giovedì 25 maggio 2017

INFERNO - Debutto mondiale


Debutta oggi a Ravenna in prima mondiale l'INFERNO di Dante Alighieri in chiave pop ad opera del grande regista Marco Martinelli, con la coproduzione di RavennaFestival, di cui sarà il primo evento. Lo spettacolo verrà replicato per 34 sere fino al 3 luglio. Studiosi di Dante da tutto il mondo verranno a vederlo, insieme a troupe televisive e testate giornalistiche da ogni parte del pianeta. Una grande occasione che darà spazio ai tanti cittadini amanti del teatro che faranno parte dei tanti cori infernali e saranno le umili ma indispensabili comparse di questo enorme ed entusiasmante gioco di squadra. Questo è soltanto uno deo tanti pezzi giornalistici usciti in questi giorni, oltre a servizi televisivi su tutti i Canali Rai oltre che stranieri. Saranno ammessi solo 80 spettatori a serata, per cui occorre prenotare, per farlo basta andare sul sito di RavennaFestival.



giovedì 27 aprile 2017

Dipingere è un albero cavo



Dipingere è un albero cavo. E’ un filo teso tra la terra e il cielo. E’ un momento di trance ipnotica. Nella preistoria, lo sciamano e il creativo erano la stessa persona. La veggenza è un viaggio nella terra di nessuno. 



Dipingere è una scommessa, un atto di crescita, perché di consapevolezza. Ci sono spazi bianchi come parole mai dette e silenzi “parlanti”, colori tenui come piccole frasi sussurrate, piccoli pensieri appena accennati, abbozzi di sorrisi, lacrime che restano attaccate alle ciglia. Il colore ha dei sussulti forti verso la luce, diventa sempre più deciso quando la luce (coscienza) lo fa vibrare.

Nella pittura ci si confronta con le proprie emozioni su un piano simbolico, ci sono emozioni trattenute, emozioni delicate, e in crescendo, emozioni prepotenti, emozioni trascinanti, emozioni devastanti, emozioni distruttive. Come gestirle? Lasciarle andare? e in quale misura? e in quale direzione?
Dipingere significa staccarsi da sé per entrare in un territorio “neutro”, di viaggio, di scoperta. Significa accettare di fare tesoro dai propri errori, per ricominciare da capo. Si cancella moltissimo, durante la realizzazione di un’opera. Cancellare la pittura “sbagliata” è un atto di coraggio e di crescita. Bisogna essere onesti. Senza onestà, non si arriva da nessuna parte in un lavoro serio, la furbizia non paga. Il mio professore di pittura mi diceva che l’atto di cancellare è il primo passo verso la grande pittura. Come in ogni viaggio che si rispetti, c’è il momento iniziale, la scoperta della tela vergine, di un territorio sconosciuto ma accogliente, dove tutto è possibile… io passo molto tempo ad accarezzare la tela, come un’arpa. La tela bianca è bellissima, ha un buon odore, e il gesso che forma il primo strato è familiare e rassicurante.
Poi ci si addentra, pieni di vitalità, ignari delle insidie, è il momento più bello. La matita o il pennello traccia linee immaginarie, appena abbozzate con rapidi segni, come guardare l’orizzonte e sognare mete future. Non importa che si debba rappresentare una spiaggia tropicale o un quarto del tavolo di cucina, è sempre un viaggio in un territorio sconosciuto.
Come in ogni viaggio, all’inizio si ipotizzano percorsi fattibili. Ma arrivano le difficoltà e le battute d’arresto, problemi tecnici e simbolici di difficile risoluzione. Il momento più duro sta nel mezzo dell’opera. E’ importante fermarsi, la strada è lunga, bisogna capire bene dove andare. Dove si deve insistere, scavare, tirare fuori, o seppellire. Dove si può applicare una invenzione. E dove può essere l’inganno.
Dipingere è un susseguirsi di problemi da risolvere.
Tutta la creatività si basa su “problemi” da risolvere, solo che i problemi non sono reali, sono immaginari. 
Ad un certo punto, proprio nel momento più duro, arriva la risoluzione dei problemi, e la fine dell’opera. In realtà l’opera non finisce mai, ma arriva un momento in cui si deve prendere un congedo a tempo illimitato dalla propria creazione. Quel momento arriva, quando i problemi sono stati risolti e il quadro è come lo volevamo all’inizio, o diverso da come lo volevamo, ma ci fa sentire soddisfatti.
Allora si può indugiare ancora un po’ sull’opera già “finita”, con piccoli ritocchi, più per la propria soddisfazione (vanità) che per reale necessità. Dipingere può essere anche molto divertente, quando si è padroni della pittura e ci si può permettere di scherzare con le immagini.
Il disegno è lo scheletro che regge l’impalcatura del colore, lo paragono alla ragione, al logos, alla parola, alla dialettica. Il colore è il mondo emotivo. 
La pittura ha un odore forte di solventi e di olio, è una forma molto materica, quasi preistorica, sicuramente infantile, ci si sporca quando si dipinge, così come ci si “sporca” quando ci si emoziona (ed è per questo che molti scelgono di congelare le proprie emozioni). Ma la struttura del quadro non è solo preistorica, è anche storica, è fatta di dialettica; di rapporti tonali, di chiaro-scuro, di piani che avanzano e di altri che retrocedono, e tanto altro.
Dire che un pittore si sveglia e si mette a dipingere così “come gli viene” preso dagli impulsi del momento, è una solenne cretinata. Ai tempi di Leonardo, un pittore era anche un matematico e, anche se i tempi sono molto cambiati, per dipingere occorre ancora, prima di tutto, pensare. Potrei dire ancora molte cose sulla pittura, come viaggio, come meditazione, come vita. Ma preferisco dipingerle!

giovedì 30 marzo 2017

Addio all'omino col basco, un grande pittore del Novecento

Si è spento il pittore Gaetano Giangrandi. Nato a Bertinoro, presso Forlì, nel 1928, si spostò presto a Cotignola dove seguì gli studi artistici con Luigi Varoli, per poi trasferirsi nel dopoguerra a Castellaccio, immerso nella campagna di Piangipane, per studiare meglio la natura, la luce e il colore. E poi a Parigi, catturato da una dimensione internazionale che lo spingerà anche verso Paesi Bassi, Regno Unito, infine Russia e New York, "conquistando" collezioni private di tutto il mondo. Tra i tanti critici che si sono occupati della sua arte, il venturiano Giuseppe Fiocco scrive di lui: "È una realtà che diviene mito; colto in quegli scheletri arborei che il logorio delle acque scava lentamente con il suo lungo fluire; una realtà che si fa sogno ed incubo insieme, rievocante mostri, scheletri e rovine. Talvolta si apparenta ai morioni barbarici dei soldati o ai vasi famosi che ci rende l'antica Spina; e tutto involge la rena, da cui emerge, contrastando talvolta con qualche cespo virente, come per indicare i poli fatali della vita e della morte. Sogno di un mondo senza tempo, che il pittore modula con le dolcezze cromatiche delle conchiglie marine. Una tematica che ha offerto e offrirà all'artista soggetti affascinanti, senza limite; i quali rappresenteranno come già rappresentano, uno dei più felici raggiungimenti della torturata arte nostrana". La camera ardente sarà aperta giovedì alle 14. Venerdì alle 10:30 la salma verrà portata al Cimitero di Bertinoro. L’assessore alla Cultura Elsa Signorino esprime il cordoglio proprio e dell’amministrazione comunale: “Perdiamo un grande artista, che in molti dei suoi lavori ha ritratto Ravenna, sua città di adozione, portandola in tutto il mondo attraverso le innumerevoli mostre delle quali è stato protagonista. Gaetano Giangrandi ha saputo indagare l’arte del passato e sperimentare gli stili più noti del suo tempo, facendoli propri, imprimendo carattere e originalità a ognuna delle migliaia di opere che ci ha donato”.

giovedì 16 marzo 2017

Sorgente Natura, una piacevole scoperta in terra di Romagna.




La Romagna non è terra soltanto di tradizioni, ma anche di ricerca, innovazioni, commercio e, per usare una parola attuale, marketing. Personalmente sono molto sorpresa da questa capacità di lanciarsi in attività di ogni genere, nel rispetto delle tradizioni ma con una grande attualità che prelude a possibilità di vivere nel futuro. Anche la cucina romagnola sta cambiando, per contaminazioni con quella italiana, internazionale, "etnica", e per la gioiosa scoperta di un mangiare più sano relativamente alle attività sedentarie che hanno sostituito quelle contadine. Casualmente, navigando in rete, ho scoperto "Sorgente Natura" che opera a Bellaria e che distribuisce i suoi fantastici prodotti, ho effettuato una prima richiesta, sono rimasta così soddisfatta che ne sto facendo altre. Abitando in un piccolo paese delle colline romagnole, ricevere pacchi a casa (sopra i 39 euro le spedizioni sono gratuite in tutta Italia) è davvero comodo. Tornerò a scrivere di "Sorgente Natura" in questo blog, suggerendo ricette di cucina romagnola (anche la pasta fatta in casa) in un piacevole mix di prodotti trovati al mercato locale dei contadini con i prodotti biologici. Nella foto sopra, la mia dispensa con alcuni prodotti di "Sorgente Natura" con il mitico Riso Baldo integrale, uno dei miei preferiti. Buon appetito!

Acquista Online su SorgenteNatura.it