Correva l'estate del 1976, e l'allora PCI, pimpante per il successo elettorale conseguito il 20 giugno, diede mano libera alla sua Federazione Giovanile (FGCI), nell'organizzare presso l'ippodromo della città, fino a dieci anni prima usato anche come stadio per il Ravenna, il Primo Festival Nazionale dei Giovani. Lo spazio era imponente, tant'è che ad agosto vi si svolgeva il Festival de l'Unità, con i concerti dei cantanti più in voga del momento. Nel 1976, per esempio, ospitò un Gianni Morandi che all'epoca stava tentando strade alternative a quelle del grande successo di massa del decennio prima. Ma torniamo a questo Festival, la cui programmazione musicale vedeva, tra gli altri, l'emergente Rino Gaetano, Edoardo Bennato, e un gruppo di Napoli, il "Napoli Centrale", che in quegli anni viveva il suo momento di maggior fulgore. Ebbene, in questo gruppo vi era un ancora sconosciuto bassista napoletano, Pino Daniele. Personalmente ricordo solo Rino Gaetano, che vidi in una fredda e umida serata (il giorno aveva piovuto). Il Festival finì male. Alcuni poliziotti, nel controllare due giovani in possesso di cannabis, furono insultati ed ebbero una reazione violenta, sparando e ferendo non in modo grave i due ragazzi. Questo provocò una reazione rabbiosa da parte di alcune centinaia di giovani venuti da tutta Italia, che sequestrarono un autobus, e misero a ferro e fuoco mezza città. I danni furono considerevoli, e il Festival non fu mai più riproposto. La band di Pino Daniele faceva capo ad uno dei più noti alberghi di Cesena. Rientrati là dopo il concerto, Pino si ritirò in camera sua, mentre gli altri si fermarono a parlottare giù nel parcheggio. Poco dopo a loro si unì il titolare dell'albergo, che rimase lì ancora un po' dopo che i giovani erano rientrati nelle loro camere. E fu allora che da una finestra aperta cominciò ad uscire un effluvio ammaliante di accordi alla chitarra, eseguiti con maestrìa e con mirabile fantasia compositiva. Il titolare dell'albergo rimase vari minuti ad ascoltare in silenzio, come stregato, quella cascata di suoni meravigliosi, e poi rientrò. La mattina dopo il gruppo era di partenza, ed egli li fermò prima che se ne andassero perché voleva conoscere quel chitarrista che lo aveva così colpito. Si presentò un ragazzo moro, ricciuto, a cui fece molti complimenti, e a cui chiese il nome. "La ringrazio" disse lui con evidente imbarazzo "La ringrazio moltissimo... il mio nome? Pino Daniele". Stavano partendo per andare a registrare un disco a Milano. Il titolare del locale lo accomiatò pronosticandogli un futuro di grande successo. Il resto è storia. Ora purtroppo Pino non c'è più, ma sono con noi ancora i suoi compagni, le sue canzoni, e i meravigliosi ricordi, come questo, che ha lasciato in giro per il mondo.
venerdì 6 febbraio 2015
sabato 31 gennaio 2015
sabato 17 gennaio 2015
Modigliana. 16 gennaio 2015 * Presentazione di "P(r)eso di mira" di Francesco Baggiani
Presentazione del Dott. Francesco Baggiani del saggio "P(r)eso di mira" ed, Clichy. L'Autore ha spiegato a grandi linee ciò che si intende per "obesità" come luogo comune, e ciò che l'obesità o per meglio dire LE obesità sono, sottolineando la necessità di non discriminare né colpevolizzare (e tantomeno vessare) le persone in particolare i bambini e le bambine che ne soffrono; ha dato qualche consiglio pratico per affrontare le problematiche, che verranno trattate nel prossimo volume. Bellissimo monologo di Elisa Bagni sul tema della fame, e molta attenzione da parte del pubblico che ha rivolto all'Autore domande e qualche appunto critico al termine della presentazione. L'incontro in Sala Bernabei era organizzato dall'Assessorato alla Cultura e Servizi Scolastici e dalla Biblioteca "Don Giovanni Verità" di Modigliana, e aperto a tutta la cittadinanza. Alcune foto della presentazione, scattate da Patrizia Diamante.
martedì 13 gennaio 2015
P(r)eso di mira di Francesco Baggiani, ed. Clichy. Venerdì 16 gennaio ore 20.30 - Sala Bernabei Piazza Matteotti 5 Modigliana (FC)
Dal sito Forlì Today
http://www.forlitoday.it/eventi/cultura/modigliana-presentazione-del-libro-p-r-eso-di-mira-sul-bullismo-anti-obesita-2302229.html
modigliana. presentazione del libro p(r)eso di mira, sul bullismo anti obesità. Eventi a Forlì Venerdì 16 gennaio alle ore 20.30, il Dott. Francesco Baggiani,
pedagogista, presenta a Modigliana (FC) in Sala Bernabei, Piazza
Matteotti n. 5, il suo volume "P(r)eso di mira" edizioni "Clichy"
Firenze 2013. Si tratta del primo saggio pubblicato in Italia sul
fenomeno della discriminazione ponderale (o dimensionale) e del bullismo
contro le persone obese, molto ben documentato per il materiale
utilizzato e per la tesi che lo sostiene, per il quale l'Autore ha
raccolto durante molti anni di ricerca, una ricchissima e interessante
documentazione, traducendo numerosi testi, articoli, blog e libri in
particolare di lingua inglese e americana.
Il libro che spazia dalla medicina alla genetica, dalla sociologia ai
fenomeni di costume e mass mediatici, sta ricevendo moltissimi consensi
di critica e di pubblico, con recensioni importanti da parte dei
maggiori quotidiani nazionali e della R.A.I. radio e televisione
italiana. L'Autore che dichiara di non avere mai avuto problemi di peso
ma di essersi occupato dell'argomento per un senso di giustizia nei
confronti di una categoria ingiustamente "presa di mira", si rivolge
principalmente ai genitori, agli educatori, ai medici, agli allenatori
dei ragazzi e delle ragazze ovvero a coloro che hanno a cuore il
benessere delle persone in età "a rischio" per fenomeni di bullismo, ma
in generale a tutte le persone che hanno sofferto di disturbi alimentari
e di problematiche relative all'immagine e alla percezione di sé,
riuscendo a spiazzare e a capovolgere nella maggior parte dei casi quei
luoghi comuni che sorreggono tesi fittizie, improvvisate e non
documentate, mettendo invece come nodo centrale il benessere
dell'individuo. L'incontro aperto a tutta la cittadinanza, è organizzato
dall'Assessorato alla Cultura e Servizi Scolastici, e dalla Biblioteca
"Don Giovanni Verità" del Comune di Modigliana.
http://www.edizioniclichy.it/index.php?file=scheda_libro&id_pubblicazione=103“
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domenica 28 dicembre 2014
La Regina d'Africa
Se ci fosse ancora, la "Regina d'Africa" oggi avrebbe compiuto trent'anni, che per un pub situato in piena pineta a tre chilometri a meridione di Marina di Ravenna, sono un'enormità. Eppure fu proprio quel locale ad anticipare praticamente tutto quello che è successo negli anni successivi in tutta la Riviera romagnola. Ma andiamo per gradi. I cinque fondatori furono Walter Pretolani (poeta e insegnante, l'ho avuto per un anno come professore), Mauro Zanarini, Giorgio Benelli, Domenico Berardi, che purtroppo si è tolto la vita nello scorso luglio a soli 60 anni, e Valerio Ravaioli, ritratti in questa foto d'epoca.
"La Regina d'Africa" racconta Pretolani "fu inaugurata il 5 giugno 1984. Non avevamo fatto pubblicità, ma arrivò lo stesso tanta gente che si formò una fila di auto lunga due chilometri". Il nome fu deciso a casa di Danilo Montanari a Ravenna, all'epoca titolare delle edizioni artistiche Essegi, molto in auge in quegli anni, e fu una risposta al "mortorio" cittadino dell'epoca, quando tutti i bar del centro chiudevano alle 21, e non rimaneva che qualche cinema dove infilarsi. Vinse per l'appunto questo film del 1951 diretto da John Huston. "La Regina d'Africa" prosegue Zanarini "aveva una scelta di etichette nuove e ricercate. Siamo stati i primi a vendere il vino nel bicchiere. E poi c'era la birra alla spina, che fu anche quella una grossa novità".. D'estate veniva allestito un palco all'esterno, dove si esibivano gli artisti più quotati di quel periodo. Personalmente ricordo i mitici "Aringa e Verdurini", in pratica una coppia di attori maschio e femmina, lui bolognese, lei fiorentina, Maria Cassi, compagni anche nella vita, lui al piano e lei alle imitazioni. Ora Maria Cassi calca le scene di importanti teatri nel Regno Unito e altrove, senza più il suo compagno di quegli anni. Un'altra presenza costante era Serena Bandoli, vocalist di grande potenza, tutt'ora attivissima insieme al suo chitarrista di sempre, Fabrizio Tarroni. Ma se è vero che il bel gioco dura poco, anche qui la regola venne rispettata rigidamente. I cinque soci avevano comunque un altro lavoro, e dopo tre anni alcuni si tirarono da parte, anche perché il locale era aperto tutta la notte, e certi ritmi non sono sostenibili alla lunga. Altre persone subentrarono. Uno degli ultimi cuochi del locale fu il primo figlio di un ancora quasi sconosciuto Ivano Marescotti. Infine, nel 1989, l'incendio che la semidistrusse, quasi certamente doloso. Tre anni fa ci fu, peraltro, l'interessamento di un pool di imprenditori locali che acquistò l'edificio, col proposito di farlo ripartire, ma poi non se ne fece nulla. L'avventura di quel locale ora passato alla leggenda, viene ora raccontata da Walter Pretolani nel libro dal titolo omonimo, con disegni di una vecchia conoscenza del mondo dei fumetti, il ravennate Davide Reviati, e incisioni di Umberto Giovannini. Certe magìe, ahimè, non si ripetono così facilmente, soprattutto coi tempi che corrono. Nella foto in basso, Ravaioli, Zanarini e Pretolani, oggi.
sabato 20 dicembre 2014
Settantesimo della Liberazione di Ravenna e della zona est della Romagna
Ragazze poco più che adolescenti affiancavano spontaneamente i partigiani come staffette, o raccogliendo per loro denaro e beni. Dopo l’8 settembre del 1943 diedero vita anche a Ravenna a quella forma di movimento nazionale chiamato Gruppi di difesa della donna. A loro, “Donne resistenti contro il nazi-fascismo 1943-1945”, in occasione del 70° anniversario della Liberazione di Ravenna, viene dedicato il parco situato a Borgo Montone lungo il viale Altiero Spinelli.
“Nel 70° anniversario della Liberazione della città - dichiara l’assessore alle politiche e cultura di genere Giovanna Piaia - abbiamo ritenuto doveroso portare alla luce il lavoro svolto dalle donne durante la Resistenza nel Gruppi difesa della donna, e rendere loro omaggio con questa intitolazione. A poco a poco, la storia porta alla luce l’importanza del ruolo che le partigiane hanno assunto in quella fase storica del nostro paese. C’è ancora molto da approfondire su di loro perché quelle donne preferivano non apparire, ma oggi sappiamo che sono state oltre 2milioni le italiane che come staffette, come sarte, cuoche, infermiere, tanto per fare alcuni esempi, hanno dato un contributo determinante al riscatto del nostro paese dal giogo fascista. A loro, “al tabachi”, il termine dialettale per ragazze, mutuato anche per intitolare le iniziative dedicate all’anniversario dei Gruppi difesa della donna che si sono svolte il mese scorso, vogliamo dedicare quest’area verde affinché i loro sacrificio entri a pieno titolo nella memoria cittadina al pari delle nostre grandi figure della Resistenza”.
L’iniziativa conclude il programma di eventi per celebrare il 70° della nascita dei Gruppi di difesa della donna cui, il mese scorso, sono stati dedicati un convegno e una mostra col titolo “Al tabachi” a cura del Comune, Biblioteca Classense e con il contributo di Cgil, Fondazione bella ciao, Coop. Adriatica; con il patrocinio della Provincia e la collaborazione di: Accademia di belle Arti, Anpi, casa delle donne, Fondazione Casa Oriani, Istituto storico della Resistenza, Rete regionale archivi dell’Udi. Nella foto in basso veicoli alleati in Piazza del Popolo a Ravenna.
martedì 18 novembre 2014
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