E' stata inaugurata il 13 maggio scorso a Cervia la "Colonna del Mare", una stele-monumento dedicata ai pescatori e alle donne della marineria cervese, ideata dal grande scrittore e poeta Carlo Nava, scomparso appena venti giorni prima a 86 anni. Promotore dell'iniziativa è stato il Circolo Ricreativo Pescatori "La Pantofla", in collaborazione col Comune di Cervia e la Coop Pescatori Luigi Penso. Immancabile all'inaugurazione il mitico skipper romagnolo Cino Ricci e, con un toccante intervento, Vittorio Nava, figlio di Carlo. Lo scrittore, che ho avuto modo di conoscere personalmente oltre vent'anni fa al suo esordio, è autore di oltre 20 opere di carattere letterario ma anche storico, molte delle quali legate all'ambiente marinaro. L'esperienza di imbarco a Cervia, da giovane, sul peschereccio di Francesco Bonaldo lo ha temprato in modo indelebile. Non casualmente una sua raccolta antologica è intitolata: "Di venti impetuosi e di leggere brezze". Carlo fu anche protagonista di alcuni incontri culturali a Cervia quali: "Storie di mare... un mare di storie" e "Tempo di (A)mare". Tra i vari riconoscimenti che lo videro primeggiare, il più gradito fu senz'altro la vittoria al Concorso Letterario indetto nel 1996 dal "Club dei Ventitrè", l'Associazione che è un punto di riferimento per tutti coloro che sono interessati a Giovannino Guareschi, l'ennesimo personaggio che elesse Cervia a sua seconda patria (e fra i tanti citiamo il premio Nobel per la letteratura Grazia Deledda e il grande comico Walter Chiari).
venerdì 21 giugno 2013
mercoledì 19 giugno 2013
giovedì 6 giugno 2013
Il Vangelo (di) Secondo Casadei
Una serata elettrizzante con le musiche di Secondo Casadei (l'unico e solo, inimitabile!), eseguite da baldi giovanotti caricati a molla. Uno spettacolo assoluto!
mercoledì 29 maggio 2013
Addio al Sammarinese più famoso nel mondo
Un altro pezzo della nostra storia se n'è andato. Antonio Ciacci, in arte Little Tony, era nato a Velletri nel 1941 da genitori sammarinesi, tant'è vero che i suoi parenti abitano tuttora in frazione Acquaviva, e con la Romagna ebbe, ovviamente, un rapporto molto stretto. Ecco la testimonianza di PIO TREBBI, cantante di S. Arcangelo, che lo conobbe nei suoi anni di maggior successo.
"Era il 1970 quando partecipammo al Festival di Sanremo, io con Nevicava a Roma e lui con La spada nel cuore. E questa notizia appunto arriva come una stilettata... per fortuna ci restano le sue canzoni, che lo renderanno vivo per sempre".
Rimini lo ha applaudito in Piazzale Fellini nella notte del Capodanno 2009 trasmesso dalla RAI, senza contare i numerosissimi locali in cui si è esibito, e in particolare il MON AMOUR di Miramare, il cui patron Paolo Righetti è affranto dal dispiacere.
"Abbiamo lavorato tanti anni insieme, ed eravamo grandi amici. Nel mio locale ha cantato in diverse occasioni... era una persona umile, riservata e gentile. Tre mesi fa avevo sentito il fratello Enrico, perchè volevo organizzare la serata "Little Tony Vs Bobby Solo", dato che lui è il chitarrista di entrambi. Ma purtroppo Enrico mi disse che stava già molto male".
Fra i colleghi romagnoli ci regala il suo ricordo il cervese PIERO FOCACCIA.
"Abbiamo iniziato insieme da ragazzi. Nel 1963 eravamo al Cantagiro... non scorderò mai una bellissima notte trascorsa a chiacchierare in giro con le ragazze. Negli anni Novanta siamo entrati in finale a Una rotonda sul mare, nel 1998 sono stato da Mara Venier a Domenica In e poi sono andato nella sua sala d'incisione a Roma. Mi fa sorridere un episodio, che è stata anche l'ultima volta in cui ci siamo parlati. Ero vicino ad Ancona e stavo registrando un contributo per La vita in diretta, in pratica ero su uno scoglio e cantavo, e ad un certo punto sono scivolato in mare... bè, subito Antonio mi ha chiamato per sapere come stavo... era una persona davvero premurosa".
La sua tempra rock ha contagiato anche le nuove generazioni. Il cantante FILIPPO MALATESTA, di Verrucchio, da dieci anni ha in repertorio Cuore Matto.
"E' una versione tutta nostra, molto divertente. In realtà il testo lo scrisse Mogol (e ti pareva...) durante un viaggio in macchina. Little Tony gli aveva fornito la musica e Mogol trovò subito l'alchimia fra musica e parole. Quando fummo ingaggiati come band fissa a Roxy Bar nel 1994, lo avemmo come ospite e ci colpì tantissimo per come cantava e suonava il rock... non era Elvis, ma ci andava davvero vicino. Era un fuoriclasse assoluto".
mercoledì 22 maggio 2013
Tradizioni della mia terra (1983)
Trent'anni fa esatti Raul Casadei era in piena attività, anche se rispetto allo zio Secondo il livello era già sceso di parecchio. Raul inaugura un nuovo modo di fare liscio che, a suo dire, lo avrebbe rinnovato. Questo brano fa appunto parte di questa "linea", e, a parte la melodia molto "easy listening", il testo è pieno di luoghi comuni e buonismi a prezzo nazionalpopolare. E meno male che si era ancora nell'83, dieci anni più tardi la Lega Nord di questo brano ne avrebbe potuto fare l'inno ufficiale. E' anche da cose minime come questa che si capisce perchè oggi siamo ridotti così. Amen.
lunedì 22 aprile 2013
Edgardo Siroli, attore
Ricorre il 24 l'ottavo anniversario della scomparsa di Edgardo Siroli, attore di culto della Romagna. Un professionista autentico, che ha fatto inoltre da chioccia a numerosi personaggi che ancora oggi calpestano le tavole dei palcoscenici e che a lui devono parecchio, come, ad esempio Marco Martinelli, attuale direttore artistico di Ravenna Teatro e fondatore del Teatro delle Albe.
Chi scrive ha potuto vederlo all'opera solo una volta, poco prima della sua scomparsa, al Cinema Teatro Moderno di Castelbolognese, mentre stava interpretando da par suo i versi immortali di Olindo Guerrini detto Stecchetti, il più grande poeta romagnolo tra la metà dell'800 e il primo Novecento.
Ma chi era Edgardo Siroli? Nato a Conselice nel 1940, dopo la scuola di recitazione di Bologna si trasferì a Roma dove, agli inizi degli anni '60, esordì giovanissimo nel teatro classico e sperimentale, accanto ad attori del calibro di Lea Padovani, Gian Maria Volontè, Gastone Moschin, Antonio Salinas, Carmelo Bene e moltissimi altri. Lavorò in seguito presso il Teatro Stabile di Fiume, in Austria e in Germania.
Interpretò anche vari ruoli in una decina di film fra il 1960 e il 1970, ed ebbe la fortuna di lavorare con registi come Pier Paolo Pasolini ("Accattone"), Sergio Corbucci, Carlo Lizzani ("Il Gobbo"), Vittorio De Sica, Giuliano Montaldo (L'Agnese va a morire), recitando anche con Alberto Sordi ("Il Presidente del Borgo Rosso Football club") e Totò ("I due marescialli"), anche se la sua grande passione fu e restò per tutta la sua vita il teatro.
Negli anni '70 fondò il Centro Teatrale Emilia Romagna e al ruolo di attore affiancò quello della regia, nel tentativo di portare, tra i primi, più forme d'arte sulla scena, coniugando prosa, poesia, danza, musica, pittura. Morì a Bologna il 24 aprile 2005, il giorno successivo alla prima.
Ora riposa nel cimitero di Fusignano, cittadina dove si trapiantò, e dove la famiglia ha donato alla locale ma prestigiosa Biblioteca "Piancastelli" (diretta da Giuseppe Bellosi, poeta in vernacolo nonchè grande studioso e interprete di Olindo Guerrini), ogni tipo di materiale relativo a Edgardo: copioni, recensioni, locandine cinematografiche e preziosi carteggi.
venerdì 19 aprile 2013
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