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domenica 20 giugno 2021

Sentieri Agrourbani a Modigliana. Camminare con lentezza

Nel 1974 uscì un disco meraviglioso di Enzo Del Re, “Lavorare con lentezza“, il testo che parla di ingiustizie lavorative e di nocività ambientali, recita “adoro il lavoro ma odio la fatica”. Sono trascorsi tanti anni ma la musica non è cambiata, ogni giorno la dittatura della velocità immola vittime, rende insicuri non soltanto i luoghi di lavoro ma anche i luoghi di villeggiatura, distrugge l’ambiente e gli esseri viventi, indebolisce il nostro sistema immunitario, veicola pandemie, impoverisce le montagne, i borghi collinari, le periferie delle grandi città, per realizzare guadagni più elevati per pochi, pochissimi monopoli. Il sud come dice Franco Arminio non è soltanto una direzione indicata dalla bussola, ma tutto ciò che è marginale. “In direzione ostinata e contraria” raccolta impareggiabile di Fabrizio De Andrè per citare un altro grande cantautore, in direzione ostinata e contraria si rivaluta la lentezza, nell’abbraccio verde delle foreste che sono le nostre madri universali. Foreste sacre che danno ossigeno al vino, respiro ai campi, polmoni per i centri abitati, conservano infinite specie in habitat di biodiversità unici, producono erbe utili per la cucina, sono esperienze didattiche, testimoni viventi della nostra storia millenaria, delle rocche, delle fortificazioni, dei ponti, delle abbazie, dei sentieri dei pellegrini, dell’epifania del vino, dei gelsi utilizzati per la produzione della seta delle filande, dei fiori selvatici riserve mellifere, e di tanto e tanto ancora. Tutti i progetti di rivalutazione, mappatura, pratica e utilizzo creativo dei sentieri intorno ai borghi millenari sono da accogliere con vero entusiasmo, tra Brisighella e Riolo Terme esiste la meravigliosa Vena del Gesso (della quale tornerò a scrivere presto); a Modigliana mancava un trait d’union delle tre Valli di Acerreta Tramazzo Ibola, un abbraccio lento ma potente che parte dal centro cittadino per dipanarsi attorno a questo borgo della Romagna Toscana, trovando sul proprio cammino sentieri della fede, agriturismi, aziende vitivinicole, cavalli, corsi d’acqua, installazioni artistiche, luoghi della memoria dal Medioevo alla Resistenza antifascista e molte altre cose rimarchevoli e degne di nota.

Benvenuti Sentieri Agrourbani dal 3 e 4 luglio 2021 (inaugurazione ricchissima di eventi culturali assai pregevoli), un lavoro lento e certosino maturato in periodo di lockdown, ma con numerosi spunti precedenti e la collaborazione di moltissimi soggetti, ideato e coordinato dall’Assessore alla Cultura di Modigliana Rosa Grasso, che si è avvalso di collaborazioni con privati, enti, e associazioni fra le quali CAI di Faenza sezione di Modigliana. Per ulteriori info e programma degli eventi date un’occhiata al sito https://www.sentieriagrourbani.com/

nell'immagine, tavolozza di Silvestro Lega, Pinacoteca Comunale di Modigliana

PATRIZIA DIAMANTE foto e articolo tutti i diritti riservati



martedì 17 settembre 2019

22 settembre a Modigliana ritorna The Big Draw! Laboratorio di disegno gratuito per tutti di Patrizia Diamante e Girandola Folk, organettista diatonica che eseguirà brani tradizionali del Nord Europa

Quest'anno THE BIG DRAW! Laboratorio di disegno gratuito e aperto a tutti, organizzato dalla maestra di pittura Patrizia Diamante, verrà allietato da arie tradizionali del Nord europa suonate dalla bravissima organettista diatonica Girandola Folk * L'appuntamento è presso la Loggetta della Tribuna dalle 10 fino alle 19. Vi aspettiamo!

domenica 22 luglio 2018

SETTEMBRE D'ARTE A MODIGLIANA

SAVE THE DATE. 
* PRIMA DOMENICA DI SETTEMBRE * TRASMISSIONE SERENO VARIABILE su RAI2 parlerà della Romagna appenninica, con ampio risalto alle attività enogastronomiche e artigianali di Modigliana, dalla produzione Mandorlato al cioccolato (il più antico dolce vegan della storia italiana) alla Festa Multietnica che si svolge tutti gli anni qui in paese per merito delle comunità degli stranieri presenti in valle.

* TERZA DOMENICA DI SETTEMBRE * FESTE DELL'OTTOCENTO un grande evento collettivo meraviglioso con i tableaux vivants delle opere di Silvestro Lega, antichi mestieri, antichi sapori, artisti di strada, musicisti, artigiani, costumisti, figuranti e fotografi saranno i protagonisti della scena. Non potete mancare! [nel manifesto qui sotto il programma completo anche dei giorni precedenti]


* QUARTA DOMENICA DI SETTEMBRE * THE BIG DRAW A MODIGLIANA * siamo stati selezionati da Fabriano Cartiere al quale è molto piaciuto il nostro progetto, per l'inserimento nel calendario del festival del disegno più grande del mondo. Il workshop del disegno (gratuito) a Modigliana nelle vie del paese si terrà sotto la guida di Patrizia Diamante e sarà interamente dedicato alla Roccaccia. La stampa darà ampio risalto all'iniziativa.


* DAL NOVE SETTEMBRE AL 13 OTTOBRE * WORKSHOP DI PITTURA DAL VERO "en plein air" presso Agriturismo Re Piano organizzato da Antonella Ciccarella Romero. Le lezioni ci saranno il giovedì e il sabato, a partire dal 20 settembre fino a 13 ottobre 2018. Il giovedì sarà accompagnato, a fine lezione, da un assaggio gastronomico con dei temi ancora in studio. Link per l'acquisto del biglietto per tutte le giornate: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-workshop-di-pittura-d…

* RIFACCIA LA ROCCACCIA contest per creativi e poeti, termine per la consegna degli elaborati 8 settembre presso Tipografia Fabbri (PROROGABILE). Stiamo organizzando la mostra di tutti gli elaborati e la premiazione di quelli più interessanti nel mese di dicembre 2018 a Modigliana. Cerchiamo sponsor e idee per la manifestazione. Per scaricare il bando in italiano e inglese seguite il link: www.diamantestudio.jimdo.com


domenica 11 marzo 2018

SORRY DANTE! L'aspetto ludico e divertente di Dante Alighieri con Franco Costantini e Andrea Trerè

25 marzo 2018 
primo caffè letterario presso Il Centro Modigliana in Piazza Cesare Battisti 9 Modigliana (FC) #modigliana 
alle ore 17.30 SORRY DANTE! L'aspetto ludico e divertente di Dante Alighieri
Letture infernali e aneddoti a cura di Franco Costantini. La Divina Commedia in Romagnolo a cura di Andrea Trerè. [nella foto mirabile incisione di Gustave Doré] vi aspettiamo cari dannati per un pomeriggio all'insegna della cultura dantesca, saranno servite varie miscele di DanTHE Aperitivi infernali e Diabolico Buffet a cura del Circolo il Centro di Modigliana. INGRESSO LIBERO.


giovedì 27 aprile 2017

Dipingere è un albero cavo



Dipingere è un albero cavo. E’ un filo teso tra la terra e il cielo. E’ un momento di trance ipnotica. Nella preistoria, lo sciamano e il creativo erano la stessa persona. La veggenza è un viaggio nella terra di nessuno. 



Dipingere è una scommessa, un atto di crescita, perché di consapevolezza. Ci sono spazi bianchi come parole mai dette e silenzi “parlanti”, colori tenui come piccole frasi sussurrate, piccoli pensieri appena accennati, abbozzi di sorrisi, lacrime che restano attaccate alle ciglia. Il colore ha dei sussulti forti verso la luce, diventa sempre più deciso quando la luce (coscienza) lo fa vibrare.

Nella pittura ci si confronta con le proprie emozioni su un piano simbolico, ci sono emozioni trattenute, emozioni delicate, e in crescendo, emozioni prepotenti, emozioni trascinanti, emozioni devastanti, emozioni distruttive. Come gestirle? Lasciarle andare? e in quale misura? e in quale direzione?
Dipingere significa staccarsi da sé per entrare in un territorio “neutro”, di viaggio, di scoperta. Significa accettare di fare tesoro dai propri errori, per ricominciare da capo. Si cancella moltissimo, durante la realizzazione di un’opera. Cancellare la pittura “sbagliata” è un atto di coraggio e di crescita. Bisogna essere onesti. Senza onestà, non si arriva da nessuna parte in un lavoro serio, la furbizia non paga. Il mio professore di pittura mi diceva che l’atto di cancellare è il primo passo verso la grande pittura. Come in ogni viaggio che si rispetti, c’è il momento iniziale, la scoperta della tela vergine, di un territorio sconosciuto ma accogliente, dove tutto è possibile… io passo molto tempo ad accarezzare la tela, come un’arpa. La tela bianca è bellissima, ha un buon odore, e il gesso che forma il primo strato è familiare e rassicurante.
Poi ci si addentra, pieni di vitalità, ignari delle insidie, è il momento più bello. La matita o il pennello traccia linee immaginarie, appena abbozzate con rapidi segni, come guardare l’orizzonte e sognare mete future. Non importa che si debba rappresentare una spiaggia tropicale o un quarto del tavolo di cucina, è sempre un viaggio in un territorio sconosciuto.
Come in ogni viaggio, all’inizio si ipotizzano percorsi fattibili. Ma arrivano le difficoltà e le battute d’arresto, problemi tecnici e simbolici di difficile risoluzione. Il momento più duro sta nel mezzo dell’opera. E’ importante fermarsi, la strada è lunga, bisogna capire bene dove andare. Dove si deve insistere, scavare, tirare fuori, o seppellire. Dove si può applicare una invenzione. E dove può essere l’inganno.
Dipingere è un susseguirsi di problemi da risolvere.
Tutta la creatività si basa su “problemi” da risolvere, solo che i problemi non sono reali, sono immaginari. 
Ad un certo punto, proprio nel momento più duro, arriva la risoluzione dei problemi, e la fine dell’opera. In realtà l’opera non finisce mai, ma arriva un momento in cui si deve prendere un congedo a tempo illimitato dalla propria creazione. Quel momento arriva, quando i problemi sono stati risolti e il quadro è come lo volevamo all’inizio, o diverso da come lo volevamo, ma ci fa sentire soddisfatti.
Allora si può indugiare ancora un po’ sull’opera già “finita”, con piccoli ritocchi, più per la propria soddisfazione (vanità) che per reale necessità. Dipingere può essere anche molto divertente, quando si è padroni della pittura e ci si può permettere di scherzare con le immagini.
Il disegno è lo scheletro che regge l’impalcatura del colore, lo paragono alla ragione, al logos, alla parola, alla dialettica. Il colore è il mondo emotivo. 
La pittura ha un odore forte di solventi e di olio, è una forma molto materica, quasi preistorica, sicuramente infantile, ci si sporca quando si dipinge, così come ci si “sporca” quando ci si emoziona (ed è per questo che molti scelgono di congelare le proprie emozioni). Ma la struttura del quadro non è solo preistorica, è anche storica, è fatta di dialettica; di rapporti tonali, di chiaro-scuro, di piani che avanzano e di altri che retrocedono, e tanto altro.
Dire che un pittore si sveglia e si mette a dipingere così “come gli viene” preso dagli impulsi del momento, è una solenne cretinata. Ai tempi di Leonardo, un pittore era anche un matematico e, anche se i tempi sono molto cambiati, per dipingere occorre ancora, prima di tutto, pensare. Potrei dire ancora molte cose sulla pittura, come viaggio, come meditazione, come vita. Ma preferisco dipingerle!

mercoledì 7 dicembre 2016

Ambienti. Collettiva d'arte presso Elle Galleria, Preganziol Treviso. Intervista con Patrizia Diamante, pittrice modiglianese.


Cos’è l’arte per lei ?
L’arte non è solo creatività emotiva immediata, ma è quel processo ragionato che porta a realizzare un oggetto o un progetto che è un racconto dell’artista. Seneca diceva che non c’è nulla di casuale nell’arte. Condivido questo pensiero. Anche se a molti può sembrare strano perché vedono l’artista come una persona dominata dalle emozioni selvagge, c’è anche la matematica nell’arte, c’è studio, sacrificio, dedizione.
Quale funzionalità ha l’arte per lei ?
Non è funzionale, è proprio questo il bello dell’arte. Che non serve a niente. Può emozionare, stimolare, lasciare indifferenti, provocare, far discutere, aggregare, disgregare, entrare nell’immaginario collettivo, stupire, lasciare indifferenti, venire ricordata, dimenticata, abbandonata, studiata, riconosciuta, ritrovata. Tutto ciò riguarda solo gli esseri umani, le loro emozioni e la loro ragione. Non è merce nell’immediato, non crea bisogno allo stomaco come il pane, non ha una precisa collocazione nel mercato (quella che ha è fasulla). L’unica funzione dell’arte è umana, è utile allo spirito, e non riguarda il presente ma il futuro.
Quali sono i soggetti ricorrenti e qual è il suo soggetto ideale che persegue?
Sono diplomata in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, faccio arte figurativa, in particolare sono ritrattista, paesaggista e pittrice di nature morte, anche se in qualche momento ho transitato nell’arte astratta e anche informale, e non solo. Video, fumetto, arte povera. In questo momento ho iniziato un nuovo filone che riguarda il rugby. E’ un mio omaggio a mio figlio che è pilone di rugby e un omaggio anche al Rinascimento, a Michelangelo, alle grandi forme, ai cavalieri, alle battaglie di altri tempi. Vedo nel rugby uno sport pulito, genuino, epico, persino aggraziato nonostante le apparenze. Guardando le foto di alcune partite ho pensato ma guarda che meraviglia, c’è tutto ciò che può amare un artista, ci sono le forme innanzi tutto che si esprimono al massimo della tensione, ci sono i colori delle squadre, c’è il movimento, c’è lo scontro e incontro dei corpi. E’ un filone che voglio continuare e seguire sempre… mi candido a essere artista ufficiale del rugby!
Quali tecniche, strumenti e supporti usa?
Olio su tela, prevalentemente. Ma ho fatto anche murales e tante altre cose.
Qual è il suo percorso artistico?
Sono diplomata all’Accademia di Belle Arti di Firenze, avendo studiato alla scuola di Goffredo Trovarelli e di Silvio Loffredo. Ho un diploma di grafica pubblicitaria, ho esperienza anche nel campo della decorazione ceramica e vetrinista. Attualmente insegno disegno e pittura privatamente.
Quali mezzi espressivi usa?
La pittura-pittura, quella fatta con l’olio su tele di cotone.
Quali sono i suoi progetti futuri?
Come ho detto, dopo avere dipinto tanti soggetti singoli, mi intriga il discorso sul rugby, nella “battaglia” di corpi ed emozioni, la complessità delle pose che riescono a creare è infinita.
Elle Galleria, Patrizia Diamante
Parteciperò alla collettiva “Ambienti” presso Elle Galleria, Preganziol di Treviso, dall’11 dicembre al 6 gennaio.



giovedì 21 luglio 2016

1stuzzicadentiXjarry dalla Romagna a Barcellona


BARCELLONA, 29 LUGLIO presso La Createca (c/ Comte Borrell, 122) inaugurazione della collettiva "1 Stuzzicadenti X Jarry" a cura di Tania Lorandi.
L'esposizione aprirà i tre giorni del Patacongresso LACAN CAN CABINET organizzato dalla Sociedad Excéntrica de Barcelona.
Patrocinato dal Collage di 'Pataphysica (www.collagedepataphysique.it
Patrizia Diamante artista di Modigliana, sarà presente in una sua opera dal titolo "Stuzzicadenti cadenti".
Partecipano: Afro Somenzari, Alain De Clerck, Alessio Balduzzi, Alphonse Ferrara, Andrea Alberti, André Stas, Bruno Bontempo, Capitaine Lonchamps, Carlo Battisti, Cecilia Guastaroba, Chiara Fabbri Colabich, Claudio Cominelli, Daniel Madrid, Emily Joe, Ezia Mitolo, Fabienne Guerens, Gerardo Di Fiore, Georgina Soler, Gigi Conti, Giuseppe Schifani, Gretel Fehr, Guillaume Po, Gyury Macsai, I Santini Del Prete, Jacques Lizène, Luc Fierens, Malek Pansera, Marc Decimo, Marilù Cattaneo, Marco Baj, Marco Maiocchi, Mario de Carolis, Mario Persico, Massimo Pisani, Michel Fourquet, Muriel Zanardi, Max-o-matic, Paolo Albani, Patrizia Diamante, Pino Guzzonato, Pol Pierart, Riewert Ehrich, Ruggero Maggi, Tania Lorandi, The Big Bosse de Nage, Thieri Foulc, Toni Navarro.


lunedì 20 giugno 2016

STRADE BLU 2016


Torna Strade Blu, partito esattamente 15 anni fa da Modigliana, piccolo paese sulle colline forlivesi e da allora in slalom fra i generi e i centri della Romagna. Oltre metà cartellone gratuito, come sempre, e l'altra metà a biglietti calmierati. Uno sguardo partito dal roots e dal blues che si è allargato fino a sfiorare la contemporaneità.
Si comincia il 19 giugno al Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza con la leggenda Richard Thompson - RT, uno dei pochi giganti mai apparsi a queste latitudini, poi il sontuoso ritorno in pista dei Tortoise (18 luglio), il blues africano dei Tinariwen (29 luglio) - il primo dei due eventi in collaborazione con gli amici di acieloaperto, che fa il paio con il concerto solo di Cat Power (6 settembre) alla Rocca Malatestiana Cesena Bene Comune - e la nuova declinazione roots di The White Buffalo (28 luglio), e poi i nuovi dischi di due vecchi amici del festival Hugo Race Fatalists (14 luglio) e Dan Stuart (8 luglio), con ospiti speciali Sid Griffin dei The Long Ryders e Chris Cacavas Music, e poi le serate "club" con proposte particolari, la musica cinematica del Concerto Illustrato degli OPEZ (27 luglio), Dino Campana riletto da Massimiliano Larocca e Riccardo Tesi (26 luglio), il rock and roll di Bob Malone (6 agosto).
"E' un cartellone più breve di quello dello scorso anno, come spesso capita negli anni dei Mondiali e degli Europei, ma è comunque un buon cartellone. L'idea alla base di tutto - dicono gli organizzatori - è quella di una continuità dinamica con tutti gli stimoli lanciati e raccolti in quindici anni di ricerca sull'idea del folk contemporaneo. Definizione imprendibile, che necessita di continui aggiornamenti, una ricerca che non può limitarsi a guardare in avanti - al presente dell'attualità, o della novità - ma che oggi più che mai deve sapere cercare la profondità".
Il risultato è un calendario compatto, vario eppure familiare, senza gerarchie. Un invito all'ascolto che comprende grandi appuntamenti internazionali, ritorni e prime volte, globalismo e localismo, nord e sud. Sempre con uno sguardo attento sui confini (più in movimento) in cui i suoni delle terre mischiano colori e tavolozze, in una linea che definisca un possibile folklore del Contemporaneo.


LA BELLA ARTE DELL'ACQUACHETA


Anteprima della mostra celebrativa che si terrà in Germania. In occasione del decennale del gemellaggio con la Comunità di Hofbieber. A Modigliana la mostra degli artisti che saranno selezionati, dal 22 giugno al 3 luglio. A cura dell'Unione dei Comuni della Romagna Forlivese.


martedì 10 maggio 2016

Ics Fectori Art












Le finalità di questa associazione consistono nel creare una stanza virtuale dentro al quale qualsiasi cittadino desideri esplicitare, pubblicare, esibire la sua arte, trova uno spazio e un supporto culturale.
Chiunque abbia un progetto culturale nel cassetto, un'opera non convenzionale, inedita, un sogno da regalare agli altri, può trovare un suo palcoscenico attraverso questa associazione.
Pittori, scultori, artisti di strada, fumettisti, poeti della parola e della vita, letterati scrittori, videomaker, chef, chiunque voglia realizzare un'opera d'arte, può aggregarsi e presentare il suo progetto.
Questa associazione privilegia e recluta i talenti locali ma intende adoperarsi per creare scambi culturali di ogni genere per rinnovare e ampliare il tessuto sociale e culturale di Modigliana.

mercoledì 5 agosto 2015

Modigliana all'EXPO di Milano


Piccolo centro sulle ridenti colline alle spalle di Faenza e Forlì, Modigliana è l'unico Comune d'Italia sotto i 5000 abitanti che godrà di uno spazio all'EXPO di Milano nella Piazzetta Emilia-Romagna. Dal 9 all'11 agosto, infatti, Modigliana avrà uno spazio espositivo di circa 40 metri quadri, in cui esporrà le sue specialità alimentari, tra cui il panforte mandorlato, già premiato alle Esposizioni di oltre un secolo fa. Per caratterizzare ancora di più il proprio spazio, il Comune ha pensato di esporre un talbleau vivant ispirato al suo pittore più noto nel mondo, Silvestro Lega. Il quadro, che rappresenta una contadina appoggiata sopra una scala accanto a un covone di paglia, è stato riprodotto su un pannello di legno di circa 5 metri quadri dalla pittrice e maestra d'arte Patrizia Diamante, creatrice insieme al sottoscritto di questo blog, e qui fotografata sempre dal sottoscritto mentre esegue l'opera in uno dei magazzini del Comune. Il tableau vivant verrà completato da 4 figuranti che si alterneranno nelle 14 ore giornaliere di esposizione del pannello, che verrà poi riutilizzato per la festa dell'Ottocento che si tiene tutti gli anni a Modigliana durante la terza domenica di settembre.



lunedì 11 maggio 2015

Modigliana. "Silvestro Lega, i Macchiaioli e gli Impressionisti"

modigliana, sala bernabei. "silvestro lega, i macchiaioli e gli impressionisti" Eventi a Forlì

"Dalla pittura accademica alla "Macchia", una grande scuola italiana con influenze internazionali" è il titolo di un incontro con Patrizia Diamante, Maestra d'Arte, che illustrerà da un punto di vista pittorico la storia di Silvestro Lega nel milieu artistico del "Caffè Michelangiolo" e in altri contesti che presero corpo in una Firenze vivacissima e cosmopolita a metà del 1800. Si parlerà di una scuola italiana, quella dei Macchiaioli che fu tipica ma non provinciale poiché al centro di una felice "cospirazione" di cambiamento della pittura su scala europea.
Andrea Trerè, attore, leggerà alcuni brani: lettere e aneddoti dalla biografia di Silvestro Lega.
Abbiamo scelto come immagine della serata un piccolo dipinto di Giovanni Fattori che rappresenta Silvestro Lega che dipinge sugli scogli.
La serata è patrocinata dall'Assessorato alla Cultura di Modigliana e l'incontro è aperto a tutta la cittadinanza.
***
Due note sui relatori:
* Patrizia Diamante, modiglianese diplomata presso l'Accademia delle Belle Arti di Firenze presso le scuole dei Maestri Goffredo Trovarelli e di Silvio Loffredo, molto apprezzata come pittrice, sue opere si trovano in numerose collezioni private e pubbliche in Italia e all'Estero. Ha collaborato come fumettista satirica per il settimanale "Cuore" e diretto una trasmissione radiofonica sull'arte per l'emittente fiorentina "Novaradio".
* Andrea Trerè, attore teatrale professionista di Ravenna, con esperienze di musical, teatro dialettale, teatro sociale, cabaret e monologhi su autori vari da Olindo Guerrini a Ray Bradbury, anche giornalismo e televisione in ambito regionale.



http://www.forlitoday.it/eventi/mostre/modigliana-sala-bernabei-silvestro-lega-i-macchiaioli-e-gli-impressionisti-2427750.html

sabato 17 gennaio 2015

Modigliana. 16 gennaio 2015 * Presentazione di "P(r)eso di mira" di Francesco Baggiani


Presentazione del Dott. Francesco Baggiani del saggio "P(r)eso di mira" ed, Clichy. L'Autore ha spiegato a grandi linee ciò che si intende per "obesità" come luogo comune, e ciò che l'obesità o per meglio dire LE obesità sono, sottolineando la necessità di non discriminare né colpevolizzare (e tantomeno vessare) le persone in particolare i bambini e le bambine che ne soffrono; ha dato qualche consiglio pratico per affrontare le problematiche, che verranno trattate nel prossimo volume. Bellissimo monologo di Elisa Bagni sul tema della fame, e molta attenzione da parte del pubblico che ha rivolto all'Autore domande e qualche appunto critico al termine della presentazione. L'incontro in Sala Bernabei era organizzato dall'Assessorato alla Cultura e Servizi Scolastici e dalla Biblioteca "Don Giovanni Verità" di Modigliana, e aperto a tutta la cittadinanza. Alcune foto della presentazione, scattate da Patrizia Diamante.



martedì 13 gennaio 2015

P(r)eso di mira di Francesco Baggiani, ed. Clichy. Venerdì 16 gennaio ore 20.30 - Sala Bernabei Piazza Matteotti 5 Modigliana (FC)



































Dal sito Forlì Today

http://www.forlitoday.it/eventi/cultura/modigliana-presentazione-del-libro-p-r-eso-di-mira-sul-bullismo-anti-obesita-2302229.html

modigliana. presentazione del libro p(r)eso di mira, sul bullismo anti obesità. Eventi a Forlì Venerdì 16 gennaio alle ore 20.30, il Dott. Francesco Baggiani, pedagogista, presenta a Modigliana (FC) in Sala Bernabei, Piazza Matteotti n. 5, il suo volume "P(r)eso di mira" edizioni "Clichy" Firenze 2013. Si tratta del primo saggio pubblicato in Italia sul fenomeno della discriminazione ponderale (o dimensionale) e del bullismo contro le persone obese, molto ben documentato per il materiale utilizzato e per la tesi che lo sostiene, per il quale l'Autore ha raccolto durante molti anni di ricerca, una ricchissima e interessante documentazione, traducendo numerosi testi, articoli, blog e libri in particolare di lingua inglese e americana.

Il libro che spazia dalla medicina alla genetica, dalla sociologia ai fenomeni di costume e mass mediatici, sta ricevendo moltissimi consensi di critica e di pubblico, con recensioni importanti da parte dei maggiori quotidiani nazionali e della R.A.I. radio e televisione italiana. L'Autore che dichiara di non avere mai avuto problemi di peso ma di essersi occupato dell'argomento per un senso di giustizia nei confronti di una categoria ingiustamente "presa di mira", si rivolge principalmente ai genitori, agli educatori, ai medici, agli allenatori dei ragazzi e delle ragazze ovvero a coloro che hanno a cuore il benessere delle persone in età "a rischio" per fenomeni di bullismo, ma in generale a tutte le persone che hanno sofferto di disturbi alimentari e di problematiche relative all'immagine e alla percezione di sé, riuscendo a spiazzare e a capovolgere nella maggior parte dei casi quei luoghi comuni che sorreggono tesi fittizie, improvvisate e non documentate, mettendo invece come nodo centrale il benessere dell'individuo. L'incontro aperto a tutta la cittadinanza, è organizzato dall'Assessorato alla Cultura e Servizi Scolastici, e dalla Biblioteca "Don Giovanni Verità" del Comune di Modigliana.

http://www.edizioniclichy.it/index.php?file=scheda_libro&id_pubblicazione=103

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giovedì 16 ottobre 2014

Emilio Prantoni, I Tumuli di Modigliana. Da "Archeo Media".

Sicuramente i legionari romani durante la conquista e la colonizzazione di Rimini avranno avuto modo di ammirare quel panorama mozzafiato, ad esempio, salendo a Montefiore. Dalla terrazza a ridosso della rocca lo sguardo corre fino ai lidi ravennati, e il panorama dà l’idea della vastità di quella pianura ma soprattutto di una terra favorita dal sommo Giove, che “VENTUS EST ET NUBES; IMBER POSTEA. ATQUE EX IMBRE FRIGUS: VENTUS POST FIT, AER DENUO…” (...,è vento e nuvole, poi pioggia e dalla pioggia il freddo, ancora vento, di nuovo aria…), ricca di vegetazione e di acque, limitata dal mare a NE e dalla sinuosa linea delle colline appenniniche a SO da cui scendono numerosi i fiumi che con ampi meandri, fra terrapieni e zone boscose, la irrigano fino al mare.
Così dopo quella felice conquista, come l’usanza, Roma mette al sicuro quello scrigno baciato dagli dei conquistando e facendo amicizia, non con i  Galli nemici irriducibili, ma con quelle popolazioni umbre che Etruschi e Celti avevano relegato sulle montagne dell’alto corso del Savio.
La testa di queste tribù, che stazionavano nelle valli del Savio e del Marecchia, in un felice arroccamento a dominio della valle del Savio, era la città di Sarsina.
Infatti due anni dopo la conquista di ARIMINUM (268 a.C.) i Romani se ne impossessano ma soprattutto si fanno amici quel popolo, siglando un patto di federazione. La conquista della città cantata da Plinio e da Marziale: ”..rustica lactantes nec misit Sassina metas..” (...la rustica Sarsina non ha mandato i suoi formaggi a forma di cono che grondano latte), ricca di pecore, di pascoli e di latte, con associazioni e consorterie potenti e facoltose, ben evidenziato dai monumentali sepolcreti di Pian di Bezzo, comporta a Roma la celebrazione dei FASTI TRIUMPHALES (266 a.C.), elenco dei successi riportati dai magistrati in carica, nel caso i consoli Decimo Giunio Pera e Numerio Fabio Pittore.
I Celti arrivarono al di qua del Po attorno al V secolo a.C  provenienti dalla Gallia, l’odierna regione francese, dilagando nella Pianura  Padana vi si  insediano stabilmente. Erano le tribù dei Senoni, Lingoni, Boi che occupavano  aprossimativamente: i Senoni a Sud di una linea fra Brisighella e Alfonsine, i Linguoni: a Sud di una linea fra Imola e Comacchio, i Boi: a Nord di quest’ultima linea.
La scoperta di insediamenti etrusco-celtici, vicino a noi il villaggio di Monte Bibele presso Monterenzio, ha dato luogo al rinvenimento di oggetti  di cultura celtica databili al V secolo.
Dopo le ripetute sconfitte, fu rimarchevole quella del 295 a.C nel territorio del Sentino, presso l’odierno Sassoferrato, costata ai Senoni 25000 morti, che decretò il loro progressivo tramonto. La sconfitta decisiva di questo popolo, che aveva una certa egemonia sulle altre tribù galliche, si consumò presso Arezzo nel 284 a.C. A questo punto i Boi, temendo di fare la fine dei Senoni, presero le armi contro Roma ma dopo alterne vicende, con la sconfitta nel 283 presso Bomarzo e a Populonia, in Etruria, furono indotti alla pace con Roma. Dopo questi fatti, esposti molto sommariamente, seguì la conquista di Rimini e poi di  Sarsina, destinate a diventare i cardini difensivi e offensivi di quella terra che sarà l’odierna Romagna.
Forse per questioni di rancore verso i BOI, che impedivano loro di insediarsi in felici posizioni nel fondovalle e quindi per essere confinati sulle alture o per riprendersi quelle terre dalle quali erano già stati cacciati dagli Etruschi, indussero i Sarsinati a inviare Roma lamentele per continue incursioni sui loro territori da parte dei Boi, così da indurre Roma a prendere provvedimenti a favore dei preziosi alleati, senza curarsi troppo della veridicità delle accuse.
Nel 201 a.C., un anno dopo ZAMA, Cartagine doveva accettare le condizioni di resa e terminava la travagliatissima Seconda Guerra Punica, le nuove terre acquisite in Romagna salutavano il console Publio Elio  governatore, inviato da Roma, di quei territori. Ci atteniamo al racconto di Livio (StorieXXXI) da cui si può arguire la data degli avvenimenti in quanto cita indirettamente poco prima la vittoria di Zama (202a.C) e colloca i fatti che raccontiamo ”Eodem fere tempore”. Publio corre in soccorso dei federati di Sarsina inviando due legioni arruolate per l’occasione (eius causa scriptis) e aggiunge quattro coorti del suo esercito permanente, in tutto circa 10.000 uomini, dando incarico a Caio Ampio (praefectum socium) di dare una regolata ai Boi che confinavano con quei territori. Ampio,con quelle truppe un po’ “caciarone” entra nel territorio nemico attraversando l’Umbria e il territorio dei Sapini(Savio).
Dopo aver sistemato tutte le questioni con una certa facilità (prospere ac tuto), partì verso Modigliana (castrum Mutilum), luogo ritenuto acconcio per mietere il grano, quindi siamo nel mese di giugno-luglio. Ampio, forse ritenendosi al sicuro e facendo affidamento ai patti intercorsi con i Boi, non aveva provveduto a stazionare nei luoghi opportuni un congruo numero di sentinelle così i Galli sopraggiunsero all’improvviso ed assalirono con ferocia i soldati disarmati intenti alla mietitura tanto che costoro si diedero alla fuga terrorizzando anche le truppe armate nell’accampamento che furono prese alla sprovvista. Fu una vera carneficina: settemila soldati romani ci lasciarono la vita compreso il prefetto Ampio. I sopravvissuti, senza una guida, raggiunsero per strade impervie il console Publio Elio che si era mosso in loro soccorso. Il console, dopo aver stipulato un accordo con gli Ingauni Liguri e dopo aver impartito una dura lezione ai Boi nel loro territorio, ritornò a Roma, ritenendo non ci fosse altro di importante da fare in quella regione.
La ragione che ha spinto il mio interesse a questi avvenimenti è che un amico carissimo di Palazzuolo, uno di quelli che sa riconoscere un sito di interesse archeologico al fiuto come un cane da trifola, e conosce la storia locale perché la vive quotidianamente, in loco, stabilendo congetture e intuendo situazioni logistiche da sbalordire gli addetti per mestiere, mi portò a Modigliana per mostrarmi qualcosa di interessante. Da un buon punto di osservazione sulla riva del fiume Tramazzo, a monte di Modigliana, mi indicò un ripiano coltivato a erba medica, al centro, in chiara evidenza, un tumulo di qualche decina di metri di diametro. Un altro tumulo, bislungo, si intravedeva a poca distanza verso il fiume. Poi mi disse che il contadino si era ben guardato dallo spianare quel rilievo che poteva dar fastidio alla coltivazione. Infatti, quando egli era giovane aveva estirpato delle piante su quella collinetta e dal terreno rimosso erano affiorate armi antiche che si premurò di portare in Comune. Poi …il silenzio. Nessuno parla di quei tumuli, nessuno conosce quegli avvenimenti…, o fan finta di non conoscerli? Il Susini parla brevemente in “Monumenti romani in val di Marzeno” del 1957, di ritrovamenti, databili 1929/31 “di armi in ferro-punte di lance e giavellotti-, assieme ad ossa umane ed alcune monete romane, delle quali non fu conservata la descrizione, si recuperarono da due grossi tumuli del diametro di m. 50 e dell’altezza di m.8. I tumuli non vennero esplorati per intero, e permase il dubbio si trattasse di grosse sepolture, databili forse nella tarda antichità. La località si chiama tuttora-Campo dei morti”, e si arguisce si tratti della località stessa che abbiamo visitato a Pennetola.
Susini allora non ammetteva che Castrum Mutilum coincidesse con Modigliana. Fra l’altro nei pressi circola la leggenda che in un boschetto nelle immediate vicinanze siano state ritrovate armi e ossa umane e, quando qualcuno vi si reca per ”curiosare”, si alzi un vento così impetuoso da impedirvi di sostare…..
Oggi gli studiosi danno ormai per certa questa identificazione  di Castrum Mutilum con Modigliana e quindi si può legittimamente ipotizzare che quei tumuli sulle rive del Tramazzo siano costituiti dai corpi di quei soldati caduti nell’imboscata.
Questa verifica faciliterebbe anche, come Susini stesso diceva, l’identificazione anche di altri toponimi di quel periodo nelle valli contigue.
Pare che al momento siano in corso richieste agli uffici competenti per eseguire in quei luoghi scavi finalizzati alla conferma di ipotesi pregresse. Speriamo che ancora una volta” la volontà di pochi muova le montagne”!

Autore: Emilio Prantoni - emilio.prantoni1@tin.it

martedì 28 agosto 2012

Un ricordo dei miei nonni faentini, Francesco e Adalgisa


Francesco è stato vigile del fuoco e grafico cartellonista, le sue mani erano abili e veloci a disegnare loghi, pitturare insegne. Era un uomo molto colto, il suo scrittore preferito era Victor Hugo, il suo compositore prediletto Giacomo Puccini. Era autoritario e burbero, ma generosissimo. Ha combattuto la resistenza come staffetta dei partigiani, fino alla Liberazione di Faenza. La musica lirica, la bicicletta, i francobolli, le competizioni sportive in tv e il Partito Repubblicano Italiano erano le sue passioni. Quando portava le figlie al cinema a vedere i cartoni animati, il più rapito era senz'altro lui.
Gisa lavorava come sarta, cuciva gli abiti di tutta la famiglia e spesso ne venivano fuori dei veri capolavori, prima di dormire ci raccontava le storie di Brandè, un brigante romagnolo.
A sessant'anni dopo tanto lavoro e tanti sacrifici hanno deciso di girare insieme per l'Europa, perché Francesco non poteva vivere senza zaino sulle spalle e senza macchina fotografica per mostrare agli amici i bei posti visitati.
Questa bellissima foto del 1980 in occasione del loro cinquantesimo anniversario di matrimonio, nel Parco di Faenza, "ritoccata" da lui che era un dannato perfezionista (le fronde degli alberi non sono abbastanza verdi, devo rifarle) e forse un po' macchiata anche la sua testa, è una testimonianza di quella magnifica spontaneità un po' visionaria che li contraddistingueva.
Due persone semplici, autentiche, bellissime, che sono state insieme tutta la vita, anche nelle avversità e nelle tragedie (un figlio morto durante la guerra per difterite).
Due persone non famose, ma non per questo insignificanti.
Due romagnoli DOC, dei quali vado tanto fiera, li ricordo con immensa tenerezza.