce da oggi alla Romagna. Sono passati quasi cinque anni dalle prime iniziative locali, con raccolta di firme prima e referendum poi, ma ora il pià sembra fatto. La Val Marecchia era compresa amministrative nella doppia provincia di Pesaro e Urbino, ma di fatto era un lembo di Romagna a tutti gli effetti e gravitava da sempre sulla città posta allo sbocco del Marecchia, cioè Rimini. Troppo distante Pesaro, per non parlare di Urbino, per adempimenti burocratici e altro ancora. Ovviamente ci sono anche in ballo forti interessi economici, visto che l'inclusione nell'Emilia-Romagna porterà a questi sette comuni contributi regionali di ben altra portata. E quindi tra un anno al massimo gli alunni delle scuole troveranno l'atlante politico italiano con una variazione, piccola ma importante. Un'autentica "secessione", insomma, fatta però in modo pacifico. Ciò potrebbe costituire un importante precedente per altre situazioni di questo tipo, una delle quali proprio ai confini sud-ovest romagnoli: Marradi e Palazzuolo sul Senio, ora in provincia di Firenze, avrebbero una gran voglia di confluire nella provincia di Ravenna, dato che Faenza dista solo quaranta chilometri dalle due località, risultando quindi molto più comoda per tutta una serie di snellimenti burocratici e amministrativi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-1998071599092769545?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/1998071599092769545/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/07/la-romagna-si-allarga.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/1998071599092769545'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/1998071599092769545'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/07/la-romagna-si-allarga.html' title='La Romagna si &quot;allarga&quot;'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-6256991065390978308</id><published>2009-07-27T11:19:00.000-07:00</published><updated>2009-07-27T11:22:57.072-07:00</updated><title type='text'>Aurelio Lolli, una vita per l'Anarchia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il 30 maggio 1999 moriva il compagno Aurelio Lolli. Gli mancavano poche settimane per compiere il secolo di vita, essendo nato a Castel Bolognese – la città in cui è poi sempre vissuto – il 10 agosto 1899. Era l'ultimo rappresentante superstite della terza generazione di anarchici castellani, composta da militanti nati tutti a cavallo dell'anno 1900 e che avevano iniziato a svolgere attività politica all'epoca della Prima guerra mondiale. Proprio la Grande guerra aveva rappresentato, per Aurelio come per tanti altri suoi coetanei, l'esperienza determinante della vita, quella che maggiormente lo aveva segnato.Divenuto anarchico giovanissimo, frequentando i libertari particolarmente numerosi all'epoca nella cittadina romagnola, si era schierato contro gli interventisti in nome dei suoi ideali umanitari, antimilitaristi e pacifisti. Dopo essere stato coinvolto nella chiamata alla leva dei "ragazzi del '99" era intenzionato a disertare, ma venne dissuaso dai familiari, consapevoli dei pericoli a cui sarebbe andato incontro. Rientrato in ritardo – dopo alcuni giorni di latitanza – in caserma ad Alessandria, dovette scontare alcuni mesi di carcere e venne poi inviato in Albania, dove rischiò la vita per avere contratto la malaria e poi la spagnola.Nel primo dopoguerra diede il suo contributo alla lotta contro il montante fascismo, prima della definitiva presa del potere da parte di Mussolini. Nel 1945, terminata la seconda guerra mondiale, contribuì alla ricostituzione del Gruppo anarchico di Castel Bolognese. Nel 1973 fu (con Nello Garavini, Giuseppe Santandrea e altri della sua generazione, già coinvolti come lui nella costituzione di una prima esperienza con lo stesso nome, nata nel 1916 e sviluppatasi per pochi anni nel primo dopoguerra), tra i fondatori della Biblioteca Libertaria di Castel Bolognese, che trovò una sede in locali di sua proprietà. Rimasto solo e senza eredi diretti dopo che erano decedute le due sorelle, Aurelio decise di destinare alla Biblioteca gli immobili di sua proprietà, e per rendere realizzabile questa sua volontà nel 1985 venne costituita la Cooperativa Biblioteca Libertaria "Armando Borghi", di cui fu Presidente fino alla sua morte. Senza la generosa donazione di Aurelio Lolli la Biblioteca Libertaria di Castel Bolognese – che oggi costituisce una realtà viva e attiva sul piano culturale e politico, coinvolgendo persone di varie generazioni – probabilmente da tempo non esisterebbe più. Anche in nome di questa consapevolezza, i soci della Cooperativa Biblioteca Libertaria "Armando Borghi" desiderano in questo decimo anniversario della morte commemorare il loro primo Presidente, ricordandolo – con  immutati sentimenti di affetto e di gratitudine – come un esempio di generosità, di coerenza e di fedeltà agli ideali libertari.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aurelio nel ricordo di Tommaso Marabini, "Marabbo"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Ho conosciuto un giovane di Castel Bolognese che, come obiettore di coscienza, aveva fatto l'assistente domiciliare ad Aurelio Lolli, l'ultimo degli anarchici castellani nati a cavallo tra il XIX e il XX secolo a lasciarci. Mi raccontò che l'anziano compagno lo invitava a non passare la giornata in casa sua, di andare a godersela all'aperto. Già: Aurelio, nato il 10 agosto 1899 e scomparso il 30 maggio sfiorando il secolo di vita, amava le giornate di sole.E' ancora ragazzo quando esce dall'osteria, ritrovo degli anarchici castellani, col passo di chi ha scelto un ideale e lo sa portare per tutta la vita. Quel perpetuato atto d'amore tra sé e l'umanità, esercitato puntigliosamente, si scontra con i drammi del "secolo breve": prima guerra mondiale, fascismo, seconda guerra mondiale, guerra fredda… Il primo confitto vede Aurelio disertore, poi militare, in cucina però e dopo essersi fatto alcuni mesi di carcere (nei suoi racconti sapeva rendere il militarismo buffo e crudele al contempo). Poi la malaria, la spagnola, un fratello morto in guerra, il biennio rivoluzionario, la Resistenza: "L'abbiamo cominciata noi  anarchici, nel 1920-21".Nel 1945 è tra i compagni che ricostituiscono il gruppo anarchico di Castel Bolognese e pochi mesi prima di morire dichiara a un settimanale faentino: "Anarchico è il pensiero, verso l'anarchia va la storia. Io lo dico ancora".  La sua scomparsa avviene quando, insieme ai compagni locali, ci si era proposti di organizzare un piccolo ritrovo per i suoi cento anni, lasciandomi attonito e un po' smarrito al suo funerale. Ricordo le bandiere, i canti anarchici, l'assenza del prete. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-6256991065390978308?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/6256991065390978308/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/07/aurelio-lolli-una-vita-per-lanarchia.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/6256991065390978308'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/6256991065390978308'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/07/aurelio-lolli-una-vita-per-lanarchia.html' title='Aurelio Lolli, una vita per l&apos;Anarchia'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-2570730199975355284</id><published>2009-07-16T12:02:00.000-07:00</published><updated>2011-12-24T04:53:30.419-08:00</updated><title type='text'>Morto il grande oncologo ravennate SILVIO BUZZI</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;E' morto nella notte a 79 anni per una malattia incurabile Silvio Buzzi, neurologo e oncologo ravennate noto per le sue ricerche antitumorali in via di sperimentazione in Giappone dopo il via libera un paio di anni fa dell'organizzazione governativa nipponica Pharmaceutical medical devices agency (Pmda). Il nome di Buzzi era legato al Crm197, un derivato della tossina difterica in grado, secondo le sue analisi, di bloccare l'avanzata di determinati tipi di tumore, e in alcuni casi di farli scomparire. Le ricerche del ravennate, iniziate oltre trent'anni fa lontano dai tradizionali circuiti accademici, erano state pubblicate su riviste scientifiche internazionali come 'The Lancet', 'Cancer Research', 'Cancer Immunology Immunotherapy e Therapy', 'American Association for Cancer Research'. Il medico aveva fissato la sua attivita' in un libro autobiografico dal titolo 'Il talco sotto la lampada' (Ares edizioni). Il caso era stato piu' volte ripreso dalla stampa nazionale. A breve Buzzi avrebbe ricevuto dalla Camera di Commercio ravennate il 'Premio Teodorico' per il settore 'ricerca'. I funerali sono stati fissati per domani mattina a Ravenna. Appresa la notizia, il sindaco della citta' romagnola Fabrizio Matteucci, attraverso una nota, ha espresso a nome della citta' le condoglianze alla famiglia dello scomparso. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Era un gentiluomo d'altri tempi, il Dott. Buzzi. La sua scoperta risale al 1970, e prima di diventare una celebrità italiana, sulla scia però delle scoperte del Prof. DiBella, lo era dovuto diventare all'estero, come in Giappone, dove lo veneravano. Molta gente è riuscita a guarire grazie alla sua scoperta e questo anche in Italia, fino a che improvvisamente qualcuno ha stoppato i test. Lui non aveva minimamente battuto ciglio, rifiutandosi persino di brevettare la molecola che aveva scoperto, rinunciando a una montagna di soldi, anche se certamente non era povero. Lascia la moglie e tre figli, di cui Anna Maria, la maggiore, è neurologa all'ospedale di Lugo di Romagna, uno dei primi in Italia per qualità dell'assistenza e delle cure (io ne sono un esempio vivente di ciò). Insieme al padre stava lavorando su effetti collaterali del CRM197: cura delle placche arteriose, con effetti benefici su infarti, ictus e aterosclerosi. Il tumore, quasi fosse un'organismo intelligente, ha colpito proprio uno dei suoi più acerrimi nemici. Quando lo hanno scoperto, un mese fa, era già troppo tardi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-mKwJ8mVTcIk/TvXLPZcAoQI/AAAAAAAAADw/5BYR4NjCy5I/s1600/Dr__Silvio_Buzzi__03.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" rea="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-mKwJ8mVTcIk/TvXLPZcAoQI/AAAAAAAAADw/5BYR4NjCy5I/s1600/Dr__Silvio_Buzzi__03.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-2570730199975355284?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/2570730199975355284/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/07/morto-il-grande-oncologo-ravennate.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/2570730199975355284'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/2570730199975355284'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/07/morto-il-grande-oncologo-ravennate.html' title='Morto il grande oncologo ravennate SILVIO BUZZI'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-mKwJ8mVTcIk/TvXLPZcAoQI/AAAAAAAAADw/5BYR4NjCy5I/s72-c/Dr__Silvio_Buzzi__03.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-8071806263313192722</id><published>2009-07-15T11:26:00.000-07:00</published><updated>2009-07-15T11:57:06.604-07:00</updated><title type='text'>Le Grandi Interviste del Secolo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Casualmente trovo un inserto di un giornale locale della zona di Ravenna, in cui compare un'intervista doppia a due giovani (femmina e maschio, che compaiono in sequenza nelle risposte) legati da un rapporto di collaborazione lavorativa. Belle le domande, e non male anche le risposte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;COME TI CHIAMI?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ilaria&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cristian&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;SEI FIDANZATO/A?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;No, ho smesso&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci sto lavorando&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;LA PARTE MIGLIORE DEL TUO CORPO?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ahaha... prossima domanda??&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le mani... ihihih&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;MAI FINTO UN ORGASMO?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Eh, beh...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;No, mai&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;COSA NE PENSI DEGLI HAPPY HOUR ALLE 20?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che si deve colpire chi fa casino davvero e non tutti indiscriminatamente&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Uno schifo...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;TI DEPILI?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si!!!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;No...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;ANCHE LI?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Più che posso!!!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;No...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;COSA NE PENSI DEL DIVIETO DI ALCOOL DOPO LE 2?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Che io non bevo, ma l'alcool lo vende lo Stato!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi è indifferente... faccio scorta prima delle due e le restanti tre ore mi servono per smaltire la sbronza&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;QUANTI SMS SPEDISCI AL GIORNO?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Troppi!!! Li detesto!!!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una decina...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;QUANTO TEMPO STAI SU FACEBOOK?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi sono iscritta al gruppo "Avevo una vita una volta. Facebook me l'ha portata via"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un'ora al giorno... circa&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;IL RUMORE PIU' FASTIDIOSO?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il telefono la mattina&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La voce di Ilaria&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;LA COSA CHE TI FA PIU' INCAZZARE?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La violenza contro gli animali e le persone indifese&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Essere svegliato dal campanello di casa la domenica mattina&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;LAVORI?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ogni tanto fingo...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E COSA FAI?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Patrocinante legale e a tempo perso organizzatrice di feste ed eventi con Cristian&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Progettista in un'azienda di macchine automatiche&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;DOVE VAI IN PALESTRA?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non ci vado... ma non guardarmi con quella faccia schifata...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alla Lucchesi di Faenza!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;ESISTONO GLI ALIENI?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Speriamo di sì... se il massimo del progresso siamo noi, Dio non è quel genio che credevo...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Può darsi, ma io non ne ho mai visto uno...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;LA TUA OSSESSIONE?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi lavo in continuazione!!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non saprei...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;SPENDERESTI LO STIPENDIO IN?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vestiti e accessori&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Viaggi&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;IL LIBRO CHE STAI LEGGENDO ORA?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Twilight&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nessuno, non leggo mai. Preferisco bermi una birra in compagnia&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;PORTI GLI OCCHIALI DA VISTA?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;No, quelli da sole... va bene lo stesso?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;No&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E PIU' ALTO UN CAMPANILE O VA PIU' FORTE IL TRENO?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cheee????&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Va più forte il treno&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;QUAL'E' IL PESCE PIU' GRANDE?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se i cetacei son mammiferi... lo squalo!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi sembra la balenottera azzurra...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;QUANTO MISURA UN PIEDE?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Interessante quest'intervista...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ovviamente 0,31 metri&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;CHE ORE SONO?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le 15,30 e sta tuonando...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le 15,45&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;COSA VORRESTI ESSERE TRA 10 ANNI?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un Giudice di Cassazione&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un manager di successo&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;COSA CAMBIERESTI DEL TUO CORPO?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' una domanda che non dovevi farmi... siediti!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Forse i piedi...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;COSA STAI INDOSSANDO?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La cravatta&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le scarpe&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;CONVIVENZA O MATRIMONIO?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Convivenza&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Matrimonio&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;SE TUO FIGLIO FOSSE GAY?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sarebbe un problema perchè la società lo mortificherebbe&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci penserò al momento...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;COSA BISOGNA AVERE NELLA VITA?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per vivere bene, il potere! Per vivere bene con sè stessi la serenità e l'onestà...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Salute e tanti soldi... così vai dove vuoi...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;SALUTA IL TUO SOCIO...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ciao Cris! Il 24 luglio li mandiamo tutti a casa sui gomiti!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ciao Ila, fai la brava!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-8071806263313192722?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/8071806263313192722/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/07/le-grandi-interviste-del-secolo.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/8071806263313192722'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/8071806263313192722'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/07/le-grandi-interviste-del-secolo.html' title='Le Grandi Interviste del Secolo'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-5922674331759574352</id><published>2009-07-10T03:17:00.000-07:00</published><updated>2009-07-10T03:29:43.376-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vecchia romagna'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='oddo biasini'/><title type='text'>Scompare l'ultimo Repubblicano irriducibile</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;E' scomparso a Cesena, sua città natale, forse l'ultimo Repubblicano di stretta osservanza mazziniana tipicamente romagnola. ODDO BIASINI è stato un personaggio importante fra gli anni 70 e gli anni 90. Nato a Cesena nel 1917 era stato partigiano in una brigata composta quasi esclusivamente da repubblicani. Dopo una carriera nella scuola, dapprima come insegnante poi come Preside (conobbe sua moglie dando ripetizioni private), approdò alla politica, divenendo infine vsegretario del PRI quando presidente era il vecchio Ugo La Malfa. Eletto in Parlamento nel 1968, ricoprì l'incarico di Ministro dei Beni Culturali nei primi anni 80. Lasciato il Parlamento, fu nominato presidente della Commissione dei Familiari della strage di via Fani. Oltre all'attività strettamente pubblica, affiancò anche un'immagine simpaticamente privata: era famoso per le sue folte sopracciglia nere, e per la sua passione -tipicamente romagnola- per la bicicletta, che lo portava a compiere lunghi tragitti con gli amici cicloturisti della sua città. Era simpaticamente preso di mira dal noto corsivista satirico dell'Unità Mario Melloni, più noto come Fortebraccio. Gli ultimi anni sono stati intristiti da un tumore al pancreas e dalla perdita del figlio, annegato nelle acque dell'Oceano Pacifico durante un naufragio. Giorgio La Malfa lo ha ricordato in Parlamento come "l'ultimo repubblicano di antica osservanza", cosa che evidentemente non è lui. Un altro pezzo di Romagna che scompare e che entra nel limbo dei ricordi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-5922674331759574352?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/5922674331759574352/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/07/scompare-lultimo-repubblicano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/5922674331759574352'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/5922674331759574352'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/07/scompare-lultimo-repubblicano.html' title='Scompare l&apos;ultimo Repubblicano irriducibile'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-8679736548213598974</id><published>2009-07-01T12:27:00.000-07:00</published><updated>2009-07-01T12:57:37.038-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dialetto romagnolo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='manlio cortellazzo'/><title type='text'>In onore del grande studioso Manlio Cortellazzo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Manlio Cortellazzo, forse il più grande studioso ed esperto di dialetti italiani, si è spento pochi giorni fa alla bella età di 90 anni. Era di chiare origini venete ma era conosciutissimo in Romagna. Da oltre quarant'anni aveva promosso l'affermarsi delle moderne scienze linguistiche nelle università italiane, dando loro dignità epistemologica e il giusto rilievo che esse meritano. Quando il dialetto era ancora guardato con diffidenza nel mondo accademico, Cortellazzo ne comprese tutta l'importanza scientifica, ma ne colse pure il valore nel contesto del recupero della cultura popolare come mezzo per investigare l'evoluzione dei sentimenti, delle opinioni, delle visioni del mondo delle classi operaie e proletarie, incapaci com'erano di accedere ai mezzi che le classi dirigenti avevano a disposizione per esprimere compiutamentre il loro pensiero. Diresse per molti anni il Centro di Dialettologia del CNR, e da molti anni era socio onorario dell'Istituto Friedrich Schurr, che fu un grande studioso del dialetto romagnolo fin dai primi anni del 900 ed era viennese. Cortellazzo ci lascia opere fondamentali per lo studio dei tanti dialetti del nostro Paese, come ad esempio il DIZIONARIO ETIMOLOGICO DEI DIALETTI ITALIANI (Torino, UTET, 1992), oppure I DIALETTI E LA DIALETTOLOGIA IN ITALIA FINO AL 1800 (Tubinga, 1980). Un settore che lui curò particolarmente fu verso l'italiano "popolare", vale a dire quelle parole intermedie fra italiano e dialetto che troviamo per esempio nelle lettere che i soldati scrivevano a casa dalle trincee della Grande Guerra o, molto più spesso, si facevano scrivere, profittando dei commilitoni che avevano un minimo di confidenza con le lettere. Come si può notare la sua fama aveva superato da molto tempo i confini nazionali. Benchè impegnato su vari fronti già da quindici anni il Professore si era offerto di collaborare con l'Istituto Schurr, quando ancora il suo bollettino "La Ludla" veniva stampato in poche copie e quasi in modo da carbonari presso la canonica di Don Serafino a Santo Stefano, quindici chilometri a sud di Ravenna. La sua collaborazione risultò decisiva per l'ampliamento dello "Schurr", che oggi promuove studi, simposi e concorsi letterari per tenere vivo il dialetto romagnolo, che in realtà si differenzia non poco anche su distanze di venti o trenta chilometri appena. Nella sua ultima visita in Romagna, assieme alla moglie e alla nipote, Cortellazzo lasciò detto: "La sorte ha voluto che assistessi al rapido -anche se meno veloce in Veneto- tramonto delle parlate vernacolari, che prelude alla loro estinzione, sia pure non così prossima come qualcuno paventa. Per questo mi sono investito del compito di recuperare non L'USO del dialetto, impresa che andrebbe contro la Storia, ma la conservazione delle sue ultime e cospicue tracce. Non si tratta di conservare per i posteri un materiale inerte, ma una documentazione, depositata nei modi dialettali, del giudizio delle vicende storiche e sociali delle età trascorse, che la povera gente non era in grado di affidare alla scrittura". At salut, Prufessor, e fa un bò viazz!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-8679736548213598974?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/8679736548213598974/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/07/in-onore-del-grande-studioso-manlio.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/8679736548213598974'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/8679736548213598974'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/07/in-onore-del-grande-studioso-manlio.html' title='In onore del grande studioso Manlio Cortellazzo'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-4644208954566262414</id><published>2009-06-24T06:28:00.000-07:00</published><updated>2009-06-24T06:29:10.989-07:00</updated><title type='text'>L'ULTIMO ANARCHICO, di Don Francesco Fuschini</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Don Francesco Fuschini, nato ad Argenta (FE) nel 1915 e deceduto a Ravenna tre anni fa, è uno straordinario, quanto unico, caso di prete-scrittore e intellettuale, che sia arrivato ad una notorietà internazionale. I suoi esordi risalgono ancora agli anni in cui era seminarista, e inviava racconti a prestigiose riviste dell'epoca come la fiorentina "Il Frontespizio" del grande Piero Bargellini. Nel 1947. ordinato sacerdote da qualche tempo, viene inviato dall'allora Arcivescovo di Ravenna nella frazione di Porto Fuori, a 5 km dalla città, con la motivazione che "è un paese pieno di anarchici e in Chiesa non ci va nessuno, a parte qualche vecchietta, così almeno lì non farai danni". Invece il buon Fuschini continua a far danni, eccome: scrive racconti per il "Resto del Carlino", diventa amico di molti anarchici del paese, con cui avrà un bellissimo rapporto stile Peppone-Don Camillo, ed alla fine degli anni 70 tutto questo materiale viene raccolto da un editore locale, il mitico Mario Lapucci (scomparso nel 1992), titolare delle "Edizioni del Girasole", con l'aiuto di Walter Della Monica, animatore del Centro di Relazioni Culturali di Ravenna. Nel 1980 questo materiale viene infine pubblicato col titolo de "L'ultimo anarchico", e stampato in una tipografia dove il sottoscritto, giovane tipografo ventunenne, si diletta a correggere le bozze di stampa, e, involontariamente, ha modo così di conoscere il mondo degli anarchici romagnoli di un tempo, un mondo molto particolare e per certi aspetti folkloristico e affascinante. Pubblico di seguito il raccontino finale, che dà il titolo alla raccolta, certo di farvi cosa gradita. Buona lettura e buon divertimento.&lt;br /&gt;"Da quando il gatto ha lasciato le ossa sull'asfalto, schiacciato da un camion nel forte della sua rabbia amorosa, il barbagianni fa vita in canonica giorno e notte. Il mio vicino anarchico ci fa su un carnevale, nominandolo "prete di riserva" e "cappellano con diritto di successione". Battendo la mazza alla mia volta, gli rimando che tra parroco e cappellano gli canteremo il requiem a due voci: un colpo mancino che caccia l'uomo tra la matematica dei preti che un vecchio anarchico riesce a mangiare, dai sette in poi, fino all'ultima cifra iperbolica, anche un centinaio, se ci si mette. Di giorno il barbagianni è padrone di casa, essendo io a caccia o a pesca di anime: dopo la colazione con topini di nido che va a scovare nei cantucci della sacrestia, il suo lavoro è passeggiare. Porta a spasso una testa regale su un mucchietto di penne; talvolta se ne va lungo le navate della chiesa con eleganza proterva. La sera chiudo l'uscio, e il barbagianni sulla gruccia rimugina il mistero. Non sarà un prete, ma ha tutta l'aria di un vecchio cattolico appollaiato tra le parabole di Salomone. A stargli di fronte mette addosso paure ancestrali: fa pensare ad un profeta straccione che ha trovato un peccatore da mordere: "Vieni qui prete: dove hai messo il Vangelo? Ne hai fatto un campo di esercitazioni oratorie ad uso dei contadini. Il tuo Cristo è al tuo uscio, e bussa: ha fame, ha sete, è ignudo, perseguitato... non trova da posare il capo, mentre tu invece... eh?" "Lascia stare, barbagianni, io sono un prete che cena con due canocchie e un pò di prezzemolo; sono un prete congruato, io, e non ho poderi al sole". Il silenzio è il suo mezzo espressivo. Come il passero del Leopardi, dice tutto sulla vita e sulla morte a becco chiuso. Ha in fondo agli occhi il pozzo dei significati estremi. Gli dico: "Se passa all'uscio un'anima in Grazia di Dio, fammi un verso". E lui magari lo fa quando passa l'anarchico. Invece quando la natura nei temporali cova lungamente l'uovo nero della morte gemendo con tuoni di volo leggero, il barbagianni è solo voce: sibila, sgrigliola, stride: suoni graffianti e franti fanno grappolo. Fa gola anche a me, se capita che la natura metta in giro le sue doglianze durante la notte. Mi metto supino nel letto e faccio memoria locale, come dice Sant'Ignazio di Loyola: ecco, mortuus sum; e via quei fiori dal catafalco che da qui si sentono putire come una menzogna. Ogni volta che faccio questo gioco della morte, mi viene in mente Lazzaro che dal buio varco passò due volte. Solo mi riesce arduo rifare il momento spaccato in due tra il prima e il dopo... la lunga mano della fede abbassa il lume su questo vortice di vuoto esistenziale. Dalla morte-ombra guardo con interesse il mio funerale. Attorno al carro funebre s'azzuffano le voci delle oranti governate dalla Beata. Dietro quelle voci viaggiano pensieri interessati e vani; pollai, lucidatrici, amori spezzati; è incredibile come un funerale dia ala a tutto il sottosuolo umano. Le consorelle dell'Addolorata mettono in mostra i rilievi naturali stringendo le fasce di seta viola; vengono i contadini ed è tutto un discorrere di trattori e anticrittogamici. Baragnòcul non ha posto fermo: fa la spola tra la coda e la testa del corteo... insomma, la morte, come al solito, eccita un acuto senso della vita. L'anarchico lo vedo distaccato e solo: a causa delle gambe che lo servono malvolentieri, ma più per l'orrore di doversi contaminare coi credenti. Per tagliare il sospetto alla radice, fuma a pipa calda e scaracchia da oriente ad occidente. E via con le litanìe di rito: "Ste vigliacc, sta canaja, st'assassè!" (Prete vigliacco, prete canaglia, prete assassino), che poi è tutta roba che va al prete, perchè a me come uomo l'anarchico vuole un bene forte e romagnolo. E' insomma l'ultimo degli anarchici ortodossi. La domenica faccio spesa dal macellaio: tre etti di manzo per me e un etto di fegato per il barbagianni. Il negozio è pieno è l'anarchico ripicchia il martello sulla magra porzione del "cappellano". E' la sua buona briciola domenicale, la sua messa anarchica, e mi scongiura con lo sguardo di non guastargliela: io che avrò per me il Paradiso non devo rubare l'effimero trionfo a lui che non avrà altro. "Sì, sì, anarchico, te ne accorgerai... litigheremo insieme per tutta l'eternità. Questo sarà il mio ultimo scherzo da prete!".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-4644208954566262414?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/4644208954566262414/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/06/lultimo-anarchico-di-don-francesco.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/4644208954566262414'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/4644208954566262414'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/06/lultimo-anarchico-di-don-francesco.html' title='L&apos;ULTIMO ANARCHICO, di Don Francesco Fuschini'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-7881054698313062961</id><published>2009-06-12T11:10:00.000-07:00</published><updated>2009-06-12T11:31:49.431-07:00</updated><title type='text'>Cala il sipario sugli "artisti dimenticati"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Dopo 17 anni di attività il Circolo degli artisti di Faenza chiude i battenti. Le sue due grandi sale coi mattoni rossi e le travi a vista sono state attraversate da nomi altisonanti della cultura mondiale. Impossibile stilare una lista di tutti, sarebbe troppo lungo e si dimenticherebbe sicuramente qualcuno. L'unica cosa certa è che Faenza non avrà più questo piccolo spazio nascosto in un vicolo a lato di via Torricelli, dove si svolgevano mostre, dibattiti e anche concerti jazz ad altissimo livello. Il tutto nacque nel 1992 da un'idea di Lamberto Fabbri, grande appassionato d'arte che, insieme ad un gruppo di amici individuò in questo antico magazzini della nobile casata faentina Zauli Naldi il luogo ideale per costituire un cenacolo culturale ed artistico. E l'idea funzionò fino al punto di inanellare in diciassette anni oltre 150 mostre, molte delle quali di rilievo internazionale. Era facile sedersi a tavola la sera e bere un bicchiere di vino rosso insieme al jazzista Stefano Bollani che suonava il pianoforte per oltre due ore a puro titolo di amicizia con Fabbri. Un altro jazzista di casa era per esempio Enrico Rava. Impossibile non menzionare anche la presenza del grande Pablo Echaurren, amico personale di Pralina. Il Circolo pubblicava testi inediti dei maggiori poeti italiani, tra i quali Luzi e Zanzotto. Per questa attività ha vinto vari premi, tra i quali il Camaiore, in cui per la prima volta un piccolo editore vinse il Premio della Critica con i "Cinque canti per un solstizio d'inverno" di Giuseppe Conte e lo Speciale della giuria con "Gli Eldoradi Quotidiani ed altre poesie" di Giorgio Celli. Ma il Circolo voleva dire anche gastronomia, con la presenza tra i fornelli anche di rinomati cuochi "Stella Michelin". Alla conduzione di Fabbri successe poi un gruppo di giovani e motivatissimi artisti locali, ma il problema da risolvere stavolta è stato insormontabile: la scadenza del contratto d'affitto. Da un'iniziale richiesta di poche migliaia di euro all'anno ci si è trovati di fronte ad un rinnovo ben più oneroso, non certo sopportabile con i chiari di luna attuali. Si è quindi arrivati al triste epilogo. Incerto, ora, il destino di questo spazio. Vox populi vuole che al suo posto sia realizzato l'ennesimo ed anonimo ristorante.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-7881054698313062961?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/7881054698313062961/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/06/cala-il-sipario-sugli-artisti.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/7881054698313062961'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/7881054698313062961'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/06/cala-il-sipario-sugli-artisti.html' title='Cala il sipario sugli &quot;artisti dimenticati&quot;'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-6752431725876164904</id><published>2009-06-05T14:09:00.001-07:00</published><updated>2009-06-05T14:41:16.493-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='festival delle culture'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tahar lamri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ravenna'/><title type='text'>Festival delle Culture a Ravenna</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Termina domenica sera a Ravenna la seconda edizione del Festival delle Culture. Un Festival che ha come obiettivo quello di portare alla luce tutte le variegate culture ormai da tempo insediatesi in Romagna. Islamici, copti, ortodossi, e, etnicamente parlando, cittadini asiatici, africani e americani del nord e latini, che già da decenni convivono e prosperano nella nostra terra. Moltissimi i concerti e i dibattiti in programma durante tutta questa settimana, ma, al di là della fredda cronaca degli eventi, pur interessati, mi è sembrato giusto dare voce al Presidente del Festival, lo scrittore algerino TAHAR LAMRI, mio coetaneo e amico personale, che risiede a Ravenna da un quarto di secolo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;COME SEI RIUSCITO A COINVOLGERE TANTI SOGGETTI COSI' DIVERSI IN UN PROGETTO COSI' AMBIZIOSO?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'idea principale è quella di far confluire le culture cittadine. Il festival nasce dal basso, da una cultura orizzontale e popolare, e volendo unire generazioni e tradizioni spesso all'opposto. Si è passati, ad esempio, dal concerto di oggi della banda comunale ad esibizioni di giovani rapper e ad un autore come Gregor Ferretti. Il Festival vuole testimoniare come gli stranieri siano anche grandi portatori di cultura e siano estremamente generosi verso la città che li ospita. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;NON C'E' IL RISCHIO INVECE DI SOTTOLINEARE LE DIFFERENZE PIUTTOSTO CHE LE ASSONANZE?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per evitare questo si è per l'appunto costruito un programma che prevede molte contaminazioni per contribuire alla conoscenza reciproca sopratutto fra stranieri stessi. In nessuna altra realtà italiana vi è una capacità simile di lavoro in rete delle nostre associazioni. Lo scopo del Festival è anche e sopratutto quello di fungere da catalizzatore e quindi evitare derive pericolose. Ravenna è ormai una città multiculturale oltre che multirazziale. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;TI PREOCCUPA IL CLIMA DI SCONTRO CHE STA SORGENDO IN ITALIA INTORNO AI TEMI DELL'IMMIGRAZIONE?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io non mi preoccupo del momento attuale... dico solo che dobbiamo fare le cose e basta. Il mio Paese, ad esempio, è stato liberato da sei persone che hanno combattuto contro tutto e tutti ed alla fine hanno vinto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;TU ORMAI SEI A RAVENNA DA UN QUARTO DI SECOLO (Tahar è stato sposato ad una ravennate da cui poi si è separato). TI SENTI ANCORA STRANIERO?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In verità non mi sono mai sentito straniero. Io sono una sintesi, una specie di somma d'identità. Le definizioni generali funzionano per i gruppi e per chi immagina una società statica. Ma nella realtà i singoli individui ogni giorno devono inventarsi e far crescere una propria specifica personalità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gran finale domenica sera, quindi, presso i Magazzini Almagià, nella zona del porto, che un secolo fa erano degli enormi depositi per lo stoccaggio dello zolfo, e oggi sono uno stupendo contenitore di realtà artistiche, vero fiore all'occhiello per la città di Ravenna e per tutta la Romagna.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-6752431725876164904?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/6752431725876164904/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/06/festival-delle-culture-ravenna.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/6752431725876164904'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/6752431725876164904'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/06/festival-delle-culture-ravenna.html' title='Festival delle Culture a Ravenna'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-5113299184173666614</id><published>2009-06-04T02:04:00.000-07:00</published><updated>2009-06-04T02:15:05.659-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='balere romagnole'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ballo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='amarcord'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;h1&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://fatemelodire.splinder.com/post/20659119/Che+bei+ricordi..." class="seo_itemtitle"&gt;Che bei ricordi...&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Leggo questo post (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;* il nostro sulle balere romagnole n.d.r.&lt;/span&gt;) e vengo travolta da un mare di ricordi. Io a Marina di Ravenna ci sono andata a trascorrere le vancanze (due mesi per volta! si partiva il 29 giugno e si rimaneva tutto luglio e tutto agosto...) da quando avevo pochi mesi fino ai 13 anni...poi ci ho fatto un paio di capatine nostalgiche da "adulta".&lt;br /&gt;Il bagno Nello, la Grotta Verde (da fuori sentii tutta gasata Gianni Pettenati con la sua "Bandiera Gialla" e i Ricchi e Poveri  ^_^) , Le Ruote, la gelateria Mariuccia, Il cinema in fondo alla via di casa dove non potei andare a vedere coi miei fratelli maggiori (invidiaa) Senta Berger in "Quando le donne avevano la coda" perché non avevo 14 anni, ma dove non persi tanti altri films, tra cui quelli &lt;em&gt;optical&lt;/em&gt; come "La zanzara" con Rita Pavone e Giancarlo Giannini), il mercato al mercoledì che si svolgeva proprio in una piazza accanto alla via dove sorgeva la casetta che affittavamo (a fianco delle scuole elementari), il "frizzital" che era un gelato che potevi prendere proprio al giorno del mercato, il fritto di pesce della signora Giulia, il dolce tuttoburro che sempre lei preparava per il compleanno di mia sorella, la messa la domenica sera alla chiesa che allora mi pareva così moderna e vasta, le gite al Molo (e di là c'era Marina Romea), gli odori del porto, il pesce che mangiavi al ristorante Sole (se non erro si chiamava così), gli avvistamenti dei vip che stavano al Park Hotel (Patty Pravo con la sua maga, la Vanoni, per esempio), i bomboloni freschi la mattina, le frittelle della Signora Rosa (mamma scalza e col foulard alla pirata in testa del bagnino Nello), le partite di pallavolo dietro le cabine e accanto alle docce, le cabine di legno, quelle di cemento come la nostra, la numero 31, sempre piena di sabbia e di cose di ogni tipo: costumi, pinne, boccagli, teli, palette, biglie coi ciclisti, materassino di tela rosso e blu, il pontile, Lo sci nautico dei miei fratelli maggiori e della zia Roberta, le gite in motoscafo all'isola d'acciaio con quel gran figo dell'Urbano (fratello di Nello), le passegate in pineta (e le storie su Anita Garibaldi da ascoltare con gli occhi sgranati, i pinoli da raccogliere da spaccare e assaporare), gli zampironi, il ddt spruzzato da una specie di Ape Piaggio, gli arrivi di mio papà al venerdì sera o al sabato mattina, la colonia che si trovava quasi alla fine del paese, verso il lido di Savio, che mi metteva così tanta tristezza (mio padre diceva che alcuni bambini nostri compaesani stavano lì e una volta andò a trovare qualcuno di loro). E come si chiamava quel locale che stava in pineta, circa davanti all'hotel Internazionale, tra la via delle Nazioni e il "mio" tratto di mare? Jolly? Non ricordo...&lt;br /&gt;Quanto mi piaceva il tratto di strada da fare da casa alla spiaggia, sotto il sole cocente delle due del pomeriggio, sola e tranquilla. E ritrovare in spiaggia, ogni giorno, ogni anno, quei soliti volti, quelle persone che poi lungo l'anno non sentivi più, tranne qualche scambio di cartolina, o qualche lettera...&lt;br /&gt;Ricordo A. Gambaiani, che ancora credo viva là.&lt;br /&gt;E poi Vincenzo L., mio bellissimo primo amorino coi capelli neri neri e gli occhi verdissimi, che mi dava la mano uscendo dal mare al bagno di mezzanotte, ma aveva 17 anni e io 13...rimase una simpatia incubata..che avrebbe potuto sbocciare forse negli anni a venire, se non fosse stato che i miei smisero di andare lì proprio quell'anno.&lt;br /&gt;E Sante, con la sua simpatia e col suo "prototipo", motorino tutto mezzo scassato e rielaborato da lui. Potrei fare molti altri nomi, mi scorrono davanti tutti i visi, le situazioni, le atmosfere...&lt;br /&gt;Sono ricordi che mi legano moltissimo ai miei fratelli, che li hanno condivisi con me, pur avendo ognuno di loro -ne sono certa-  la propria "fetta" personale di ricordi e di persone speciali.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: normal; font-style: italic;font-size:100%;" &gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--     &lt;rdf:rdf rdf="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" trackback="http://madskills.com/public/xml/rss/module/trackback/"&gt;     &lt;rdf:description about="http://fatemelodire.splinder.com/post/20659119" identifier="http://fatemelodire.splinder.com/post/20659119" title="Che bei ricordi..." subject="amarcord" ping="http://www.splinder.com/trackback/20659119"&gt;     &lt;/rdf:RDF&gt;     --&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;   &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Postato da: &lt;/span&gt;&lt;a href="http://fatemelodire.splinder.com/"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;NonSoCosaDireAvendoTantoDaDire&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-5113299184173666614?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/5113299184173666614/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/06/che-bei-ricordi.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/5113299184173666614'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/5113299184173666614'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/06/che-bei-ricordi.html' title=''/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-9090194854331158483</id><published>2009-05-30T01:38:00.000-07:00</published><updated>2009-05-30T02:01:38.864-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='balere romagnole'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ballo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='xenos'/><title type='text'>Addio, vecchie e gloriose balere romagnole</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;"A Marina di Ravenna, sul Viale delle Nazioni, sono iniziate le opere di demolizione dei vecchi fabbricati che ospitavano la discoteca Xenos e l'hotel Internazionale. Si prevede la prossima realizzazione di un albergo quattro stelle superior, con cento stanze ed una galleria commerciale al piano terreno.Il progetto è stato redatto dall'Architetto Carlo Maria Sadich, su commissione della società Comway S.r.l., formata da Gruppo Nettuno S.p.A., Coop. Cmr ed altri. I lavori saranno realizzati dalle imprese di costruzione Gama S.p.A. e Coop. Cmr.La società Comway investirà in quest'opera 20 milioni di euro."Si tratta di un'importante scommessa sul futuro di Marina di Ravenna - commenta il presidente di Comway, Paolo Conforti - e sul turismo di qualità della riviera ravennate, ma la sfida, per quanto difficile, porta con sé il valore della Cittadina di Marina di Ravenna, con la sua grande spiaggia, la storica pineta, il porto turistico, la passeggiata sul canale".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questo lo scarno comunicato apparso su vari giornali locali della zona di Ravenna. Sembrerebbe una notizia come le altre. Non lo è. Lo Xenos è uno dei locali più ricchi di gloria e di storia di tutta la riviera romagnola. Nacque all'inizio degli anni 60 e originariamente si chiamava "Le Ruote" perchè era di proprietà di un certo Dante Rivola, ex ciclista che assomigliava a Gregory Peck e che aveva gareggiato nella squadra di Bartali, fino ad arrivare in nazionale nell'edizione dei Campionati del Mondo del 1952 a Lugano, vinta da Fausto Coppi. In seguito divenne "Circolo Ravennate e dei Forestieri", e diventò il quartier generale del mitico Concorso di Pittura Estemporanea di Marina di Ravenna, che tuttora richiama artisti da tutta Europa. Il "Circolo dei Forestieri" ospitò per quattro anni anche le fasi finali del concorso di bellezza "Lady Universo". Ma il piatto forte del locale era la GRANDE musica dal vivo. A metà degli anni 60 TUTTI i più grandi artisti d'Europa sono passati da questo locale. Chi ha più anni di me ricorda ancora con emozione le esibizioni di MINA, BRUNO MARTINO, CLAUDIO VILLA, solo per citarne alcuni, fino a gruppi come GENESIS, URIAH HEEP, JETHRO TULL. Roberto Minguzzi, batterista dell'orchestra del bagnacavallese Fenati, ricorda l'esibizione dell'orchestra Zavallone, con alla batteria un giovane talentuoso: Tullio De Piscopo. Ripeto, citarli tutti è impossibile. Dello Xenos ho pochissimi ricordi personali: due puntate in tutto all'inizio degli anni 90, una delle quali per conoscere dal vivo l'allora comico emergente Enzo Jacchetti, il filosofo del "pensiero bonsai". Ma già all'epoca gli anni d'oro era finiti da un pezzo. Lo Xenos era una discoteca come tante altre, frequentata più che altro da fighetti e figli di papà, che spesso noleggiavano l'enorme struttura per feste di laurea o compleanni. L'era delle vecchie balere era al tramonto. Pochi metri più in là, infatti, si assisteva all'agonìa di un'altro storico locale, la Grotta Verde, che apriva da maggio a settembre, in quanto all'aperto. Delle decine di locali da ballo esistenti nella sola provincia di Ravenna a partire dalla fine degli anni 60, oggi ne sopravvivono solo otto, cinque dei quali propongono esclusivamente il "liscio". Anche questo è un mondo che scompare.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-9090194854331158483?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/9090194854331158483/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/05/addio-vecchie-e-gloriose-balere.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/9090194854331158483'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/9090194854331158483'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/05/addio-vecchie-e-gloriose-balere.html' title='Addio, vecchie e gloriose balere romagnole'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-5878426200100521695</id><published>2009-05-28T14:37:00.000-07:00</published><updated>2009-05-28T14:53:18.908-07:00</updated><title type='text'>SAN MARINO AI GIOCHI OLIMPICI DEI PICCOLI STATI</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Inizio a postare su questo nuovo blog in maniera un pò insolita rispetto alle consuete. Parliamo infatti di sport. Da una recentissima toccata e fuga in una località al confine con San Marino ho appreso che esistono Giochi Olimpici riservati espressamente alle Nazioni Europee piccole e piccolissime. I giochi Olimpici dei Piccoli Stati d'Europa sono anzi già alla tredicesima edizione, e a differenza dei normali giochi Olimpici, che si svolgono ogni quattro anni, questi si svolgono ogni due. Insomma, i nostri cugini serenissimi il 31 maggio partono alla volta di Cipro in cerca di riscatto, visto che all'edizione del 2007, svoltasi nel Principato di Monaco, sono arrivati penultimi, raccattando solo 16 medaglie: 4 d'oro e 6 d'argento e di bronzo. Pare inoltre che in questi particolari cimenti proprio Cipro faccia la parte del leone, visto che, sempre due anni fa, è arrivata prima con ben 93 medaglie, di cui ben 36 d'oro. Otto le nazioni partecipanti: oltre a San Marino e a Cipro, vi sono anche Islanda, Lussemburgo, Monaco, Malta, Andorra e Liechtenstein. Dodici le discipline interessate: atletica leggera, pallacanestro, judo, tiro, tennistavolo, pallavolo, vela, ginnastica, beach volley e nuoto. Oltre alla capitale Nicosia, le gare si disputeranno anche a Machairas e a Limassol, sulla costa est. I Giochi si apriranno il primo giorno di giugno per chiudersi sabato sei. Non rimane che augurare ai nostri simpatici cugini un forte in bocca al lupo, e che almeno evitino il "cucchiaio di legno". &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-5878426200100521695?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/5878426200100521695/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/05/san-marino-ai-giochi-olimpici-dei.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/5878426200100521695'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/5878426200100521695'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/05/san-marino-ai-giochi-olimpici-dei.html' title='SAN MARINO AI GIOCHI OLIMPICI DEI PICCOLI STATI'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1144381721932109715.post-7128879292959455243</id><published>2009-05-27T10:48:00.000-07:00</published><updated>2009-05-27T11:00:34.693-07:00</updated><title type='text'>Benvenut@</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_7EsP01pshQM/Sh1--rUTq-I/AAAAAAAAABI/1XXUE_jXRGA/s1600-h/gallo_vite_romagnolo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 114px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_7EsP01pshQM/Sh1--rUTq-I/AAAAAAAAABI/1XXUE_jXRGA/s320/gallo_vite_romagnolo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5340564348376165346" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;Benvenut@ nel nostro blog di impronte ROMagnole!&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1144381721932109715-7128879292959455243?l=leimprontedeiromagnoli.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/feeds/7128879292959455243/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/05/benvenut.html#comment-form' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/7128879292959455243'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1144381721932109715/posts/default/7128879292959455243'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://leimprontedeiromagnoli.blogspot.com/2009/05/benvenut.html' title='Benvenut@'/><author><name>pralinAndrea</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03702749039198657762</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='22' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-ShRMH0dJyvA/Tv9Epbfj8tI/AAAAAAAAAFc/_5MZDzRP-XM/s220/206559_1645328698435_1393419848_31280452_5054849_n.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_7EsP01pshQM/Sh1--rUTq-I/AAAAAAAAABI/1XXUE_jXRGA/s72-c/gallo_vite_romagnolo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>10</thr:total></entry></feed>
