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domenica 20 giugno 2021

Sentieri Agrourbani a Modigliana. Camminare con lentezza

Nel 1974 uscì un disco meraviglioso di Enzo Del Re, “Lavorare con lentezza“, il testo che parla di ingiustizie lavorative e di nocività ambientali, recita “adoro il lavoro ma odio la fatica”. Sono trascorsi tanti anni ma la musica non è cambiata, ogni giorno la dittatura della velocità immola vittime, rende insicuri non soltanto i luoghi di lavoro ma anche i luoghi di villeggiatura, distrugge l’ambiente e gli esseri viventi, indebolisce il nostro sistema immunitario, veicola pandemie, impoverisce le montagne, i borghi collinari, le periferie delle grandi città, per realizzare guadagni più elevati per pochi, pochissimi monopoli. Il sud come dice Franco Arminio non è soltanto una direzione indicata dalla bussola, ma tutto ciò che è marginale. “In direzione ostinata e contraria” raccolta impareggiabile di Fabrizio De Andrè per citare un altro grande cantautore, in direzione ostinata e contraria si rivaluta la lentezza, nell’abbraccio verde delle foreste che sono le nostre madri universali. Foreste sacre che danno ossigeno al vino, respiro ai campi, polmoni per i centri abitati, conservano infinite specie in habitat di biodiversità unici, producono erbe utili per la cucina, sono esperienze didattiche, testimoni viventi della nostra storia millenaria, delle rocche, delle fortificazioni, dei ponti, delle abbazie, dei sentieri dei pellegrini, dell’epifania del vino, dei gelsi utilizzati per la produzione della seta delle filande, dei fiori selvatici riserve mellifere, e di tanto e tanto ancora. Tutti i progetti di rivalutazione, mappatura, pratica e utilizzo creativo dei sentieri intorno ai borghi millenari sono da accogliere con vero entusiasmo, tra Brisighella e Riolo Terme esiste la meravigliosa Vena del Gesso (della quale tornerò a scrivere presto); a Modigliana mancava un trait d’union delle tre Valli di Acerreta Tramazzo Ibola, un abbraccio lento ma potente che parte dal centro cittadino per dipanarsi attorno a questo borgo della Romagna Toscana, trovando sul proprio cammino sentieri della fede, agriturismi, aziende vitivinicole, cavalli, corsi d’acqua, installazioni artistiche, luoghi della memoria dal Medioevo alla Resistenza antifascista e molte altre cose rimarchevoli e degne di nota.

Benvenuti Sentieri Agrourbani dal 3 e 4 luglio 2021 (inaugurazione ricchissima di eventi culturali assai pregevoli), un lavoro lento e certosino maturato in periodo di lockdown, ma con numerosi spunti precedenti e la collaborazione di moltissimi soggetti, ideato e coordinato dall’Assessore alla Cultura di Modigliana Rosa Grasso, che si è avvalso di collaborazioni con privati, enti, e associazioni fra le quali CAI di Faenza sezione di Modigliana. Per ulteriori info e programma degli eventi date un’occhiata al sito https://www.sentieriagrourbani.com/

nell'immagine, tavolozza di Silvestro Lega, Pinacoteca Comunale di Modigliana

PATRIZIA DIAMANTE foto e articolo tutti i diritti riservati



martedì 10 dicembre 2019

"Sotto le coperte non c'è miseria" di Beppe Sangiorgi, ed. Il Ponte Vecchio

E' passato un anno e un mese da questa bellissima presentazione presso la Bottega Bertaccini di Faenza con la presenza dell'attrice Maria Pia Timo. "Sotto le coperte non c'è miseria" a cura di Beppe Sangiorgi, un saggio tutto romagnolo che può stare benissimo sotto l'albero di Natale, una strenna coi controfiocchi!

martedì 17 settembre 2019

22 settembre a Modigliana ritorna The Big Draw! Laboratorio di disegno gratuito per tutti di Patrizia Diamante e Girandola Folk, organettista diatonica che eseguirà brani tradizionali del Nord Europa

Quest'anno THE BIG DRAW! Laboratorio di disegno gratuito e aperto a tutti, organizzato dalla maestra di pittura Patrizia Diamante, verrà allietato da arie tradizionali del Nord europa suonate dalla bravissima organettista diatonica Girandola Folk * L'appuntamento è presso la Loggetta della Tribuna dalle 10 fino alle 19. Vi aspettiamo!

mercoledì 14 novembre 2018

"Sotto le coperte non c'è miseria. Sesso e amore nella Romagna popolare" di Beppe Sangiorgi


Domenica 11 novembre presso la Bottega Bertaccini di Faenza, si è tenuta la presentazione del libro "Sotto le coperte non c'è miseria. Sesso e amore nella Romagna popolare" del giornalista Beppe Sangiorgi (ed. Il Ponte Vecchio), con la presenza dell'attrice Maria Pia Timo. Un brano del nostro blog sulle donne romagnole firmato da Patrizia "Pralina" Diamante è stato scelto per chiudere il libro e letto al termine della presentazione. Ringraziamo ancora l'editore, l'autore, la fantastica lettrice e l'organizzatore della divertentissima serata, Renzo Bertaccini, per averci onorato con questa citazione. Riprese in video di Andrea Trerè della Sorbole international project.

 

domenica 22 luglio 2018

SETTEMBRE D'ARTE A MODIGLIANA

SAVE THE DATE. 
* PRIMA DOMENICA DI SETTEMBRE * TRASMISSIONE SERENO VARIABILE su RAI2 parlerà della Romagna appenninica, con ampio risalto alle attività enogastronomiche e artigianali di Modigliana, dalla produzione Mandorlato al cioccolato (il più antico dolce vegan della storia italiana) alla Festa Multietnica che si svolge tutti gli anni qui in paese per merito delle comunità degli stranieri presenti in valle.

* TERZA DOMENICA DI SETTEMBRE * FESTE DELL'OTTOCENTO un grande evento collettivo meraviglioso con i tableaux vivants delle opere di Silvestro Lega, antichi mestieri, antichi sapori, artisti di strada, musicisti, artigiani, costumisti, figuranti e fotografi saranno i protagonisti della scena. Non potete mancare! [nel manifesto qui sotto il programma completo anche dei giorni precedenti]


* QUARTA DOMENICA DI SETTEMBRE * THE BIG DRAW A MODIGLIANA * siamo stati selezionati da Fabriano Cartiere al quale è molto piaciuto il nostro progetto, per l'inserimento nel calendario del festival del disegno più grande del mondo. Il workshop del disegno (gratuito) a Modigliana nelle vie del paese si terrà sotto la guida di Patrizia Diamante e sarà interamente dedicato alla Roccaccia. La stampa darà ampio risalto all'iniziativa.


* DAL NOVE SETTEMBRE AL 13 OTTOBRE * WORKSHOP DI PITTURA DAL VERO "en plein air" presso Agriturismo Re Piano organizzato da Antonella Ciccarella Romero. Le lezioni ci saranno il giovedì e il sabato, a partire dal 20 settembre fino a 13 ottobre 2018. Il giovedì sarà accompagnato, a fine lezione, da un assaggio gastronomico con dei temi ancora in studio. Link per l'acquisto del biglietto per tutte le giornate: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-workshop-di-pittura-d…

* RIFACCIA LA ROCCACCIA contest per creativi e poeti, termine per la consegna degli elaborati 8 settembre presso Tipografia Fabbri (PROROGABILE). Stiamo organizzando la mostra di tutti gli elaborati e la premiazione di quelli più interessanti nel mese di dicembre 2018 a Modigliana. Cerchiamo sponsor e idee per la manifestazione. Per scaricare il bando in italiano e inglese seguite il link: www.diamantestudio.jimdo.com


giovedì 27 aprile 2017

Dipingere è un albero cavo



Dipingere è un albero cavo. E’ un filo teso tra la terra e il cielo. E’ un momento di trance ipnotica. Nella preistoria, lo sciamano e il creativo erano la stessa persona. La veggenza è un viaggio nella terra di nessuno. 



Dipingere è una scommessa, un atto di crescita, perché di consapevolezza. Ci sono spazi bianchi come parole mai dette e silenzi “parlanti”, colori tenui come piccole frasi sussurrate, piccoli pensieri appena accennati, abbozzi di sorrisi, lacrime che restano attaccate alle ciglia. Il colore ha dei sussulti forti verso la luce, diventa sempre più deciso quando la luce (coscienza) lo fa vibrare.

Nella pittura ci si confronta con le proprie emozioni su un piano simbolico, ci sono emozioni trattenute, emozioni delicate, e in crescendo, emozioni prepotenti, emozioni trascinanti, emozioni devastanti, emozioni distruttive. Come gestirle? Lasciarle andare? e in quale misura? e in quale direzione?
Dipingere significa staccarsi da sé per entrare in un territorio “neutro”, di viaggio, di scoperta. Significa accettare di fare tesoro dai propri errori, per ricominciare da capo. Si cancella moltissimo, durante la realizzazione di un’opera. Cancellare la pittura “sbagliata” è un atto di coraggio e di crescita. Bisogna essere onesti. Senza onestà, non si arriva da nessuna parte in un lavoro serio, la furbizia non paga. Il mio professore di pittura mi diceva che l’atto di cancellare è il primo passo verso la grande pittura. Come in ogni viaggio che si rispetti, c’è il momento iniziale, la scoperta della tela vergine, di un territorio sconosciuto ma accogliente, dove tutto è possibile… io passo molto tempo ad accarezzare la tela, come un’arpa. La tela bianca è bellissima, ha un buon odore, e il gesso che forma il primo strato è familiare e rassicurante.
Poi ci si addentra, pieni di vitalità, ignari delle insidie, è il momento più bello. La matita o il pennello traccia linee immaginarie, appena abbozzate con rapidi segni, come guardare l’orizzonte e sognare mete future. Non importa che si debba rappresentare una spiaggia tropicale o un quarto del tavolo di cucina, è sempre un viaggio in un territorio sconosciuto.
Come in ogni viaggio, all’inizio si ipotizzano percorsi fattibili. Ma arrivano le difficoltà e le battute d’arresto, problemi tecnici e simbolici di difficile risoluzione. Il momento più duro sta nel mezzo dell’opera. E’ importante fermarsi, la strada è lunga, bisogna capire bene dove andare. Dove si deve insistere, scavare, tirare fuori, o seppellire. Dove si può applicare una invenzione. E dove può essere l’inganno.
Dipingere è un susseguirsi di problemi da risolvere.
Tutta la creatività si basa su “problemi” da risolvere, solo che i problemi non sono reali, sono immaginari. 
Ad un certo punto, proprio nel momento più duro, arriva la risoluzione dei problemi, e la fine dell’opera. In realtà l’opera non finisce mai, ma arriva un momento in cui si deve prendere un congedo a tempo illimitato dalla propria creazione. Quel momento arriva, quando i problemi sono stati risolti e il quadro è come lo volevamo all’inizio, o diverso da come lo volevamo, ma ci fa sentire soddisfatti.
Allora si può indugiare ancora un po’ sull’opera già “finita”, con piccoli ritocchi, più per la propria soddisfazione (vanità) che per reale necessità. Dipingere può essere anche molto divertente, quando si è padroni della pittura e ci si può permettere di scherzare con le immagini.
Il disegno è lo scheletro che regge l’impalcatura del colore, lo paragono alla ragione, al logos, alla parola, alla dialettica. Il colore è il mondo emotivo. 
La pittura ha un odore forte di solventi e di olio, è una forma molto materica, quasi preistorica, sicuramente infantile, ci si sporca quando si dipinge, così come ci si “sporca” quando ci si emoziona (ed è per questo che molti scelgono di congelare le proprie emozioni). Ma la struttura del quadro non è solo preistorica, è anche storica, è fatta di dialettica; di rapporti tonali, di chiaro-scuro, di piani che avanzano e di altri che retrocedono, e tanto altro.
Dire che un pittore si sveglia e si mette a dipingere così “come gli viene” preso dagli impulsi del momento, è una solenne cretinata. Ai tempi di Leonardo, un pittore era anche un matematico e, anche se i tempi sono molto cambiati, per dipingere occorre ancora, prima di tutto, pensare. Potrei dire ancora molte cose sulla pittura, come viaggio, come meditazione, come vita. Ma preferisco dipingerle!

sabato 11 febbraio 2017

Forlì. Patrizia Diamante intervista Roberto Brunelli, esperto di arte e finanza




- A proposito di Arte Fiera Bologna edizione 2017, quali sono state le tue impressioni in merito?

Il visitatore (SOGNI E CONFLITTI. LA DITTATURA DELLO SPETTATORE, aveva titolato nel 2003 Francesco Bonami la sua Biennale di Venezia) sa scegliere, non va educato e indirizzato: lo si sta vivendo e vedendo nella politica; la gente vuole tornare a vedere, a ragionare e soprattutto a scegliere, magari tra quello che noi non consideriamo Arte ma che per loro sono stimoli e emozioni, con la propria testa, e non ha bisogno (e ciò si sta dimostrando fallimentare in tutti i settori) che altri pensino di poter decidere per loro cosa è giusto vedere esposto ed è bene scegliere.

Avevo salutato con estremo entusiasmo la scelta della Dr.ssa Vettese alla direzione di Arte Fiera ma, pur mantenendo inalterato il giudizio estremamente positivo che ho tuttora di lei, devo purtroppo constatare che, almeno ad oggi, la "cura Vettese" non ha ancora dato gli auspicati frutti. Era ovvio che sarebbe stato difficile, se non impossibile, ravvivare in pochi mesi una manifestazione che soffre ormai di una malattia cronica, ma la medicina ci insegna che una qualche cura si può sempre trovare, e che può comunque migliorare le condizioni di vita del paziente.

Oggi giorno si tende invece a selezionare rigidamente non soltanto le Gallerie che partecipano all'evento ma addirittura a chiedere loro un programma, come se la Galleria avesse al suo interno solo quegli Artisti "per investimento e/o di valore", scelta questa che si rivela deleteria per tutti gli Artisti "non convocati", frustrandone il morale e insinuando il tarlo, nei collezionisti che magari soltanto pochi mesi prima hanno acquistato le loro opere nella stessa Galleria, che essi non siano poi così tanto "ben visti" dal gallerista stesso. Ci si dimentica che l'Italia è diversa dal resto d'Europa: un tempo, quando c'era ancora la CEE, si parlava ancora del "Paese dei Cento campanili"; ci si scorda spesso che la sua ricchezza, la sua storia e la sua Arte è per l'appunto la somma di quelle diversità, di quelle molteplici scelte e di quelle originali individualità.

- Parlaci del tuo libro "Anninovanta 1990-2015. Un percorso nell'arte italiana". Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a scriverlo? e con chi hai collaborato?

Il libro è stato il primo tentativo di analisi attraverso una prospettiva storica della generazione di artisti italiani attivi tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Duemila. Al volume è stato già riconosciuto pienamente questo merito essendo stato inserito in queste prestigiose Biblioteche Internazionali: https://www.worldcat.org/title/anninovanta-1990-2015-un-percorso-nellarte-italiana/oclc/905852983&referer=brief_results

Sono molto riconoscente al Prof. Cosimo Semeraro Ordinario di Storia Moderna e Contemporanea e Segretario Emerito del Pontificio Comitato di Scienze Storiche della S. Sede che ne ha voluto curare la Presentazione.

- In una tua intervista parli dell'arte come un fenomeno visionario, e della capacità, da parte di alcuni artisti, di cogliere i segnali dal futuro. Credo che attraverso l'arte sia possibile capire meglio la storia nella sua evoluzione, i cambiamenti sociali e così via. Questo può voler significare, che l'artista non è affatto un eremita lontano dal mondo. Allora perché non si presta troppa attenzione alla sua opera da un punto di vista sociale?

Con il Libro "Anninovanta 1990 – 2015. Un percorso nell'arte italiana" ho voluto favorire, forse per primo, un doveroso processo di storicizzazione di quella generazione di artisti che ha visto la sua massima espressione negli anni '90. Oggi è più che mai auspicabile che ai nostri Artisti venga finalmente riconosciuto quel merito, quel ruolo di anticipatori che rivestono tutti i veri Artisti della storia dell'arte, artisti che hanno messo in scena nelle loro Opere i problemi umani e sociali della vita quotidiana, anticipando di molti anni, con illuminata lungimiranza, la crisi di valori, non soltanto economici, che la nostra società sta ora vivendo drammaticamente. Come vado scrivendo ormai dal 2007 sul forum di FinanzaOnLine con lo pseudonimo di "investart" la maggior parte dei collezionisti, dei critici e degli addetti ai lavori non ha ancora voluto vedere ciò che quegli artisti ci stavano raccontando con le loro opere. Allora non era facile: nel tempo del "tranquilli siam qui noi", quando tutti vivevano al di sopra delle loro reali possibilità, cullati dall'illusione che tutti potevano divenire proprietari di una casa pagando un mutuo e continuando a spendere e spandere in aperitivi & Co., era più facile voltarsi dall'altra parte ed ignorare i messaggi premonitori che gli artisti ci stavano mandando. Pure erano lì, con i loro quadri, a dirci "attenzione: questo sarà il futuro". Almeno oggi, è impossibile non riconoscere la nostra miopia.

Dalla lettura del volume emergono chiaramente gli Artisti che meglio di altri hanno anticipato l'enorme crisi di valori ancor prima che economica che il mondo globalizzato sta vivendo in questi anni.

- Quali sono stati i mutamenti sostanziali nel periodo che hai ricordato, in termini di mercato e di collezionismo delle opere?

La domanda che più frequentemente viene posta a noi addetti ai lavori da chi si avvicina da poco al mondo dell'Arte è se vi siano certezze, domanda alla quale personalmente rispondo che, se fosse tutto così automatico, sarebbe sufficiente recarsi assieme alla moglie da Gagosian, acquistare uno o più Lavori di Artisti da lui rappresentati, magari accedendo a un finanziamento privato, per poter poi pagare gli studi universitari ai figli, e magari poter lasciare loro un piccolo capitale per quando metteranno su famiglia. Ma, come è vero che I prezzi delle Opere d'Arte sono estremamente difficili da anticipare nel breve termine, è altresì vero che il mercato dell'Arte, come quello finanziario, è un "mercato efficiente", che, come sostiene il Premio Nobel per l'economia, Eugene Fama, il mercato non sbaglia e va lasciato fare, senza controlli e interferenze pubbliche, poiché questo tende spontaneamente all'equilibrio. Ebbene ciò che è successo al mercato azionario ha avuto un riflesso anche per il mercato dell'Arte. Gli studi empirici degli economisti sulle variazioni dei prezzi di azioni e obbligazioni sono infatti sovrapponibili a quelli dell'Arte e degli Artisti. Se prendiamo ad esempio il crack della new economy, la bolla dei subprime e la crisi dei titoli sovrani somigliano a ciò che è avvenuto negli stessi anni anche nell'Arte. Artisti osannati, portati alle stelle e poi svaniti nel nulla, oppure che hanno visto crollare in un istante le loro quotazioni, che poi il tempo ha restituito, o sta restituendo, o restituirà in un prossimo futuro.

Insieme allo Storico dell'Arte Salvatore Puzella nel libro "Investire in Arte e Collezionismo" abbiamo spiegato in modo assolutamente innovativo i meccanismi del mercato dell'arte, visto e considerato che nessuno ha la sfera di cristallo per prevedere il futuro abbiamo scritto un libro all'incontrario elencando tutti gli errori da non fare quando ci si avvicina all'investimento in arte, se il collezionista eviterà tali "errori" molto probabilmente le probabilità di vedere un giorno premiate le proprie scelte aumentano in numero esponenziale rispetto al "fai da te" o ai consigli per gli acquisti riportati in maniera più o meno disinteressata dalla letteratura, periodica o meno di settore.

- Ritengo che sia innegabile il valore di alcuni vecchi galleristi, amici degli artisti, eroici se hanno tentato a loro spese (e talvolta fallendo) di colmare grosse lacune in ambito pubblico, ma in moltissimi casi, oggi, a mio parere, abbiamo a che fare con degli "affittacamere" spregiudicati e un po' superficiali che badano solo a vendere spazi. Come si dovrebbe muovere una galleria d'arte per essere credibile?

La Galleria dovrebbe innanzitutto programmare con almeno 12 mesi di anticipo la propria attività, offrire un mix di Artisti che parlano per primi loro stessi tra loro con i propri Lavori e cercare una vera internazionalità cercando di essere presente a eventi fieristici internazionali di prestigio e cercando contatti, non a pagamento, cosa difficile ma non impossibile, con Critici e Curatori italiani e/o stranieri che credono loro per primi nell'Artista. Non dimentichiamo mai che il Critico vive e ha successo grazie all'artista e al suo Lavoro, e un serio professionista non si lascia certo scappare il valore (storico prima ancora che economico) quando e se vi si trova al cospetto.

- Assistiamo anche a un proliferare di Prize internazionali a pagamento dove non c'è una reale selezione, l'unica selezione è il pagamento dello spazio da utilizzare... forse l'arte ha preso una deriva un po' troppo simile ai grandi centri commerciali.

Il proliferare di tale "nefaste" manifestazioni a pagamento si deve esclusivamente alle responsabilità degli Artisti che vi vogliono partecipare, se mancasse una richiesta di eventi del genere crollerebbe immediatamente anche la loro proposta.

Personalmente trovo vergognoso in certe tali manifestazioni i patrocini che le Istituzioni (leggasi quindi lo Stato) a volte rilasciano con una troppa leggerezza e superficialità.

Lasciami però spezzare una lancia a favore dei centri commerciali, con i nostri centri storici che soffrono di carenze croniche di parcheggio e il "vigile elettronico" che controlla gli accessi delle Zona a Traffico Limitato rendendo molto probabile per il "visitatore forestiero" l'incappare in una multa (i varchi d'accesso sono spesso mal segnalati anche dai navigatori più aggiornati), l'idea di "spostare" l'Arte e le Gallerie in centri facilmente raggiungibili e fruibili la vedo come una grande opportunità per il futuro di certe attività commerciali di settore.

A tal proposito mi piace qui ricordare il volume "Chi colora Nanù?" scritto insieme all'Artista Stefano Tedioli con lo scopo di avvicinare i bambini all'Amore per l'Arte fin dalla più tenera età e di cui una parte del ricavato dalla vendita dei libri viene devoluto in beneficenza all'Organizzazione di Solidarietà con popolo SAHARAWI, "RIO DE ORO Onlus".

- La pittura può venire giudicata dalle giurie insieme alla fotografia e a tutte le altre forme d'arte o di artigianato? si possono collocare sullo stesso piano?

In Italia i Premi nell'Arte non hanno fino ad ora funzionato, "i giudici" dovrebbero essere persone che con il loro Lavoro/Passione hanno negli anni dimostrato di avere loro in primi lanciato e soprattutto consolidato Artisti arrivati all'attenzione di Istituzioni/Musei/Collezioni soprattutto straniere. Non vedo oggi nella stragrande maggioranza dei giurati nostrani persone di questo calibro, forse in futuro occorrerebbe "dare in gestione" la giuria di questi Premi nostrani a eminenze o meglio eccellenze straniere, penso soprattutto inglesi e americane.

- Quali sono i paesi del mondo che attualmente propongono cose interessanti, a tuo parere?

Gli U.S.A., in particolare a Los Angeles e a New York rimangono il vero fulcro vitale per l'Arte Contemporanea mondiale, attualmente il mercato globale permette di poter però scoprire ovunque nuovi artisti.

- La vetrina del web può sostituire quella reale per la vendita delle proprie opere?

Sicuramente sì e l'Italia o meglio il collezionista italiano sta già pagando di tasca propria questa arretratezza e provincialismo dei nostri Galleristi ancora chiusi a riccio all'interno delle loro Gallerie e timorosi di confrontarsi con un mercato oramai veramente globale. Gli acquisti di Opere d'Arte sul web sono in costante aumento in tutto il mondo e colossi come Amazon on-line Art Gallery che si sono già posizionati sul settore testimoniano che indietro non è possibile tornare, la strada ormai è stata tracciata.

- Ad Arte Fiera ho sentito insistentemente parlare di una tua futura Mostra sugli Artisti italiani della "Generazione anni '60" (ovvero nati tra il 1960 e il 1970) richiesta a gran voce da Artisti e addetti ai lavori. Puoi darci qualche anticipazione?

Sarebbe molto bello; ma è veramente una cosa molto impegnativa. Ci vorrebbe una bella mostra, sarebbe molto interessante, uno dei pochi casi in cui un libro ("Anninovanta 1990-2015. Un percorso nell'arte italiana") determini una esposizione, in genere avviene sempre il contrario, anche per questo, il mio, è un vero testo di critica d'arte.

Vorrei infine ringraziare per l’attenzione e, per chi volesse continuare il discorso, rimando l'appuntamento sul Forum di FinanzaOnLine della Brown Editore.

Roberto Brunelli http://www.brunelliroberto.it/

giovedì 26 gennaio 2017

Here&Now collettiva d'arte al MuseOrfeo via Orfeo 24 BOLOGNA * 27 - 28 gennaio














La curatrice Ottavia Villani presenta l'artista modiglianese Patrizia Diamante con la sua opera <<Still life: natura mai morta, anzi, ancora vivente. 2016>> [100X80 cm, pittura ad olio su tela e faesite] Nel 1986 all’Accademia iniziai questo dipinto a olio, che per varie ragioni finì abbandonato in un garage. Ripreso nel 2016, ho giocato su formale e informale: un fondale grigio diventa una dedica al Maestro Jackson Pollock, da cui la deriva “anarchica informale”. I bozzetti che abbracciano il quadro in una cornice libera sono stati preparati in seguito, perché il dipinto è un’opera ancora in corso, e così ogni correzione, aggiunta, cambiamento di rotta, divertissement, nota, citazione, e persino la cornice diventa parte integrante, cambiando l’oggetto in progetto”. Queste sono le parole dell’artista in merito a quest’opera, nata appositamente per la mostra HERE&NOW. Partendo da una natura morta semplice, Patrizia Diamante ha voluto seguire la scia dei movimenti artistici più contemporanei, uscendo dai limiti della tela per sperimentare nuovi spazi e accedere così all’arte del “qui e oggi”. Nei quadretti che circondano l’opera possiamo ritrovare il segno di Pollock, Rotella, Mondrian, ma anche importanti forme d’arte di questo ultimo secolo, come l’uso della fotografia e il gioco. In uno spazio mai chiuso, mai finito, mai “incorniciato”, ha saputo dare vita più che mai a una natura morta, che appunto, morta non lo è più. Vi aspettiamo al MuseOrfeo in via Orfeo 24 nei giorni di Artefiera, 27 e 28 gennaio. L'ingresso è aperto a tutti coloro che vorranno ammirare le opere contemporanee in esposizione: presenti all'inaugurazione alle ore 17 i curatori della mostra e gli artisti, che accoglieranno gli ospiti e saranno disponibili per eventuali domande o per una semplice chiacchierata con il pubblico. Curatori: Mariaelena Maieron, Veronica Quarti, Brigitta Rizzuti, Ottavia Villani, Marta Zanforlin * Artisti: Michele De Matthaeis, Patrizia Diamante, Manuela Porchia, Dennis Tark, Graziella Toffoli * Inaugurazione venerdì 27 gennaio alle ore 17. Contatti: www.diamantestudio.jimdo.com

mercoledì 7 dicembre 2016

Ambienti. Collettiva d'arte presso Elle Galleria, Preganziol Treviso. Intervista con Patrizia Diamante, pittrice modiglianese.


Cos’è l’arte per lei ?
L’arte non è solo creatività emotiva immediata, ma è quel processo ragionato che porta a realizzare un oggetto o un progetto che è un racconto dell’artista. Seneca diceva che non c’è nulla di casuale nell’arte. Condivido questo pensiero. Anche se a molti può sembrare strano perché vedono l’artista come una persona dominata dalle emozioni selvagge, c’è anche la matematica nell’arte, c’è studio, sacrificio, dedizione.
Quale funzionalità ha l’arte per lei ?
Non è funzionale, è proprio questo il bello dell’arte. Che non serve a niente. Può emozionare, stimolare, lasciare indifferenti, provocare, far discutere, aggregare, disgregare, entrare nell’immaginario collettivo, stupire, lasciare indifferenti, venire ricordata, dimenticata, abbandonata, studiata, riconosciuta, ritrovata. Tutto ciò riguarda solo gli esseri umani, le loro emozioni e la loro ragione. Non è merce nell’immediato, non crea bisogno allo stomaco come il pane, non ha una precisa collocazione nel mercato (quella che ha è fasulla). L’unica funzione dell’arte è umana, è utile allo spirito, e non riguarda il presente ma il futuro.
Quali sono i soggetti ricorrenti e qual è il suo soggetto ideale che persegue?
Sono diplomata in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, faccio arte figurativa, in particolare sono ritrattista, paesaggista e pittrice di nature morte, anche se in qualche momento ho transitato nell’arte astratta e anche informale, e non solo. Video, fumetto, arte povera. In questo momento ho iniziato un nuovo filone che riguarda il rugby. E’ un mio omaggio a mio figlio che è pilone di rugby e un omaggio anche al Rinascimento, a Michelangelo, alle grandi forme, ai cavalieri, alle battaglie di altri tempi. Vedo nel rugby uno sport pulito, genuino, epico, persino aggraziato nonostante le apparenze. Guardando le foto di alcune partite ho pensato ma guarda che meraviglia, c’è tutto ciò che può amare un artista, ci sono le forme innanzi tutto che si esprimono al massimo della tensione, ci sono i colori delle squadre, c’è il movimento, c’è lo scontro e incontro dei corpi. E’ un filone che voglio continuare e seguire sempre… mi candido a essere artista ufficiale del rugby!
Quali tecniche, strumenti e supporti usa?
Olio su tela, prevalentemente. Ma ho fatto anche murales e tante altre cose.
Qual è il suo percorso artistico?
Sono diplomata all’Accademia di Belle Arti di Firenze, avendo studiato alla scuola di Goffredo Trovarelli e di Silvio Loffredo. Ho un diploma di grafica pubblicitaria, ho esperienza anche nel campo della decorazione ceramica e vetrinista. Attualmente insegno disegno e pittura privatamente.
Quali mezzi espressivi usa?
La pittura-pittura, quella fatta con l’olio su tele di cotone.
Quali sono i suoi progetti futuri?
Come ho detto, dopo avere dipinto tanti soggetti singoli, mi intriga il discorso sul rugby, nella “battaglia” di corpi ed emozioni, la complessità delle pose che riescono a creare è infinita.
Elle Galleria, Patrizia Diamante
Parteciperò alla collettiva “Ambienti” presso Elle Galleria, Preganziol di Treviso, dall’11 dicembre al 6 gennaio.



lunedì 20 giugno 2016

LA BELLA ARTE DELL'ACQUACHETA


Anteprima della mostra celebrativa che si terrà in Germania. In occasione del decennale del gemellaggio con la Comunità di Hofbieber. A Modigliana la mostra degli artisti che saranno selezionati, dal 22 giugno al 3 luglio. A cura dell'Unione dei Comuni della Romagna Forlivese.


martedì 10 maggio 2016

Ics Fectori Art












Le finalità di questa associazione consistono nel creare una stanza virtuale dentro al quale qualsiasi cittadino desideri esplicitare, pubblicare, esibire la sua arte, trova uno spazio e un supporto culturale.
Chiunque abbia un progetto culturale nel cassetto, un'opera non convenzionale, inedita, un sogno da regalare agli altri, può trovare un suo palcoscenico attraverso questa associazione.
Pittori, scultori, artisti di strada, fumettisti, poeti della parola e della vita, letterati scrittori, videomaker, chef, chiunque voglia realizzare un'opera d'arte, può aggregarsi e presentare il suo progetto.
Questa associazione privilegia e recluta i talenti locali ma intende adoperarsi per creare scambi culturali di ogni genere per rinnovare e ampliare il tessuto sociale e culturale di Modigliana.

mercoledì 5 agosto 2015

Modigliana all'EXPO di Milano


Piccolo centro sulle ridenti colline alle spalle di Faenza e Forlì, Modigliana è l'unico Comune d'Italia sotto i 5000 abitanti che godrà di uno spazio all'EXPO di Milano nella Piazzetta Emilia-Romagna. Dal 9 all'11 agosto, infatti, Modigliana avrà uno spazio espositivo di circa 40 metri quadri, in cui esporrà le sue specialità alimentari, tra cui il panforte mandorlato, già premiato alle Esposizioni di oltre un secolo fa. Per caratterizzare ancora di più il proprio spazio, il Comune ha pensato di esporre un talbleau vivant ispirato al suo pittore più noto nel mondo, Silvestro Lega. Il quadro, che rappresenta una contadina appoggiata sopra una scala accanto a un covone di paglia, è stato riprodotto su un pannello di legno di circa 5 metri quadri dalla pittrice e maestra d'arte Patrizia Diamante, creatrice insieme al sottoscritto di questo blog, e qui fotografata sempre dal sottoscritto mentre esegue l'opera in uno dei magazzini del Comune. Il tableau vivant verrà completato da 4 figuranti che si alterneranno nelle 14 ore giornaliere di esposizione del pannello, che verrà poi riutilizzato per la festa dell'Ottocento che si tiene tutti gli anni a Modigliana durante la terza domenica di settembre.



lunedì 11 maggio 2015

Modigliana. "Silvestro Lega, i Macchiaioli e gli Impressionisti"

modigliana, sala bernabei. "silvestro lega, i macchiaioli e gli impressionisti" Eventi a Forlì

"Dalla pittura accademica alla "Macchia", una grande scuola italiana con influenze internazionali" è il titolo di un incontro con Patrizia Diamante, Maestra d'Arte, che illustrerà da un punto di vista pittorico la storia di Silvestro Lega nel milieu artistico del "Caffè Michelangiolo" e in altri contesti che presero corpo in una Firenze vivacissima e cosmopolita a metà del 1800. Si parlerà di una scuola italiana, quella dei Macchiaioli che fu tipica ma non provinciale poiché al centro di una felice "cospirazione" di cambiamento della pittura su scala europea.
Andrea Trerè, attore, leggerà alcuni brani: lettere e aneddoti dalla biografia di Silvestro Lega.
Abbiamo scelto come immagine della serata un piccolo dipinto di Giovanni Fattori che rappresenta Silvestro Lega che dipinge sugli scogli.
La serata è patrocinata dall'Assessorato alla Cultura di Modigliana e l'incontro è aperto a tutta la cittadinanza.
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Due note sui relatori:
* Patrizia Diamante, modiglianese diplomata presso l'Accademia delle Belle Arti di Firenze presso le scuole dei Maestri Goffredo Trovarelli e di Silvio Loffredo, molto apprezzata come pittrice, sue opere si trovano in numerose collezioni private e pubbliche in Italia e all'Estero. Ha collaborato come fumettista satirica per il settimanale "Cuore" e diretto una trasmissione radiofonica sull'arte per l'emittente fiorentina "Novaradio".
* Andrea Trerè, attore teatrale professionista di Ravenna, con esperienze di musical, teatro dialettale, teatro sociale, cabaret e monologhi su autori vari da Olindo Guerrini a Ray Bradbury, anche giornalismo e televisione in ambito regionale.



http://www.forlitoday.it/eventi/mostre/modigliana-sala-bernabei-silvestro-lega-i-macchiaioli-e-gli-impressionisti-2427750.html

giovedì 8 marzo 2012

Le donne romagnole





Io lo so come sono le donne romagnole. 


Sono forti come la roccia e sono morbide come il burro, delle gran lavoratrici, che si sacrificano per la famiglia e per i figli, e quando i figli sono grandi fanno volontariato per gli anziani e per il terzo mondo. Sono quelle che vanno a letto sempre dopo e che si alzano sempre prima. Quelle che vanno in discoteca con le amiche, e il giorno dopo al cimitero a trovare i loro morti. Sono delle grandi rompicoglioni le donne romagnole, non sono mica di marzapane, hanno sempre la battuta pronta e sembrano velenose e con le amiche e con i figli non sono mai troppo tenere. Fanno i complimenti solo quando conviene, pochi ai loro figli e molti agli estranei.
Sono solari e gioviali, sì, ma sono anche lunari, e saturnali, e tristi, e malinconiche, e non di rado depresse (ma la tristezza non impedisce mai di fare tutto ciò che si deve). E quando si ritrovano fra di loro, parlano spesso di amori finiti, e di morti, e di disgrazie, e di problemi in famiglia, e delle cose che potrebbero aggravarsi. Non sono brave a consolare con le parole, tanto ruvida la lingua che sembra cartavetrata, ma sono bravissime a dare una mano concreta a chi soffre.
Sono quelle che ha disegnato Fellini nei suoi film e che Tonino Guerra canta nelle sue poesie, sono immense come la Gradisca e la Tabaccaia, con grandi tette e culi belli pieni e rotondi come quelli delle afrocubane. Oppure magre e sottili e con piccoli seni come la Volpina, ma assolutamente sexy e piene di energia erotica. Le donne romagnole viaggiano con una carrozzeria compatta, non superano quasi mai il metro e settanta, la statura media della donna romagnola è uno e sessanta, e pur viaggiando in 500 sono più potenti di un bolide di Formula Uno. Sono more quasi sempre, e sono belle, ma di una bellezza un po’ selvaggia, non raffinata, con il trucco nemmeno fatto troppo bene, e il vestire non molto ricercato e i capelli esagerati; sono belle quando ridono e la loro risata spacca il silenzio e rimbalza sulla luna.
Vanno in bicicletta le donne romagnole, la bicicletta è il cavallo di queste valkirie, la abbandonano solo per essere portate con il carro funebre. Le donne romagnole sono profondamente religiose anche se possono fare tutto senza Dio. Quando non sanno più come imprecare, si mettono a pregare la Madonna, ma di nascosto, la mattina presto, oppure mentre versano una lacrima sulla sfoglia fatta in casa.
Ne hanno da passare di guai, le donne romagnole, per reggere la baracca, col marito oppure no, con tutti i conti da far quadrare, e le bollette, e i bilanci delle aziende familiari, si dice arzdora che significa “reggitrice”, la donna romagnola è questo: una colonna che regge tutto.

Io le amo, e lo sono anch’io, lo è una parte importante di me.


Patrizia "Pralina" Diamante (E' permessa la riproduzione gratuita di questo scritto, a patto che si citi il nome e cognome dell'autrice e non si apportino cambiamenti al testo)

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venerdì 13 gennaio 2012

"E' di rigore l'abito da pera e solidali con le lavoratrici dell'Omsa" al CPA Firenze sud

30 gennaio 2011 - ore 22.30

Centro Popolare Autogestito (CPA) – Firenze Sud Via Villamagna 27/a – Quartiere Gavinana

Dopo il successo delle scorse edizioni, non poteva non succedere. E così si ragionava con lo zio Giò delle Officine Cinematografiche di un terzo evento. Ancora più bello e più incazzato, con torte patafisiche, musica con diggiei dal vivo, expo di abbigliamento autoprodotto e scambio regalo di vestiti e accessori.
Cerchiamo modelli e modelle di tutte le taglie, sessi, colori e misure per la terza sfavillante e scintillante (e anche esplosiva) sfilata di bassa moda che si terrà al Centro Popolare Autogestito di Firenze sud. Faremo satira e ci divertiremo a detournare con zero spese e tanta fantasia i modelli dominanti, imposti da stilisti misogini, prelati (da qui pret a porter), palazzinari, cementificatori, normalizzatori, visi pallidi, massoni e missoni, eredi del berlusconismo machista arrivista, rampanti fichetti renziani e tutta la Firenze (e non solo) di Pitti Potta. L'evento è itinerabile, situato durante una proiezione di un film dei Fratelli Marx e organizzato dal PARTITO GROUCHO MARXISTA D'ITALIA e OFFICINE CINEMATOGRAFICHE, con la partecipazione esagerata delle BRIGATE GROSSE. La moda siamo noi.
C'è ancora molto tempo ma non troppo, stanno già arrivando tante adesioni, in particolare cerchiamo i Calvi Klein, ma ogni contributo (anche sotto forma di pubblicità e recensioni) sarà benvenuto.

LA PRESENTE EDIZIONE SARA’ DEDICATA ALLE LAVORATRICI DELL’OMSA CHE SONO STATE LICENZIATE DA QUESTA MULTINAZIONALE CHE PREFERISCE SPOSTARE LA DITTA IN SERBIA E TOGLIERE LAVORO ALLE FAENTINE. LO SLOGAN E’ “MA PIUTTOSTO MI METTO AI PIEDI UN PAR DI BUSTE DELLA NETTEZZA!”

“La miglior sovversione non consiste forse nel distorcere i codici anziché nel distruggerli?" Roland Barthes




Come arrivare:


In treno:

Dalla Stazione Santa Maria Novella prendere l'autobus n. 23 (direzione Sorgane o Nave a Rovezzano) e scendere in P.zza Gualfredotto da Milano. Prendere via Lapo da Castiglionchio e, una volta arrivati su via Villamagna, girare a destra.
Oppure, sempre dalla Stazione Santa Maria Novella, prendere il bus 31 (direzione Grassina) o 32 (direzione Antella) e scendere alla prima fermata di Viale Giannotti. Facendo poche decine di metri, sulla sinistra, si arriva in P.zza Gualfredotto da Milano. Prendere poi via Lapo da Castiglionchio e, una volta arrivati su via Villamagna, girare a destra.

In auto:

Dall'autostrada A1 (sia venendo da Roma che da Bologna) uscire al casello di Firenze sud. Dopo il casello procedere sullo svincolo fino all'uscita "Viale Europa". Percorrere Viale Europa, al secondo semaforo girare a destra ed andare sempre dritti fino in fondo. Quando si sbuca su via Villamagna girare a sinistra.


Per info sul CPA: http://www.cpafisud.org/