giovedì 16 marzo 2017

Sorgente Natura, una piacevole scoperta in terra di Romagna.




La Romagna non è terra soltanto di tradizioni, ma anche di ricerca, innovazioni, commercio e, per usare una parola attuale, marketing. Personalmente sono molto sorpresa da questa capacità di lanciarsi in attività di ogni genere, nel rispetto delle tradizioni ma con una grande attualità che prelude a possibilità di vivere nel futuro. Anche la cucina romagnola sta cambiando, per contaminazioni con quella italiana, internazionale, "etnica", e per la gioiosa scoperta di un mangiare più sano relativamente alle attività sedentarie che hanno sostituito quelle contadine. Casualmente, navigando in rete, ho scoperto "Sorgente Natura" che opera a Bellaria e che distribuisce i suoi fantastici prodotti, ho effettuato una prima richiesta, sono rimasta così soddisfatta che ne sto facendo altre. Abitando in un piccolo paese delle colline romagnole, ricevere pacchi a casa (sopra i 39 euro le spedizioni sono gratuite in tutta Italia) è davvero comodo. Tornerò a scrivere di "Sorgente Natura" in questo blog, suggerendo ricette di cucina romagnola (anche la pasta fatta in casa) in un piacevole mix di prodotti trovati al mercato locale dei contadini con i prodotti biologici. Nella foto sopra, la mia dispensa con alcuni prodotti di "Sorgente Natura" con il mitico Riso Baldo integrale, uno dei miei preferiti. Buon appetito!

Acquista Online su SorgenteNatura.it

sabato 4 marzo 2017

Maurizio Ferrini al Day Pride Romagnolo presso Cesena!

Il Day Pride della romagnolità è arrivato! In Fiera a Cesena (località Pievesestina) fino a domani musica, food e curiosità di ogni tipo della nostra Regione! Ieri sera ospite d'onore la gloria locale Maurizio Ferrini che ha gorgheggiato una canzoncina scritta dal grande Maurizio Fabrizio in tema romagnolo. Domani sera grande chiusura con la proclamazione del romagnolo dell'anno, l'attore ravennate Ivano Marescotti. Una curiosità: tanto Ferrini quanto Marescotti abitano da diversi anni a Bologna, sopratutto per motivi logistici legati al loro lavoro. 


sabato 11 febbraio 2017

Forlì. Patrizia Diamante intervista Roberto Brunelli, esperto di arte e finanza




- A proposito di Arte Fiera Bologna edizione 2017, quali sono state le tue impressioni in merito?

Il visitatore (SOGNI E CONFLITTI. LA DITTATURA DELLO SPETTATORE, aveva titolato nel 2003 Francesco Bonami la sua Biennale di Venezia) sa scegliere, non va educato e indirizzato: lo si sta vivendo e vedendo nella politica; la gente vuole tornare a vedere, a ragionare e soprattutto a scegliere, magari tra quello che noi non consideriamo Arte ma che per loro sono stimoli e emozioni, con la propria testa, e non ha bisogno (e ciò si sta dimostrando fallimentare in tutti i settori) che altri pensino di poter decidere per loro cosa è giusto vedere esposto ed è bene scegliere.

Avevo salutato con estremo entusiasmo la scelta della Dr.ssa Vettese alla direzione di Arte Fiera ma, pur mantenendo inalterato il giudizio estremamente positivo che ho tuttora di lei, devo purtroppo constatare che, almeno ad oggi, la "cura Vettese" non ha ancora dato gli auspicati frutti. Era ovvio che sarebbe stato difficile, se non impossibile, ravvivare in pochi mesi una manifestazione che soffre ormai di una malattia cronica, ma la medicina ci insegna che una qualche cura si può sempre trovare, e che può comunque migliorare le condizioni di vita del paziente.

Oggi giorno si tende invece a selezionare rigidamente non soltanto le Gallerie che partecipano all'evento ma addirittura a chiedere loro un programma, come se la Galleria avesse al suo interno solo quegli Artisti "per investimento e/o di valore", scelta questa che si rivela deleteria per tutti gli Artisti "non convocati", frustrandone il morale e insinuando il tarlo, nei collezionisti che magari soltanto pochi mesi prima hanno acquistato le loro opere nella stessa Galleria, che essi non siano poi così tanto "ben visti" dal gallerista stesso. Ci si dimentica che l'Italia è diversa dal resto d'Europa: un tempo, quando c'era ancora la CEE, si parlava ancora del "Paese dei Cento campanili"; ci si scorda spesso che la sua ricchezza, la sua storia e la sua Arte è per l'appunto la somma di quelle diversità, di quelle molteplici scelte e di quelle originali individualità.

- Parlaci del tuo libro "Anninovanta 1990-2015. Un percorso nell'arte italiana". Quali sono le motivazioni che ti hanno spinto a scriverlo? e con chi hai collaborato?

Il libro è stato il primo tentativo di analisi attraverso una prospettiva storica della generazione di artisti italiani attivi tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Duemila. Al volume è stato già riconosciuto pienamente questo merito essendo stato inserito in queste prestigiose Biblioteche Internazionali: https://www.worldcat.org/title/anninovanta-1990-2015-un-percorso-nellarte-italiana/oclc/905852983&referer=brief_results

Sono molto riconoscente al Prof. Cosimo Semeraro Ordinario di Storia Moderna e Contemporanea e Segretario Emerito del Pontificio Comitato di Scienze Storiche della S. Sede che ne ha voluto curare la Presentazione.

- In una tua intervista parli dell'arte come un fenomeno visionario, e della capacità, da parte di alcuni artisti, di cogliere i segnali dal futuro. Credo che attraverso l'arte sia possibile capire meglio la storia nella sua evoluzione, i cambiamenti sociali e così via. Questo può voler significare, che l'artista non è affatto un eremita lontano dal mondo. Allora perché non si presta troppa attenzione alla sua opera da un punto di vista sociale?

Con il Libro "Anninovanta 1990 – 2015. Un percorso nell'arte italiana" ho voluto favorire, forse per primo, un doveroso processo di storicizzazione di quella generazione di artisti che ha visto la sua massima espressione negli anni '90. Oggi è più che mai auspicabile che ai nostri Artisti venga finalmente riconosciuto quel merito, quel ruolo di anticipatori che rivestono tutti i veri Artisti della storia dell'arte, artisti che hanno messo in scena nelle loro Opere i problemi umani e sociali della vita quotidiana, anticipando di molti anni, con illuminata lungimiranza, la crisi di valori, non soltanto economici, che la nostra società sta ora vivendo drammaticamente. Come vado scrivendo ormai dal 2007 sul forum di FinanzaOnLine con lo pseudonimo di "investart" la maggior parte dei collezionisti, dei critici e degli addetti ai lavori non ha ancora voluto vedere ciò che quegli artisti ci stavano raccontando con le loro opere. Allora non era facile: nel tempo del "tranquilli siam qui noi", quando tutti vivevano al di sopra delle loro reali possibilità, cullati dall'illusione che tutti potevano divenire proprietari di una casa pagando un mutuo e continuando a spendere e spandere in aperitivi & Co., era più facile voltarsi dall'altra parte ed ignorare i messaggi premonitori che gli artisti ci stavano mandando. Pure erano lì, con i loro quadri, a dirci "attenzione: questo sarà il futuro". Almeno oggi, è impossibile non riconoscere la nostra miopia.

Dalla lettura del volume emergono chiaramente gli Artisti che meglio di altri hanno anticipato l'enorme crisi di valori ancor prima che economica che il mondo globalizzato sta vivendo in questi anni.

- Quali sono stati i mutamenti sostanziali nel periodo che hai ricordato, in termini di mercato e di collezionismo delle opere?

La domanda che più frequentemente viene posta a noi addetti ai lavori da chi si avvicina da poco al mondo dell'Arte è se vi siano certezze, domanda alla quale personalmente rispondo che, se fosse tutto così automatico, sarebbe sufficiente recarsi assieme alla moglie da Gagosian, acquistare uno o più Lavori di Artisti da lui rappresentati, magari accedendo a un finanziamento privato, per poter poi pagare gli studi universitari ai figli, e magari poter lasciare loro un piccolo capitale per quando metteranno su famiglia. Ma, come è vero che I prezzi delle Opere d'Arte sono estremamente difficili da anticipare nel breve termine, è altresì vero che il mercato dell'Arte, come quello finanziario, è un "mercato efficiente", che, come sostiene il Premio Nobel per l'economia, Eugene Fama, il mercato non sbaglia e va lasciato fare, senza controlli e interferenze pubbliche, poiché questo tende spontaneamente all'equilibrio. Ebbene ciò che è successo al mercato azionario ha avuto un riflesso anche per il mercato dell'Arte. Gli studi empirici degli economisti sulle variazioni dei prezzi di azioni e obbligazioni sono infatti sovrapponibili a quelli dell'Arte e degli Artisti. Se prendiamo ad esempio il crack della new economy, la bolla dei subprime e la crisi dei titoli sovrani somigliano a ciò che è avvenuto negli stessi anni anche nell'Arte. Artisti osannati, portati alle stelle e poi svaniti nel nulla, oppure che hanno visto crollare in un istante le loro quotazioni, che poi il tempo ha restituito, o sta restituendo, o restituirà in un prossimo futuro.

Insieme allo Storico dell'Arte Salvatore Puzella nel libro "Investire in Arte e Collezionismo" abbiamo spiegato in modo assolutamente innovativo i meccanismi del mercato dell'arte, visto e considerato che nessuno ha la sfera di cristallo per prevedere il futuro abbiamo scritto un libro all'incontrario elencando tutti gli errori da non fare quando ci si avvicina all'investimento in arte, se il collezionista eviterà tali "errori" molto probabilmente le probabilità di vedere un giorno premiate le proprie scelte aumentano in numero esponenziale rispetto al "fai da te" o ai consigli per gli acquisti riportati in maniera più o meno disinteressata dalla letteratura, periodica o meno di settore.

- Ritengo che sia innegabile il valore di alcuni vecchi galleristi, amici degli artisti, eroici se hanno tentato a loro spese (e talvolta fallendo) di colmare grosse lacune in ambito pubblico, ma in moltissimi casi, oggi, a mio parere, abbiamo a che fare con degli "affittacamere" spregiudicati e un po' superficiali che badano solo a vendere spazi. Come si dovrebbe muovere una galleria d'arte per essere credibile?

La Galleria dovrebbe innanzitutto programmare con almeno 12 mesi di anticipo la propria attività, offrire un mix di Artisti che parlano per primi loro stessi tra loro con i propri Lavori e cercare una vera internazionalità cercando di essere presente a eventi fieristici internazionali di prestigio e cercando contatti, non a pagamento, cosa difficile ma non impossibile, con Critici e Curatori italiani e/o stranieri che credono loro per primi nell'Artista. Non dimentichiamo mai che il Critico vive e ha successo grazie all'artista e al suo Lavoro, e un serio professionista non si lascia certo scappare il valore (storico prima ancora che economico) quando e se vi si trova al cospetto.

- Assistiamo anche a un proliferare di Prize internazionali a pagamento dove non c'è una reale selezione, l'unica selezione è il pagamento dello spazio da utilizzare... forse l'arte ha preso una deriva un po' troppo simile ai grandi centri commerciali.

Il proliferare di tale "nefaste" manifestazioni a pagamento si deve esclusivamente alle responsabilità degli Artisti che vi vogliono partecipare, se mancasse una richiesta di eventi del genere crollerebbe immediatamente anche la loro proposta.

Personalmente trovo vergognoso in certe tali manifestazioni i patrocini che le Istituzioni (leggasi quindi lo Stato) a volte rilasciano con una troppa leggerezza e superficialità.

Lasciami però spezzare una lancia a favore dei centri commerciali, con i nostri centri storici che soffrono di carenze croniche di parcheggio e il "vigile elettronico" che controlla gli accessi delle Zona a Traffico Limitato rendendo molto probabile per il "visitatore forestiero" l'incappare in una multa (i varchi d'accesso sono spesso mal segnalati anche dai navigatori più aggiornati), l'idea di "spostare" l'Arte e le Gallerie in centri facilmente raggiungibili e fruibili la vedo come una grande opportunità per il futuro di certe attività commerciali di settore.

A tal proposito mi piace qui ricordare il volume "Chi colora Nanù?" scritto insieme all'Artista Stefano Tedioli con lo scopo di avvicinare i bambini all'Amore per l'Arte fin dalla più tenera età e di cui una parte del ricavato dalla vendita dei libri viene devoluto in beneficenza all'Organizzazione di Solidarietà con popolo SAHARAWI, "RIO DE ORO Onlus".

- La pittura può venire giudicata dalle giurie insieme alla fotografia e a tutte le altre forme d'arte o di artigianato? si possono collocare sullo stesso piano?

In Italia i Premi nell'Arte non hanno fino ad ora funzionato, "i giudici" dovrebbero essere persone che con il loro Lavoro/Passione hanno negli anni dimostrato di avere loro in primi lanciato e soprattutto consolidato Artisti arrivati all'attenzione di Istituzioni/Musei/Collezioni soprattutto straniere. Non vedo oggi nella stragrande maggioranza dei giurati nostrani persone di questo calibro, forse in futuro occorrerebbe "dare in gestione" la giuria di questi Premi nostrani a eminenze o meglio eccellenze straniere, penso soprattutto inglesi e americane.

- Quali sono i paesi del mondo che attualmente propongono cose interessanti, a tuo parere?

Gli U.S.A., in particolare a Los Angeles e a New York rimangono il vero fulcro vitale per l'Arte Contemporanea mondiale, attualmente il mercato globale permette di poter però scoprire ovunque nuovi artisti.

- La vetrina del web può sostituire quella reale per la vendita delle proprie opere?

Sicuramente sì e l'Italia o meglio il collezionista italiano sta già pagando di tasca propria questa arretratezza e provincialismo dei nostri Galleristi ancora chiusi a riccio all'interno delle loro Gallerie e timorosi di confrontarsi con un mercato oramai veramente globale. Gli acquisti di Opere d'Arte sul web sono in costante aumento in tutto il mondo e colossi come Amazon on-line Art Gallery che si sono già posizionati sul settore testimoniano che indietro non è possibile tornare, la strada ormai è stata tracciata.

- Ad Arte Fiera ho sentito insistentemente parlare di una tua futura Mostra sugli Artisti italiani della "Generazione anni '60" (ovvero nati tra il 1960 e il 1970) richiesta a gran voce da Artisti e addetti ai lavori. Puoi darci qualche anticipazione?

Sarebbe molto bello; ma è veramente una cosa molto impegnativa. Ci vorrebbe una bella mostra, sarebbe molto interessante, uno dei pochi casi in cui un libro ("Anninovanta 1990-2015. Un percorso nell'arte italiana") determini una esposizione, in genere avviene sempre il contrario, anche per questo, il mio, è un vero testo di critica d'arte.

Vorrei infine ringraziare per l’attenzione e, per chi volesse continuare il discorso, rimando l'appuntamento sul Forum di FinanzaOnLine della Brown Editore.

Roberto Brunelli http://www.brunelliroberto.it/

sabato 4 febbraio 2017

Video inaugurazione della collettiva d'arte HERE&NOW al MuseOrfeo Bologna 27 gennaio 2017






Inaugurazione Mostra di fine Corso per Curatore "Here & Now" ! Riprese e montaggio Luca Parmeggiani

Curatrici:
-Otti Villani
-Marta Zanforlin
-Brigitta Rizzuti
-Veronica Vonnie Quarti
-Mariaelena Maieron
Pubblicato da Eugenio Santoro su Venerdì 3 febbraio 2017

giovedì 26 gennaio 2017

Here&Now collettiva d'arte al MuseOrfeo via Orfeo 24 BOLOGNA * 27 - 28 gennaio














La curatrice Ottavia Villani presenta l'artista modiglianese Patrizia Diamante con la sua opera <<Still life: natura mai morta, anzi, ancora vivente. 2016>> [100X80 cm, pittura ad olio su tela e faesite] Nel 1986 all’Accademia iniziai questo dipinto a olio, che per varie ragioni finì abbandonato in un garage. Ripreso nel 2016, ho giocato su formale e informale: un fondale grigio diventa una dedica al Maestro Jackson Pollock, da cui la deriva “anarchica informale”. I bozzetti che abbracciano il quadro in una cornice libera sono stati preparati in seguito, perché il dipinto è un’opera ancora in corso, e così ogni correzione, aggiunta, cambiamento di rotta, divertissement, nota, citazione, e persino la cornice diventa parte integrante, cambiando l’oggetto in progetto”. Queste sono le parole dell’artista in merito a quest’opera, nata appositamente per la mostra HERE&NOW. Partendo da una natura morta semplice, Patrizia Diamante ha voluto seguire la scia dei movimenti artistici più contemporanei, uscendo dai limiti della tela per sperimentare nuovi spazi e accedere così all’arte del “qui e oggi”. Nei quadretti che circondano l’opera possiamo ritrovare il segno di Pollock, Rotella, Mondrian, ma anche importanti forme d’arte di questo ultimo secolo, come l’uso della fotografia e il gioco. In uno spazio mai chiuso, mai finito, mai “incorniciato”, ha saputo dare vita più che mai a una natura morta, che appunto, morta non lo è più. Vi aspettiamo al MuseOrfeo in via Orfeo 24 nei giorni di Artefiera, 27 e 28 gennaio. L'ingresso è aperto a tutti coloro che vorranno ammirare le opere contemporanee in esposizione: presenti all'inaugurazione alle ore 17 i curatori della mostra e gli artisti, che accoglieranno gli ospiti e saranno disponibili per eventuali domande o per una semplice chiacchierata con il pubblico. Curatori: Mariaelena Maieron, Veronica Quarti, Brigitta Rizzuti, Ottavia Villani, Marta Zanforlin * Artisti: Michele De Matthaeis, Patrizia Diamante, Manuela Porchia, Dennis Tark, Graziella Toffoli * Inaugurazione venerdì 27 gennaio alle ore 17. Contatti: www.diamantestudio.jimdo.com

sabato 21 gennaio 2017

Chiamata pubblica per andare all'Inferno!


In occasione di Inferno, prima parte del progetto La Divina Commedia: 2017-2021 di Marco Martinelli e Ermanna Montanari (commissionato da Ravenna Festival e che sarà in scena nel programma del Festival dal 25 maggio al 2 luglio 2017), Ravenna Teatro/Teatro delle Albe invita tutti i cittadini, senza limiti di numero, lingua o preparazione specifica, a partecipare alla realizzazione della messa in scena facendo parte del coro o di altre attività (scene, costumi, tecnica, ecc.). Al momento gli iscritti alla chiamata pubblica sono 200 e quello di oggi, sabato 21 Gennaio, è stato il primo incontro operativo per tutti loro nonché per chi voglia iscriversi (c’è tempo fino ad aprile). Negli ultimi due mesi lo staff delle Albe ha incontrato a Ravenna al fine di illustrare il progetto tutti i dirigenti scolastici, gli assessori, le circoscrizioni comunali i docenti e i ragazzi della non-scuola (che si aggregheranno alla chiamata pubblica in un secondo tempo), alcune associazioni e cooperative che lavorano con i migranti, le associazioni ricreative e sociali del territorio, le compagnie dialettali e di teatro amatoriale. Gli incontri comunque non finiscono qui, e oltre a quelli dell’immediato futuro con associazioni di commercianti, artigiani, albergatori, ne sono in programma molti altri.
 Cos’è Inferno
«La chiave prima con cui tradurremo in termini scenici il “trasumanar” dantesco – spiegano Martinelli e Montanari – è pensare l’opera in termini di sacra rappresentazione medievale». Nell’epoca di Dante, non si costruiscono edifici teatrali ma tutta la città è già un palcoscenico, dalle chiese alle piazze: e nei “misteri” i giullari professionisti vengono affiancati da centinaia di cittadini in veste di “figuranti”, mentre altri cittadini pensano a costruire le scene, i costumi, le luci.
Cos’è la chiamata pubblica? È l’invito che fa Ravenna Teatro a tutta la cittadinanza a partecipare alla costruzione di questo spettacolo che debutterà all’interno del Ravenna Festival 2017. È una città intera che può rispondere a questo invito di “farsi luogo”, farsi comunità, nell’epoca dei non-luoghi e della frantumazione del senso comunitario. Chi può partecipare e cosa c’è da fare? Tutti, senza limiti di numero, età, lingua o preparazione specifica, di residenza o nazionalità. La chiamata è un grande “laboratorio” che vedrà i cittadini volontari impegnati con mansioni e livelli diversi di partecipazione alla creazione: canto, danza e movimento, recitazione corale, costruzione di scene e costumi, arti visive. Tutto questo avverrà sotto la direzione di Marco Martinelli e Ermanna Montanari, degli attori del Teatro delle Albe, di altri “maestri” come Edoardo Sanchi (scene), Paola Giorgi (costumi) e Luigi Ceccarelli (musiche). Che tipo di impegno è richiesto? Il gruppo di lavoro si è tenuto oggi e continuerà giorno 2 marzo al teatro Rasi, per poi ritrovarsi da metà aprile quando inizieranno le prove che porteranno al debutto del 25 maggio. Ognuno parteciperà con i tempi che potrà. Come iscriversi? Per iscriversi alla chiamata è sufficiente farci pervenire una mail all’indirizzo cantieredante@ravennateatro con questi dati: nome cognome, luogo e data di nascita, C.F., indirizzo, telefono, una mail che si consulta abitualmente e “ti proponi per…?” indicando se volete far parte del “coro” attoriale oppure se avete altre competenze potete indicare per esempio “sarta” o “tecnico” o “organizzatore”.
L’organizzazione è a cura di Ravenna Teatro. Per informazioni su come partecipare al Cantiere Dante: tel. 0544 36239, cantieredante@ravennateatro.com, www.ravennateatro.com, pagina Facebook Ravenna Teatro. La sede di Ravenna Teatro è il teatro Rasi in via di Roma 39 a Ravenna, uffici aperti al pubblico da lunedì a venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.